Banche: via libera dell’Ue a garanzie sui depositi nei piccoli istituti

ITALIAOGGI.IT 13 APRILE 2018

La Commissione europea ha dato l’ok allo schema d’intervento, messo a punto dalle autorità italiane, per facilitare la liquidazione delle banche con asset di valore complessivo fino a tre miliardi di euro perchè non viola le norme sugli aiuti di Stato

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Via libera Ue alla norma che consente alle piccole banche di fallire, limitando però i danni per i correntisti. Lo schema prevede che, quando una banca è considerata vicina al fallimento dalle autorità nazionali competenti, i suoi asset e le sue passività possano essere trasferiti a un’altra banca con il sostegno dello schema italiano di garanzia dei depositi, nel quadro delle procedure previste dalla normativa nazionale sull’insolvenza. Lo schema prevede tra l’altro che il Fondo di garanzia dei depositi possa intervenire sostenendo il trasferimento degli asset della banca che sta fallendo a un altro istituto nell’ambito della procedura di insolvenza. Lo schema che ha ricevuto il via libera da Bruxelles facilita il lavoro delle autorità italiane in caso di bisogno urgente d’azione, per esempio quando una banca sia giudicata insolvente dalle autorità nazionali competenti. Secondo la Commissione, questo tipo di sostegno da parte del braccio obbligatorio dello schema nazionale di garanzia dei depositi è compatibile con le regole Ue sugli aiuti di Stato, e in particolae la “Banking Communication” del 2103 dello stessa Commissione e la direttiva Ue sugli schemi di garanzia dei depositi. Qualsiasi aiuto resta infatti limitato al minimo necessario per permettere un’uscita ordinata dal mercato di una banca insolvente, con contributi da parte degli azionisti e dai detentori subordinati di debito. Il ‘paracadute’ dello schema verrà utilizzato per preservare l’accesso ai depositi coperti, e i costi di finanziamento non supereranno l’ammontare netto necessario per compensare gli stessi depositi coperti. L’autorizzazione dell’Antitrust Ue allo schema italiano sarà valida per 12 mesi a partire da oggi. Via libera a sistemi simili sono già stati dati a Irlanda, Polonia, Danimarca e Croazia.