Diamanti da investimento, boom di richieste danni

Mirko Molteni finanzareport.it 16 aprile 2018

Molti risparmiatori si rivolgono ad associazioni di consumatori lamentando prezzi, anche alo sportello di banca, fino a 4 volte le quotazioni

Si rinnovano in questi giorni le preoccupazioni circa i diamanti da investimento che alcuni istituti di credito offrono ai propri clienti, pare non sempre offrendo informazioni adeguate. Allarme lanciato implicitamente dalla Banca d’Italia già lo scorso 14 marzo con una lettera in cui invitava le banche ad accantonare fondi per risarcire i clienti, mentre multe per un totale di oltre 15 milioni di euro, erano state comminate fin dal 30 ottobre 2017 dall’autorità antitrust a due società di commercio di diamanti, Intermarket Diamond Business (Idb) e Diamond private Investment (Dpi), e alle banche presso cui piazzavano le loro gemme, ovvero Unicredit e Banco Bpm, nel caso di Idb, e Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena, riguardo a Dpi.

I nodi sono sempre le ipotesi di pratiche “ingannevoli e omissive”, nell’offerta. Ai clienti verrebbe prospettato un prezzo dei diamanti teoricamente allineato alle quotazioni sui mercati internazionali, secondo i più rinomati indici del settore, Rapaport e IDEX. Secondo l’accusa, però, il prezzo sarebbe determinato dal venditore. Inoltre si sarebbe fatto credere ai clienti che questi diamanti fossero un investimento facilmente liquidabile e rivendibile. Le richieste di risarcimenti seguitano ad aumentare.

Pochi giorni fa, l’11 aprile, si è tenuta a Modena una conferenza stampa di Federconsumatori il cui vicepresidente nazionale, Sergio Vertoli, ha dichiarato: “Siamo pronti alla class action, vogliamo dalle banche il rimborso”. Federconsumatori parla di 650 clienti “gabbati” nella sola provincia di Modena, di cui il 70% anziani, che avrebbero investito in diamanti, presso le quattro banche sopra citate e già oggetto della multa autunnale, un totale di 17 milioni di euro, perdendovi circa il 60-70% della cifra. Gli investimenti medi erano dell’ordine degli 80-100.000 euro a risparmiatore, con punte di 500.000.

Intervenendo anche Maurizio Guidotto, presidente locale di Federconsumatori Modena, ha illustrato come molti risparmiatori abbiano tentato di recuperare soldi portando i diamanti ai gioiellieri: “Qualcuno ha provato ad andare in gioielleria, ma il gioielliere mica vende le pietre. Se il cliente aveva bisogno di soldi, non poteva rientrare nell’investimento come promesso”. Sulle azioni avviate da Federconsumatori presso le quattro banche in questione, spiega Veroli: “Intesa e Unicredit hanno accettato, con condizioni diverse, di rimborsare i risparmiatori, mentre non abbiamo notizie del Monte dei Paschi, a cui abbiamo scritto più volte. Abbiamo incontrato responsabili Bpm a Milano, ma non ci danno risposta”.

La sezione locale della Federconsumatori di Forlì fa sapere che nella sua provincia sono circa una dozzina i clienti che lamentano il presunto raggiro. Ma ci sono molti altri casi nel resto del paese. In tutta Italia si stima siano un po’ meno di un milione quelli che in totale hanno investito in diamanti su consiglio dei broker e delle proprie banche, per un totale di 1,5 miliardi di euro. Fra essi almeno un migliaio di persone dalla sola provincia di Treviso, di cui per ora trenta hanno già sporto denuncia formale alla competente Procura di Milano, assistiti dagli avvocati Laura Cagnin e Sergio Calvetti. Sostengono di aver pagato i diamanti fino a 4 volte il prezzo dei listini Rapaport.

Un’altra associazione in difesa dei clienti, Confconsumatori, ha reso noto che le sono arrivate 150 richieste d’aiuto, sulla base delle quali ha inviato lettere di richieste danni per totali 6 milioni di euro. Come spiega la stessa Confconsumatori: “La maggior parte delle persone sono pensionati e famiglie che non avevano esperienza in materia di investimento finanziario o anche solo mobiliare e che volevano solo diversificare il risparmio garantendosi il capitale. Certo non erano in grado di comprendere il rischio del loro investimento che poteva comportare, come ha comportato, l’impossibilità di cedere le pietre ed addirittura perdere tutti i loro risparmi”.

Le associazioni stanno comunque valutando caso per caso le rimostranze dei risparmiatori per capire laddove ci siano davvero gli estremi per un’azione. La questione non sembra per ora essere di rapida soluzione e sono probabili sviluppi con l’andare dei mesi.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...