Intesa Sanpaolo alla stretta finale per vendere 11 miliardi di sofferenze e la loro piattaforma di gestione a Intrum

ANDREA GRECO REPUBBLICA.IT 16 APRILE 2018

I compratori svedesi, pronti a sborsare 3,6 miliardi in tutto, saranno al 51% nel nuovo operatore che sarà un leader nel recupero crediti italiano. Per la banca, che riunirà domani in cda per delibeare, si configura una plusvalenza di 400 milioni

MILANO – Dopo quasi un semestre di trattative siamo a una svolta per la cessione di sofferenze su 10,8 miliardi di euro di crediti erogati da Intesa Sanpaolo, e della loro piattaforma gestionale. L’operatore svedese Intrum ha consegnato alla maggior banca italiana “un’offerta vincolante per una partnership strategica riguardante i crediti deteriorati”, che sarà discussa nel cda del venditore domani e che dovrebbe consentire al gruppo guidato da Carlo Messina l’incasso di 3,6 miliardi, con una plusvalenza “di circa 400 milioni dopo le imposte”.

L’operazione si compone di due aspetti. Il primo è “la costituzione di un operatore di primo piano nel servicing nel mercato italiano”, chiamato a gestire il recupero di crediti deteriorati con un giro d’affari di circa 40 miliardi di euro nominali, e una partecipazione del 51% di Intrum, tale da consentire alla banca italiana, che manterrà il 49%, di deconsolidare dal proprio bilancio le partite vendute. La nuova società dovrebbe avere anche un “contratto di durata decennale per il servicing di crediti in sofferenza di Intesa Sanpaolo a condizioni di mercato”, e dare lavoro a un migliaio di dipendenti, tra cui “circa 600 persone provenienti dal gruppo Intesa Sanpaolo, per le quali – nel caso in cui si dia seguito all’operazione – è previsto il confronto con le Organizzazioni Sindacali anche affinché la partnership le valorizzi ulteriormente”.

Un’altra società veicolo di futura costituzione, in cui con Intrum potrebbero entrare “uno o più co.investitori”, potrebbe poi comprare li 51% delle tranche più rischiose – junior e mezzanine – dei 10,8 miliardi di sofferenze che la banca italiana sta vendendo, e che saranno oggetto di cartolarizzazione; mentre il 49% di questi titoli resteranno in capo a Intesa. Per la componente meno rischiosa (senior) dei nuovi titoli, pari al 60% del portafoglio, si sta attrezzando per l’acquisto un gruppo di banche. I prezzi sono “in linea con il valore di carico già determinato per la parte di sofferenze del gruppo aventi caratteristiche di cedibilità”, fa sapere la banca, che si attende di completare l’operazione a novembre. Dopo quella che ha in definizione il Monte dei Paschi, per dimensioni circa doppie, dovrebbe trattarsi della più grande cartolarizzazione di crediti sul mercato italiano.