Le banche non sono più in crisi, beate loro

Proverbio del 16 aprile Una piccola falla affonda una grande nave

Numero del giorno: 68 Tasso % di occupazione nei paesi Ocse

Siccome è lunedì e tutti abbiamo un disperato bisogno di una buona notizia per digerire l’inizio della settimana, ho saccheggiato in lungo e largo il cronicario di giornata col risultato che mi sono intristito del tutto. La primavera 2018 sembra abbia fatto fiorire solo conflitti globali. I missili in Siria, per dire. Ma anche cose che non ti aspetti tipo una portavoce di Mister T(weet) che smentisce il presidente francese Macron che aveva detto in diretta tv di aver convinto Trump a lasciare i soldati in Siria. Al contrario Mister T, dice la portavoce, “si aspetta che i partner regionali e gli alleati degli Stati Uniti si assumano una maggiore responsabilità sia militare che finanziaria, per mettere in sicurezza la regione”.

E sono pure alleati Macron e Trump. E mica solo loro hanno problemi a capirsi: pensate allo psicodramma che si sta consumando nei palazzi romani del potere (per modo di dire) dove un giorno si scoprono governi di larghe intese che durano il tempo di un titolo di giornale e l’altro si sperimentano accordi politici transgenici che alimentano un lussureggiante filone di leggende metropolitane.

Finisco persino a sbirciare articolesse indigeste scritti da insospettabili e sedicenti specialisti di cose economiche che giurano di avere pronta la soluzione di tutti i nostri problemi, salvo scoprire poi che la lunghezza del curriculum spesso coincide con quella della capacità di dire cagate pazzesche, e andarne pure fieri. Vi farei l’elenco, ma poi finisce che vi intristite pure voi. Se non altro perché uno si rende conto del livello delle nostre cosiddette élite e si mette paura. Se certi professoroni, sedicenti esperti, dicono cose del genere, poi uno mica si può stupire di quello che gira sui social…

Finché a un certo punto non m’imbatto nell’unica notizia positiva del giorno, che per spessore dell’emittente e qualità dell’informazione emessa, mi rallegra al punto da volerla condividere con voi. Udite, udite: la crisi della banche è finita.

Proprio così. Queste paroline gioiose l’ha recitate il nostro Visco durante una delle sue magistrali lezioni, dove ha ricordato altre due tre cosette. Intanto che il giudizio dei mercati sulle prospettive” degli istituti italiani “è migliorato” e si “sono dissipati i timori sulla tenuta del sistema”. Poi che “la duplice recessione” che ha colpito l’Italia e i “gravi episodi di mala gestio” sono state le cause della crisi di alcune banche italiane. Mica il fatto che la vigilanza (di Bankitalia) non abbia funzionato. al contrario. Gli interventi di vigilanza “sono stati continui e pressanti” e hanno “contribuito a risolvere numerosi casi di dissesto”. E infine un capatina all’addendum Bce sui crediti deteriorati che in Italia potrebbe provocare “una indesiderata riduzione dell’offerta di credito in termini sia di costo sia di disponibilità delle banche a offrire i prestiti, specialmente non garantiti”.

Dulcis in fundo: “Io non ho mai detto che il sistema bancario italiano fosse il migliore a livello europeo”. Ho sostenuto che esistevano dei problemi ma che andavano messi nelle giuste proporzioni. “Pur nel loro insieme le banche italiane hanno resistito a una congiuntura particolarmente avversa ben oltre quanto previsto da numerosi analisti e commentatori”.

Le banche stanno bene, e presto staranno meglio ancora. Beate loro.

A domani.