PIERPAOLO BARETTA TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO -BPVi e Veneto Banca, Baretta: “Occasione persa, ora visione lungimirante per ripresa economica del Veneto”

Di Note ufficiali  Venerdi 6 Aprile alle 13:50 VICENZAPIU.COM

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In audizione presso la Commissione regionale di inchiesta sul sistema bancario veneto, il sottosegretario ha ripercorso i passaggi che hanno portato alla cessione a Banca Intesa e ha fatto il punto sul fondo di ristoro

Un anno. È questo il lasso di tempo che separa la prima audizione del sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, in Commissione regionale di inchiesta sul sistema bancario veneto e il decreto legge che pose in liquidazione coatta amministrativa Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Parte da qui, dalla ricostruzione di quei 365 giorni, la seconda audizione del sottosegretario all’Economia davanti alla nuova Commissione di inchiesta istituita dal Consiglio regionale veneto.

“Lascio a future valutazioni – ha affermato Baretta nel corso dell’audizione – se e quanto allora prospettato sia stato raccolto o se, tutti insieme, possiamo dire di aver perduto, mi sia permesso di dire, come veneti, un’occasione per realizzare non un salvataggio, come poi effettuato necessariamente dal Governo, in extremis, dopo il deteriorarsi ulteriore della situazione e il fallimento della strategia di coinvolgimento sopra prospettata; ma un vero rilancio del sistema finanziario e creditizio veneto, funzionale sia ai risparmiatori veneti sia all’intera economia del nostro territorio”.

Il sottosegretario ha, poi, ricostruito i passaggi che hanno portato dagli stress test BCE al progetto di fusione “Tiepolo”; dalle difficoltà nel trovare un partner privato per la ricapitalizzazione al decreto di liquidazione coatta amministrativa e alla cessione della parte sana delle due banche a Intesa San Paolo; fino alle recenti indicazioni di Eurostat su debito e deficit.

Ma la priorità resta quella di ricostruire un patto di fiducia tra cittadini, Stato e finanza, anche attraverso la creazione del Fondo di ristoro per le vittime di reato bancario, istituito dall’ultima legge di bilancio.

“In questi giorni, stiamo lavorando – ha spiegato Baretta – al decreto applicativo, che era previsto fosse varato entro la fine di marzo. Il Ministro Padoan e il sottoscritto hanno chiesto agli uffici preposti di accelerare la definizione del testo, sulle cui caratteristiche le indicazioni politiche che abbiamo dato sono quelle di un approccio a maglie larghe. L’unico vincolo, dicevo, è rappresentato dall’ordine di effettuazione dei rimborsi sulla base della cronologia delle domande, fino all’esaurirsi delle risorse destinate”.

“Infine, signor Presidente, poiché sono alla conclusione del mio mandato parlamentare e di Governo, mi permetta – ha continuato Baretta – di augurare che il percorso avviato in questi anni difficili, che ha posto le basi per il salvataggio dal fallimento degli Istituti, anche se non alla conservazione della loro identità, come avremo voluto; che ha consentito di evitare licenziamenti, salvaguardando il personale e ha avviato un processo di ristoro dei risparmiatori ingiustamente penalizzati, possa continuare e, mi auguro, migliorare. La stagione di ripresa economica in atto, che vede il Veneto protagonista, necessita di una visione lungimirante, che sia in grado di prevenire le turbolenze che periodicamente la globalizzazione ci prospetta, sempre più complesse e sfidanti. Anche questa vicenda, che ci ha così intensamente coinvolti, offre – ha concluso il sottosegretario – riflessioni e indicazioni preziose”.​

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Biografia di Pier Paolo Baretta

  

  • Venezia 29 giugno 1949. Sindacalista. Politico. Ex segretario aggiunto della Cisl, nel 2008 ha lasciato il sindacato per farsi eleggere deputato nel Pd (confermato nel 2013). Sottosegretario all’Economia e Finanze nel governo Letta.
    • Diploma in Ragioneria, formazione nell’associazionismo cattolico veneziano, già segretario nazionale della Fim, nel 2006 fu eletto numero 2 della Cisl insieme a Raffaele Bonanni segretario generale. «Anche se è vero che quello tra Bonanni e Baretta è un matrimonio di convenienza, non significa che non debba funzionare. Anzi. Gli ottimisti hanno già ribattezzato la coppia “il braccio e la mente”, alludendo alle grandi capacità organizzative di Bonanni e all’abilità politica di Baretta. C’è invece chi preferisce definirli, anche qui con qualche inevitabile semplificazione, “i due dell’ex articolo 18”. Attraverso di loro, infatti, passò il principale canale di dialogo tra il governo Berlusconi e la Cisl, quello che portò nel 2002 alla firma del Patto per l’Italia, che implicava alcune deroghe all’articolo dello Statuto dei lavoratori contro i licenziamenti. Bonanni e Baretta fecero valere allora il loro saldo rapporto personale col sottosegretario Maurizio Sacconi (artefice con Marco Biagi dell’accordo). Ma mentre Bonanni non ebbe remore nella rottura con la Cgil di Sergio Cofferati, Baretta cercò di frenare gli eccessi. Poi, quella stagione si chiuse rapidamente» (Enrico Marro).
    • In prima fila per la trattativa sulle pensioni che ha poi portato all’abolizione dello scalone di Maroni. Primo dirigente sindacale a proporre l’aumento dell’età pensionabile, ma contrario al metodo dei disincentivi, ha inventato il sistema, poi adottato dal governo Prodi, delle quote, per cui a partire dal 2009 si può andare in pensione se, sommando anni di contributi ed età anagrafica, si raggiunge almeno la cosiddetta “quota 95” (59+36 oppure 60+35).
    • È il dirigente della Cisl che si è maggiormente impegnato nella costruzione del Partito democratico, senza potersi poi candidare all’Assemblea costituente per il divieto posto dalla Cisl ai suoi dirigenti di assumere incarichi di qualunque tipo nelle forze politiche. Sposato con Giuliana Ledovi, capo ufficio stampa dell’Inail.
  • Appassionato di Montale, Hitchcock, jazz e nautica.

GIORGIO DELL’ARTI, scheda aggiornata al 2 ottobre 2013