Tre vite da bancario per vedere lo stipendio di un anno da Ad

S.N. finanzareport.it 16 aprile 2018

Uno studio della First Cisl fa i conti in tasca ai banchieri e chiede una legge per uniformare i compensi ai criteri internazionali

Un impiegato bancario dovrebbe lavorare tre vite intere per eguagliare lo stipendio del numero uno della sua banca. Un amministratore delegato delle banche italiane infatti può guadagnare oltre 100 volte lo stipendio medio di un bancario del suo gruppo.

Il calcolo lo ha fatto il sindacato First Cisl dopo che nelle ultime settimane sono stati resi pubblici i compensi del management di vari istituti. Lo studio evidenzia i multipli fra i salari dei banchieri e quelli dei dipendenti, che in alcuni casi raggiungono le 40, 50 e appunto 122 volte. Per questo secondo il Segretario della First Cisl Giulio Romani “ci vuole subito una legge” del nuovo governo per “stabilire un tetto”.

In base allo studio, “considerate le varie voci di remunerazione e il fair value delle azioni ricevute come incentivo – spiega il responsabile dell’Ufficio Studi di First Cisl, Riccardo Colombani – l’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, ha incassato quasi 5,5 milioni di euro, che equivalgono allo stipendio medio annuo di 122 dipendenti del gruppo. L’ad di UniCredit, Jean Pierre Mustier, è a meno della metà: 6.200 euro al giorno, inclusa la parte azionaria, per un totale di 2,3 milioni, pari a 53 salari medi del gruppo. Gli ad del Banco Bpm, Giuseppe Castagna, e di Ubi, Victor Massiah, hanno incassato rispettivamente 1,5 e 1,6 milioni di euro, mentre l’ad del Mps, Marco Morelli, ha ricevuto 1,1 milioni, come lo stipendio di 22 dipendenti, il doppio rispetto al moltiplicatore di 10 retribuzioni imposto dalla Ue a luglio quando fu approvato il salvataggio della banca (a partire da quella data il suo stipendio é sceso a 466mila euro lordi ndr)”.

Inoltre, continua l’esponente di First Cisl, “non è certo irrisoria la retribuzione dei manager di Carige e Creval, due banche che attraversano difficoltà. Per ciascuno dei suoi 193 giorni di lavoro in Carige, l’ad Paolo Fiorentino ha avuto quasi 3.750 euro, per un totale di 723 mila euro, equivalenti a quanto hanno avuto nello stesso periodo 29 dipendenti della banca ligure. Al Creval il dg Mauro Selvetti e il presidente Miro Fiordi hanno ottenuto compensi intorno ai 700 mila euro, pari a una quindicina di stipendi medi”.

First Cisl, spiega Romani chiede una legge che raccolga le norme europee e internazionali elimini le possibili lacune interpretative. Ora in Italia le indicazioni Eba ed europee sono recepite da un regolamento di Banca d’Italia (soggetto a modifiche e ampliamenti proprio in questo periodo ndr) che stabilisce appunto il rapporto massimo tra retribuzione fissa dei top manager e retribuzione media dei dipendenti e un compenso variabile dei vertici al massimo doppio rispetto alla parte fissa. First chiede una norma che preveda che “almeno un terzo dei salari manageriali debba essere vincolato all’effettivo conseguimento di obiettivi, verificabili, di natura sociale quali, ad esempio, la crescita dell’occupazione, la stabilità di valore dei prodotti finanziari emessi, la qualità del credito erogato e l’offerta di educazione finanziaria alla clientela”.

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