Deutsche Bank ammette: test della Bce su liquidazione attività di trading

Stefano Neri finanza report.it 17 aprile 2018

Per l’istituto si tratta di un esercizio svolto altre volte negli Usa e Regno Unito. La mossa non sarebbe legata al nuovo corso dell’ad Sewing

La Bce ha chiesto a Deutsche Bank di calcolare i costi di una eventuale liquidazione delle attività di trading della banca. La conferma è arrivata dal Cfo del colosso bancario tedesco, James von Moltke, contribuendo a dissipare in parte un “giallo” che si era venuto a creare negli ultimi giorni.

Secondo il direttore finanziario della banca, citato da Bloomberg, si tratta di una normale richiesta della vigilanza, un esercizio che è stato fatto altre volte per i supervisori Usa e britannici. L’unica novità è che la simulazione sarebbe stata chiesta dalla Bce e che questa sorta di stress test comporterà tempi più lunghi del solito.

La domanda però che molti si fanno è se la richiesta della Bce, anticipata inizialmente dalla stampa tedesca, sia legata alla possibile dismissione di una divisione finora centrale per Deutsche Bank, benché messa potenzialmente in discussione dalle future strategie del nuovo ad Christian Sewing, che mira a rilanciare invece le attività retail a discapito dell’investment bank. Ma soprattutto, la domanda è se Deutsche abbia bisogno di liberarsi delle attività di trading – dalle performance deludenti negli ultimi anni – per mettere una toppa a qualche problema in grado di minacciare la stessa sopravvivenza della banca, magari legato all’enorme mole di derivati e di titoli potenzialmente tossici in pancia all’istituto tedesca.

Il Cfo di Deutsche Bank ha invece assicurato che la procedura, tale da richiedere alcuni mesi per essere completata, si inserisce nella normale attività di controllo della Bce e che in futuro potrà essere richiesta anche ad altri istituti di credito dell’Eurozona. Deutsche Bank quindi sottolinea che la richiesta della Bce non ha nulla a che vedere con la fase di cambiamento interno della banca.

Da parte sua la Bce, attraverso un portavoce, ha spiegato che Francoforte “non interviene su decisioni di modello di business di singole banche”.

Da evidenziare che nei giorni scorsi l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha messo sotto osservazione Deutsche Bank senza escludere un possibile downgrade. In particolare, secondo l’agenzia, il cambio della guardia ai vertici della banca tedesca potrebbe aprire la strada a “un modello di business più solido e sostenibile” ma anche a “un incremento degli sforzi di ristrutturazione”.

In Borsa, nonostante il licenziamento dell’ad uscente john cryan, il titolo si conferma debole e cede da inizio anno circa il 285. Stamani le azioni salgono tuttvia dello 0,7% a 11,67 euro in linea con l’andamento del dax.

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