Intesa-Intrum spinge le banche in Borsa. Npl, Messina batte Mustier sul prezzo

Intesa-Intrum spinge le banche in Borsa. Npl, Messina batte Mustier sul prezzo

Ok del Cda di Intesa Sanpaolo ha accettato l’offerta di Intrum e ha quindi firmato con la multinazionale svedese del recupero crediti un accordo vincolante di partnership strategica per la gestione dei crediti deteriorati (Npl). Il risultato dell’integrazione fra le rispettive piattaforme esistenti per gli Npl sara’ controllato al 51% da Intrum mentre Intesa avra’ il restante 49% e avra’ un contratto decennale per il servicing di crediti in sofferenza di Intesa Sanpaolo a condizioni di mercato.

banca intesa ape

 

L’obiettivo, si legge in una nota, e’ la cessione e cartolarizzazione di un rilevante portafoglio di crediti in sofferenza di Intesa Sanpaolo, una delle piu’ importanti operazioni realizzate nel mercato italiano, pari a 10,8 miliardi. L’accordo ha ricevuto il plauso del mercato. Il titolo Intesa Sanpaolo infatti guadagna a metà seduta oltre un punto e mezzo percentuale +1,53% a 3,123 euro, trascinando tutto il comparto bancarioa Piazza Affari. Sul gruppo piove ancheuna raffica di giudizi positivi dagli analisti.

Primo, la costituzione di un operatore di primo piano nel servicing di Npl nel mercato italiano, con l’integrazione delle piattaforme italiane di Intesa Sanpaolo e Intrum, che avrà: circa 40 mld euro in servicing; 51% della nuova piattaforma detenuto da Intrum e 49% da Intesa Sanpaolo; un contratto di durata decennale per il servicing di crediti in sofferenza di Intesa Sanpaolo a condizioni di mercato; importanti piani di sviluppo commerciale della nuova piattaforma nel mercato italiano; circa 1.000 dipendenti interessati, incluse circa 600 persone provenienti da Intesa Sanpaolo, per le quali e’ previsto il confronto con le Organizzazioni Sindacali anche affinche’ la partnership valorizzi ulteriormente le risorse umane coinvolte.

carlo messina
 

Secondo, la cessione e cartolarizzazione di un rilevante portafoglio di crediti in sofferenza di Ca’ de Sass, una delle piu’ importanti operazioni realizzate nel mercato italiano, pari a 10,8 mld euro al lordo delle rettifiche di valore, a un prezzo in linea con il valore di carico gia’ determinato per la parte di sofferenze del Gruppo aventi caratteristiche di cedibilita’, considerando lo scenario di vendita. La struttura finanziaria del veicolo della cartolarizzazione sara’ la seguente, al fine di conseguire il pieno deconsolidamento contabile e regolamentare del portafoglio alla data del closing (previsto a novembre 2018): Tranche Senior corrispondente al 60% del prezzo del portafoglio, che verra’ sottoscritto da un gruppo di primarie banche; Tranche Junior e Mezzanine pari al restante 40% del prezzo del portafoglio, che verranno sottoscritte per il 51% da un veicolo – partecipato da Intrum e da uno o piu’ co-investitori, ma che agira’ comunque come singolo investitore ai fini di governance – e per il restante 49% da Intesa Sanpaolo.

Le predette operazioni, che sono subordinate all’ottenimento delle autorizzazioni da parte delle autorita’ competenti, prevedono una valutazione della piattaforma di servicing di Intesa Sanpaolo pari a circa 0,5 miliardi di euro e dei crediti in sofferenza oggetto di cartolarizzazione pari a circa 3,1 miliardi di euro.

mustier messina
 

L’accordo da’ un significativo apporto alla strategia di riduzione del profilo di rischio prevista nel Piano di Impresa 2018-2021 di Intesa Sanpaolo e permette di: ridurre l’incidenza di Npl sui crediti complessivi al lordo delle rettifiche di valore sotto il 10% (al 9,6% dall’11,9%, considerando i dati a fine 2017); dimostrare la capacita’ di Intesa Sanpaolo di cedere un rilevante ammontare di Npl senza oneri straordinari per gli azionisti; realizzare una plusvalenza di circa 400 mln euro dopo le imposte nel conto economico consolidato; rispondere alle aspettative dei regolatori in merito alla riduzione di Npl del sistema bancario italiano; rendere possibile l’ulteriore miglioramento nell’attivita’ di recupero riguardante il portafoglio di crediti in sofferenza non ceduto da Intesa Sanpaolo, avvalendosi della partnership con un operatore internazionale di primo piano, che potra’ beneficiare della complementarieta’ di competenze, capacita’ e risorse; conseguire una potenziale futura creazione di valore con lo sviluppo di una primaria piattaforma in Italia, che costituisce uno dei principali mercati europei per il servicing di Npl.

Bank of America – Merrill Lynch, che conferma su Intesa Sanpaolo la raccomandazione buy e il Tp a 3,5 euro, evidenzia che la cessione e di 10,8 mld di Npl equivale a circa il 30% dei crediti deteriorati di Isp e avviene a un prezzo in linea con il valore di carico (29 centesimi). Gli esperti sottolineano che questo livello di 29 cent. e’ “molto piu’ elevato rispetto ai 13 centesimi” ottenuti da Unicredit nell’operazione Fino. BofA fa notare poi che Intesa Sanpaolo ha un Npe ratio inferiore rispetto ai concorrenti e che “ha sempre realizzato ritorni piu’ elevati del settore bancario” grazie tra le altre cose “al focus sull’efficienza e sul taglio dei costi” e al “forte management”: cosi’ il titolo resta il preferito tra le banche Ue. Gli analisti hanno quindi rivisto al rialzo le proprie stime sul dividendo per azione 2018. Gli esperti dichiarano infine che il deal tra Intesa Sanpaolo e Intrum ha una lettura positiva per tutte le banche.

Credit Suisse (outperform, Tp 3,6 euro) aggiunge inoltre che la plusvalenza di 400 mln che si aspetta Intesa Sanpaolo e’ “conservativa”. Ancora, sottolineano gli analisti, “il deal potrebbe ridurre l’Npe ratio lordo dall’11,9% al 9,6% con un impatto limitato sulla copertura degli Npe (Non-performing exposure) dal 57% al 53%. Anche Citigroup (buy, Tp 3,5 euro) giudica l’operazione in modo “positivo”, cosi’ come Mediobanca Securities (neutral, Tp 3,3 euro): il deal “e’ in linea con le priorita’ di Intesa Sanpaolo, ovvero ridurre il profilo di rischio della banca e utilizzare la plusvalenza per la piattaforma di Npl al fine di sostenere il dividendo del 2018. Stimiamo un utile netto pari a 3,7 mld euro nel 2018, inclusa la plusvalenza derivante da questo accordo”. Nel complesso Equita Sim (hold, Tp 3,4 euro) spiega che i termini del deal “sono leggermente migliori delle attese” e Ubs (buy, Tp 3,35 euro) aggiunge che l’intesa avra’ impatti positivi in termini di conto economico della banca.

affariitaliani.it 17 aprile 2018

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