Intesa Sanpaolo, su Npl si apre fronte caldo con sindacati

Rosario Murgida finanza report.it 17 aprile 2018

i sindacati sono contrati all’esternalizzazione del servizio di recupero crediti della banca guidata da Carlo Messina. Al momento non risultano aperte procedure di mobilità ma il tavolo negoziale sembra destinato a vedere un clima caldo

La possibile cessione di un pacchetto consistente di Npl da parte di Intesa Sanpaolo solleva le preoccupazioni dei sindacati e apre, ovviamente, un fronte caldo nelle relazioni con i rappresentanti dei lavoratori.

I sindacalisti, già da tempo preoccupati, hanno ribadito nelle ultime ore i propri timori per gli effetti occupazionali. Nello specifico Intrum Iustitia ha presentato un’offerta vincolante per un pacchetto di sofferenze da 10,8 miliardi di euro. La proposta prevede la costituzione di un nuovo veicolo, controllato al 51% dalla società svedese, dove far confluire la piattaforma di servicing dei crediti deteriorati e circa 600 dipendenti del gruppo bancario.

“Ho appreso ieri del comunicato stampa di Intesa Sanpaolo”, ha affermato oggi a Finanzareport il segretario generale della Uilca, Massimo Masi. “Esprimo ancora una volta la mia contrarietà per una cessione di questo genere. Già in passato ho espresso la mia preoccupazione anche per il nostro Paese visto che si cedono crediti per 300 milioni a una società straniera. Si poteva fare un’operazione interna”.

“La valuteremo bene ma partendo dalla nostra contrarietà”- ha aggiunto Masi. “Se l’azienda manterrà questa posizione, chiederemo garanzie occupazionali per molti anni per tutti i dipendenti coinvolti. Rimane comunque il vulnus politico”.

Al momento comunque la banca guidata da Carlo Messina sembra volere aprire un canale di dialogo con i sindacati visto che non ha avviato procedure di mobilità. “Ho parlato con la banca proprio oggi e al momento non sono previste aperture di procedure per i dipendenti”, ha rivelato Masi. La contrarietà del numero uno della Uilca fa il paio con quella espressa ieri da Giulio Romani della First Cisl. “Siamo fortemente contrari ad operazioni di cessione della gestione dei crediti deteriorati e dei dipendenti ad essa legati”, ha affermato Romani. “Mantenere questa attività nell’ambito del sistema creditizio è fondamentale a tutela dell’intera comunità economica e dei cittadini del nostro Paese. Non saremo disponibili a finte trattative su determinazioni già assunte a nostra insaputa”.

Tale contrarietà non è nuova né sorprendente perché già nelle scorse settimane i sindacati avevano espresso congiuntamente una “netta contrarietà all’esternalizzazione del comparto”, l’intenzione di “intraprendere tutte le iniziative più opportune a tutela delle persone coinvolte” nonché la convinzione che” proseguire all’interno del Gruppo con l’attività paziente e professionale di recupero dei crediti deteriorati sia la soluzione migliore”.