Le banche svizzere nascondono il valore

Francesco Lavecchia Morningstar.it 17 aprile 2018

UBS e Credit Suisse hanno un Moat elevato, grazie alla forte esposizione al wealth management, e prezzi scontati rispetto al fair value.

Quali banche mettere in portafoglio? Le svizzere Credit Suisse (CS) e UBS (UBS). I due gruppi elvetici, secondo gli analisti di Morningstar, hanno una forte posizione di vantaggio competitivo all’interno del settore e sono scambiati a tassi di sconto decisamente interessanti.

Il Moat delle due società deriva della loro forte esposizione al business dell’wealth management. Diversamente da molti dei loro competitor che traggono dal segmento dell’investment banking una fetta rilevante del loro giro d’affari, CS E UBS hanno da tempo orientato la loro attività verso la gestione dei grandi patrimoni, un settore meno volatile e più redditizio.

“Questo tipo di clientela ha esigenze molto alte: dalla personalizzazione dei prodotti di investimento utilizzati alla complessità delle transazioni effettuate, che possono richiedere anche prestiti di liquidità, alle intense relazioni interpersonali; e questo permette alle banche di mantenere dei prezzi poco trasparenti, difficilmente confrontabili da parte del cliente e dietro i quali si nascondono margini di profitto molto generosi”, dice Johann Scholtz analista azionario di Morningstar.

La redditività nascosta di Credit Suisse
UBS ha avviato il processo di trasformazione del suo business prima di Credit Suisse ed è anche per questo che il mercato ha una visione più chiara del suo reale valore. Al momento, infatti, UBS è scambiata a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,83, mentre CS è scontata di circa il 30% (report aggiornati al 16 marzo 2018).

UBS è stata pioniera nell’evoluzione di come dovrebbe essere una banca globale nel mondo post-crisi e grazie alla sua forte esposizione al segmento di private banking e wealth management è ben posizionata per trarre beneficio da importanti trend di lungo periodo come l’aumento della concentrazione della ricchezza a livello globale e la crescita della classe abbiente nei paesi in via di sviluppo.

L’alta redditività di Credit Suisse è stata invece oscurata da alcune operazioni straordinarie. Nell’ambito del processo di alleggerimento del bilancio da attività ad alto rischio, la banca svizzera è stata costretta a operare forti svalutazioni con perdite cumulate di circa 16 miliardi di euro negli ultimi quattro anni. Per questa ragione il mercato continua a scontare nelle sue valutazioni una maggior volatilità del titolo in uno scenario di stress finanziario, ma secondo gli analisti di Morningstar la profittabilità dei segmenti principali dell’azienda supera abbondantemente il costo del capitale.