Ex popolari venete, il presidente della Sga Rivera: «Patto con Intesa per fare credito alle Pmi»

mattinopadova.geolocal.it Eleonora Vallin 26 Aprile 2018

Il presidente di Sga, che ha ereditato i debiti: «Nuova finanza per ristrutturare» Previste fino a cento assunzioni più 70 persone in distacco dalle banche venete

VENEZIA. «L’operazione di trasferimento dei crediti deteriorati dalle banche venete a Sga è una delle più rilevanti operazioni di cessione di Npl nel panorama italiano» precisa il presidente Alessandro Rivera. Lo chiamano il «maratoneta del Tesoro»: è l’uomo dei negoziati con Bruxelles, uno dei più importanti esperti di finanza del Mef, il braccio destro del ministro Padoan e, prima, di Visco, Tremonti (è stato Rivera il capofila del team dei Tremonti bond), Siniscalco, Monti, Saccomanni… Rivera è il grande manager che il governo, a luglio 2017, ha voluto presidente della Sga, la bad bank che deve gestire i deteriorati delle ex banche venete.

Qual è il business plan?

«Abbiamo cominciato a riorganizzare profondamente Sga fin da luglio 2017, il cambiamento è iniziato dalla governance con la nomina di un nuovo cda e di un nuovo ad nella persona di Marina Natale che ha avuto le deleghe per ridefinire il modello di business. Un lavoro impegnativo che ci ha portato a una nuova struttura organizzativa e territoriale e a ridefinire l’organico con un programma di incremento del personale».

Significa assunzioni?

«Abbiamo mantenuto la sede legale a Napoli con le 70 persone ancora operative sulla gestione dei crediti rimanenti del Banco di Napoli. Ora c’è da avviare un lavoro su un portafoglio molto più grande, quindi abbiamo rifocalizzato anche geograficamente la società con una sede operativa e una direzione generale a Milano. Il piano di aumento dell’organico prevede 240 persone rispetto alle 70 già trovate. Circa 70 le prenderemo in distacco dalle ex banche venete in accordo con Intesa e, per assicurare un servizio migliore e logisticamente vicino ai debitori, abbiamo previsto presidi a Vicenza, Montebelluna, Verbania, Palermo e Prato».