Corrono nel 2017 gli stipendi dei “ceo” di Piazza Affari

SN 2 maggio 2018 finanzareport.it

Aumento a doppia cifra per gli amministratori delegati delle blue chip, complici le buone performance borsistiche e il raggiungimento dei target

Anno positivo il 2017 per le retribuzioni dei ceo di Piazza Affari, che grazie soprattutto all’incremento della parte variabile hanno visto crescere a doppia cifra l’ultima riga delle proprie “buste paga”.

In base allo studio svolto da Mercer, società di consulenza direzionale e per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo del capitale umano, la retribuzione mediana degli amministratori delegati delle principali aziende italiane è balzata l’anno scorso del 10,3% a 1,75 milioni.

La ricerca si basa sui dati di 36 azione del Ftse Mib di Piazza Affari, a eccezione di StMicroelectronics e Tenaris (di ‘matrice estera”), nonché Mediaset e Poste Italiane i cui dati non sono ancora disponibili. Il Ftse Mib con un +13,6% è stato nel 2017 uno dei migliori listini mondiali e il secondo in Europa dopo Zurigo, mentre la capitalizzazione complessiva delle 339 società quotate sui mercati di Borsa Italiana è cresciuta del 22,7% a 644,3 miliardi di euro.

Tornando ai dati di Mercer, l’incremento della retribuzione deriva interamente dalla parte variabile: l’incentivo di breve termine è infatti cresciuto del 34% a 650mila euro, a fronte di una parte fissa sostanzialmente stabile (-0,2% a 1,1 milioni). Ancora più marcato l’incremento per le retribuzioni più alte (+15% a 2,86 milioni, con +4% della parte fissa e +29% dell’incentivo), mentre è più contenuto per la fascia inferiore (+4,3% a 1,15 milioni, con rispettivamente +6% e -5%).

Lo studio, spiega la consultancy, mostra per il 2017, “anno di performance borsistiche positive, un aumento nelle remunerazioni degli amministratori delegati”. Guardando all’incentivo di breve termine, “si può evidenziarne la crescita del valore mediano, così come il fatto di essere stato liquidato dalla quasi totalità del campione, a conferma del raggiungimento degli obiettivi target”.

Infatti, come spiega commenta Marco Valerio Morelli, ad di Mercer Italia “nel 2017 abbiamo registrato un incremento dei premi erogati, legato alla ripresa delle performance aziendali, sia da parte delle realtà dei Financial Services che delle aziende industriali, che possono prescindere dalla logica dei massimi retributivi (cap) propria del settore finanziario. L’erogazione è aumentata in un contesto in cui i target sono rimasti pressoché invariati. In altre parole, è aumentata la percentuale di raggiungimento degli obiettivi, che non sono diventati più facili, anzi, il target setting è sempre più accurato ed ancorato ai piani industriali”.

Per quanto riguarda le altre figure apicali, lo studio ha registrato per i presidenti esecutivi un incremento della remunerazione fissa mediana del 21,3% a 972.500 euro, così come per i presidenti non esecutivi (+58% a 440mila euro). Sostanzialmente stabile il compenso per un membro del cda (+1% a 57.500). Quanto infine alla composizione dei cda, la presenza delle donne è al 33% (in crescita dal 32% del 2016), anche se la quota crolla al 5% considerano solo gli amministratori esecutivi. Gli indipendenti sono il 64%, invariati rispetto all’anno precedente.