MESSINA CHE FLOP! L’AD DI INTESA PREPARA UN’OFFERTA SOFT SU GENERALI PER SALVARE LA FACCIA – I FONDI AMERICANI SCETTICI SULL’OPERAZIONE. IN PIU’, BAZOLI E GUZZETTI SONO DISTRATTI RISPETTIVAMENTE DALLE INTERCETTAZIONI SULLA VICENDA UBI (CHE NESSUN GIORNALONE HA PUBBLICATO) E DAI CASINI DI ATLANTE E DELLE BANCHE VENETE (L’IRA DELLA BCE) Prossimo articoloArticolo precedente Condividi questo articolo

22 FEBBRAIO 2017 DAGOSPIA.COM

DAGONEWSalberto nagel carlo messinaALBERTO NAGEL CARLO MESSINA

DAGONEWS

I grandi fondi (soprattutto americani) guardano con sempre maggiore sospetto l’operazione di Banca Intesa sulle Generali. E non solo perché hanno quote sia nell’istituto di credito sia nell’assicurazione di Trieste, ma anche perché Oltreoceano si sono convinti che l’integrazione industriale fra banche ed assicurazioni non funzioni un granchè.

philippe donnet gabriele galateri di genolaPHILIPPE DONNET GABRIELE GALATERI DI GENOLAgiovanni bazoli (3)GIOVANNI BAZOLI (3)

Sarà per queste ragioni, sarà per altre motivazioni ma sembra che Carlo Messina abbia abbandonato la determinazione di qualche giorno fa. E sia sul punto di presentare al Leone una offerta che chi l’ha vista definisce “morbida. Di certo poco aggressiva”.

giuseppe guzzettiGIUSEPPE GUZZETTI

Insomma, è alla ricerca di una way out che gli salvi la faccia. Anche perché sa benissimo che qualunque sia l’offerta, verrà rispedita al mittente da Trieste.

ALESSANDRO PENATIALESSANDRO PENATI

Nel repentino cambio di rotta, un peso non indifferente arriverebbe dall’atteggiamento tenuto dai Grandi Vecchi di Banca Intesa. L’”arzillo vecchietto” di Giovanni Bazoli s’è allontanato dall’operazione, distratto com’è ad impedire che escano sulla stampa le sue intercettazioni sull’Ubi. Mentre Giuseppe Guzzetti è catturato dalla vicenda Atlante. Ha già fatto “mea culpa” sull’istituzione del Fondo, ma vuole comunque proteggere Alessandro Penati: ormai sotto attacco un po’ da tutte le parti. Compreso ministero dell’Economia e Banca centrale europea.

fabrizio violaFABRIZIO VIOLA

In modo particolare, la Bce lamenta una gestione non all’altezza del curriculum dell’economista della crisi della banche venete. La fusione “a freddo” prevista ha fatto storcere la bocca a Francoforte. Anche perché la nomina di Fabrizio Viola ad amministratore delegato ha preceduto la fusione vera e propria fra i due istituti; mentre sarebbe stato auspicabile (oltre che proceduralmente corretto) che avvenisse successivamente.