Assicurazioni Generali, chi fa ruggire di più (e di meno) il Leone di Trieste

 startmag.it 4 maggio 2018

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Come vanno i conti delle Assicurazioni Generali? Quali sono i settori e le aree che più trainano i numeri del Leone di Trieste. Ecco tutti i dettagli sul primo trimestre del gruppo assicurativo guidato dall’amministratore delegato Philippe Donnet.

L’UTILE DEL PRIMO TRIMESTRE

Generali chiude il primo trimestre con un utile di 581 milioni, in crescita dell’8,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e sopra il consensus degli analisti che si attestava in media a 575 milioni.

L’ANDAMENTO DEI PREMI

I premi lordi crescono del 2,5% a 18.604 milioni, il risultato operativo sale del 4,9% a 1.253 milioni. L’utile riflette, spiega la compagnia in una nota, il miglioramento del risultato non operativo della gestione finanziaria, il maggior impatto della fiscalità e il risultato di attività operative cessate di 15 milioni.

L’IMPATTO DELLE CATASTROFI

Il combined ratio delle Generali nel trimestre si attesta al 91,4%, con un calo di 1,6 punti percentuali, nonostante l’impatto di 76 milioni di sinistri catastrofali per 1,5 punti, relativi a tempeste che hanno colpito principalmente Germania e Francia a gennaio.

COME VA IL PATRIMONIO

Il patrimonio netto del gruppo a fine marzo si attesta a 25.731 milioni (25.079 milioni a fine 2017), in crescita del 2,6% grazie al risultato di periodo e all’aumento della riserva per utili attribuibili alle attivita’ finanziarie disponibili per la vendita.

QUESTIONE DI RATIO

Il preliminary regulatory solvency ratio è pari al 211% (208% a fine 2017). L’economic solvency ratio va a 233% (230 a fine 2017). I premi vanno a 18.604 milioni grazie agli andamenti positivi a termini omogenei in entrambi i segmenti di attività, spiega la compagnia assicurativa.

TUTTI I DETTAGLI SUL SETTORE VITA

Il Vita evidenzia un aumento del 3%, derivante principalmente dallo sviluppo dei prodotti unit-linked (+9,9%) osservato nella quasi totalità dei paesi di operatività. La raccolta netta supera i 2,4 miliardi, con un calo del 20,7% che deriva dall’approccio strategico volto ad incrementare la redditività del portafoglio vita, riflessa anche nel valore della nuova produzione e nell’andamento dei prodotti di risparmio tradizionali, i cui premi emessi flettono del 4,3%, soprattutto in Italia, Germania, la nuova struttura regionale Aceer (Austria, Paesi dell’Europa centro-orientale e Russia) e Spagna.

ECCO I NUMERI DEI DANNI

Anche i premi del segmento Danni evidenziano una crescita (+1,4% a termini omogenei) per il positivo andamento di entrambe le linee di business. L’Auto aumenta dell’1,6% grazie alla crescita in Aceer (+4,9%), Americhe e Sud Europa (+21,1%). In calo l’Italia (-4,5%), a seguito della contrazione del premio medio e del portafoglio, e la Germania (-1,4%), principalmente per le iniziative focalizzate su un ulteriore miglioramento della redditività soprattutto nel canale broker. Sostanzialmente stabile la Francia.

COME VA IL NON AUTO

In aumento anche il Non Auto (+0,6%) grazie all’aumento del 3,1% di Aceer e dell’11,3% di Europ Assistance, in crescita nei mercati maturi per effetto dello sviluppo dell’assicurazione viaggi e assistenza auto. L’Italia flette del 2,3% principalmente per il calo della raccolta delle linee Global Corporate & Commercial; stabile la raccolta della restante parte del portafoglio Non Auto italiano.

CHI RALLENTA

La nuova produzione in termini di valore attuale dei premi si attesta a 11.165 milioni (-6,6%), registrando un calo dei prodotti di risparmio (-13,8%) e dei prodotti di puro rischio (-5,9%), fortemente influenzato dal rallentamento in Germania, compensato in parte dall’aumento dei premi relativi ai prodotti unit-linked (+3,3%).