Franco Conte: ecco cosa garantisce il Fondo di ristoro ai soci truffati da BPVi e Veneto Banca

Di Lettere al direttore vicenzapiu.com 4 maggio 2018

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Gentile Direttore, da oltre 3 anni sono coinvolto umanamente con le migliaia di risparmiatori traditi (da Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca) che ho incontrato in decine di incontri sul territorio e colloqui personali, non solo in Veneto ma anche in altre regioni. E’ una tragedia che ha richiamato l’attenzione di valenti avvocati, sollecitato la nascita dal basso di associazioni di tutela e l’impegno delle associazioni che da decenni difendono i risparmiatori e già attive in altre tragedie: dalla Parmalat ai Bond argentini.

Sin dall’inizio è apparso importante cercare di unire competenze ed organizzazioni contro lo strapotere dei nostri avversari: vertici bancari oggi indagati che si permettono prìncipi del Foro, Banca d’Italia, Consob, Governo, società di revisione…

Per questo all’inizio ho aderito all’appello di don Enrico Torta a stare uniti. Dal Coordinamento don Enrico Torta si sono via via allontanati in molti per la gestione verticistica e per prese di posizione vaneggianti. Per non dare pretesti a chi ci vuole divisi (per renderci deboli) ne sono uscito con riservatezza quando i toni polemici e le accuse gratuite allontanavano la ricerca di soluzioni concrete e alimentavano la rabbia, legittima, ma senza risultati.
Sono indignato per la disinformazione che alimenta disperazione: da 6 anni i risparmiatori sono stati espropriati, prigionieri della ragnatela di delinquenti pagati milioni di euro!
Sono dispiaciuto per la figura meschina di un parroco ridotto a promoter di un portavoce (Andrea Arman, ndr) che ha prestato 100 milioni di lire al tasso del 100%, peccato allora etico oggi reato di usura.
Non mi interessa in questa sede rettificare le falsità e le provocazioni, i risparmiatori non meritano di assistere a questi teatrini, si aspettano indicazioni oneste, trasparenti, per poter decidere con la testa. Non vorremmo che tra poco nascessero altre associazioni noi che credevamo a tizio o caio…! Hanno già pagato caro!
Ecco cosa garantisce il Fondo di ristoro per le vittime di reati finanziari:
1. Riconosce per la prima volta in Europa il principio che il risparmiatore-azionista ingannato ha diritto al risarcimento da parte dello Stato.
2. La prospettiva del Fondo è l’unica che entro pochi mesi potrà dare inizio al ristoro dei risparmiatori traditi.
3. Abbiamo garanzie che non ci saranno paletti (risultato ottenuto grazie alla continua azione di pressione): nessun limite di reddito o di patrimonio (come, invece, avvenuto per gli obbligazionisti delle banche risolte nel dicembre 2015).
4. Il criterio cronologico della presentazione delle istanze era una condizione tecnica necessaria. Viene considerata positiva perché conferma che sarà un inizio… (come è avvenuto con gli esodati che in diverse finanziarie hanno travato ristoro per oltre dieci miliardi!).
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze presenta una relazione alle Camere sullo stato di attuazione della norma istitutiva. Questa è una garanzia che il Parlamento, a fronte dell’inadeguatezza della dotazione, potrà intervenire.
6. Al Fondo potranno ricorre anche coloro che hanno aderito all’OPT, Offerta di Transazione per le sole azioni 2007-2017. Grazie all’erogazione come “ristoro” è riconosciuto la facoltà di chiedere il restante 85% e il 100% per tutte le azioni escluse dall’OPT. Al riguardo il Codacons con ANLA Veneto ha messo a punto uno studio molto articolato, che mettiamo a disposizione di tutti.7. La legge stabilisce che l’istanza al Fondo sarà a costo zero, come per gli altri arbitri. Ciò esclude spese legali, senza i costi della soccombenza, e consente di avere una decisone in mesi e non in un decennio, come nei processi. Per la compilazione potrete contare sulle associazioni.
8. Il finanziamento tramite i fondi dormienti, oltre a dare garanzie di capienza, evita che sia la fiscalità strettamente pubblica a farsene carico.
9. Il Fondo resta una scelta, non un obbligo: la rinuncia a costituirsi parte cause verso Banca d’Italia, Consob, società di revisione, collegi sindacali, vertici bancari, class actions, Banca Intesa sono tutte frecce che restano nell’arco del risparmiatore.
Ricordiamo che questo risultato rappresenta un atto di “buona politica” ottenuto con il voto di tutti i partiti ed un Governo finalmente attento.
Siamo coscienti che il tragitto sarà ancora pieno di difficoltà, per questo soffriamo delle divisioni, ma siamo confortati che le più importanti e significative associazioni siano unite per il Fondo (nella foto di archivio l’incontro al MEF tra il sottosegretario Baretta e le associazioni Unite per il fondo)
In ogni caso resta primario il diritto dei risparmiatori traditi ad essere risarciti: per tutti il dovere etico di operare per dare operatività immediata e per restare mobilitati per assicurare le risorse per tutti.
Come sempre disponibile a rispondere a domande dei suoi lettori.
Codacons – ANLA Veneto
Franco Conte