Unicredit, Mps e Carige pronte a cedere gli incagli

ROSARIO MURGIDA FINANZAREORT.IT 4 MAGGIO 2018

Banche piccole e grandi sono ormai pronte a smaltire crediti Utp e numerosi investitori si preparano a banchettare su un mercato da quasi 70 miliardi di euro di valore netto.


Come era nelle attese, la prossima grande partita nella battaglia delle banche per ripulire i primi bilanci riguarderà i crediti “unlikey-to-pay”, ossia quelli che fino a poco tempo venivano classificati soprattutto tra gli incagli. 

La partita, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, riguarda sia un colosso del settore come Unicredit sia banche di medie dimensioni come Banca del Monte dei Paschi di SienaCarige e la Cariparma del gruppo francese Credit Agricole. E non si tratta di una partita qualunque. Le dimensioni sono abbastanza ragguardevoli da aver scatenato l’appetito dei grandi investitori internazionali.

La società di consulenza PwC, sulla base di dati del 2017, ha quantificato in 66 miliardi il valore netto delle inadempienze probabili in pancia alle banche e in 94 miliardi il valore lordo. Da tempo si fa presente come sia ora questo lo scoglio che il settore deve affrontare anche perchè sugli Npl le operazioni di smaltimento realizzate negli ultimi anni hanno ora iniziato a produrre effetti sui bilanci al punto che il loro valore netto è sceso, sempre secondo PwC e sempre sulla base del 2017, a 64 miliardi, un dato ulteriormente ridotto con le ultime transazioni dei primi mesi del 2018 come quella di Intesa Sanpaolo e Intrum su ben 11 miliardi di sofferenze.

Ciò non vuol dire che le banche non abbiano già affrontato il tema degli incagli. Nel 2017 il calo è stato del 20% per effetto di operazioni smaltimento compiute da Veneto Banca, Banca Popolare di Vicenza, Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e le casse di risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato e in misura minore dal Creval. Insomma, il grosso ha riguardato banche salvate o risolte nel quadro della grande crisi bancaria degli ultimi due anni.

Ora sembra invece toccare a quella parte del comparto in salute o comunque appena uscita da operazioni di rafforzamento patrimoniale. Unicredit, secondo le indiscrezioni, sarebbe ormai prossima a varare un nuovo progetto Sandokan per smaltire crediti deteriorati per 3 miliardi di euro, per la maggior parte rappresentati, appunto, da inadempienze probabili in campo immobiliare con l’assistenza di Pimco e GWM, le stesse controparti del primo progetto dedicato nel nome al pirata malese frutto della penna di Emilio Salgari.

Sul mercato dovrebbero arrivare pacchetti anche più consistenti. Si parla della cessione di 4,5 miliardi di crediti “unlikely to pay” che Mps intende cedere nel giro di due anni, di 1,5 miliardi per Carige e di 450 milioni per Cariparma. Tra gli istituti alle prese, chi più o chi meno, sul dossier incagli vengono citati anche Banco Bpm e Bper. Non solo. La nuova ondata di crediti deteriorati in fase di dismissione avrebbe attirato l’interesse di un cospicuo numero di investitori, soprattutto grandi fondi statunitensi già protagonisti del mercato italiano nel recente passato. Le indiscrezioni citano Pimco, Bain Capital, York Capital e Starwood, ma, al di là dei nomi, è certo che la partita sia solo alle battute iniziali e già capace di promettere grandi sviluppi