Giardini pensili e tetti verdi, le soluzioni green per città più sostenibili

di Elena Papa CORRIEREINNOVAZIONE.CORRIERE.IT 4 MAGGIO 2018

Copiati (forse) dai leggendari di Babilonia, i giardini pensili diventano realtà nelle metropoli mondiali: dal Bosco Verticale di Milano al palazzo verde di Istanbul

 

I giardini di Babilonia

Fanno parte delle Sette Meraviglie del Mondo (antiche), eppure della loro esistenza non esiste traccia: sono i giardini pensili di Babilonia per cui non esiste nessuna certezza della loro reale esistenza. Al di là di questo aspetto, hanno costituito un elemento archetipico, costante e ricorrente nella storia dell’architettura e nella progettazione del verde, ripresi in vari luoghi ed epoche e declinati secondo tradizioni locali e tecnologie di volta in volta più all’avanguardia. Ma cos’è e com’è fatto un giardino pensile contemporaneo ? Si tratta di un’area costituita da suolo vegetale, non a diretto contatto con quello naturale, ma posto al di sopra di strutture architettoniche adeguatamente progettate per consentire l’irrigazione e il drenaggio delle acque necessarie alla sopravvivenza del verde. In ambito tecnico viene definito anche “verde intensivo leggero” (sono invece detti “verde estensivo” i tetti verdi, che si caratterizzano per spessori ridotti e scarsa manutenzione) e, di fatto, rappresenta il tentativo di riprodurre “fuori terra” un giardino tradizionale con tanto di prato, fiori e alberi anche di alto fusto, tutto dipende dalla portata dei carichi e dallo spessore del substrato. Quest’ultimo, generalmente, viene realizzato a partire da spessori minimi di circa 25 cm, per la finitura a prato semplice, e che aumentano con il crescere delle dimensioni delle specie vegetali che si decide di piantare.

Soluzioni green

Se l’architettura del futuro diventerà sempre più green, ecco che la progettazione è sempre più orientata verso la costruzione di edifici con tetti adibiti a verde che, oltre ad avere il vantaggio di essere gradevoli dal punto di vista estetico, sono pratici a livello funzionale. La loro presenza permette, infatti, di purificare l’aria cittadina rendendola più vivibile. Diversi studi dimostrano come le coperture green consentano di assorbire i gas nocivi, restituendo un ambiente domestico e pubblico più sano.

 
 

Il Bosco Verticale a Milano

L’architetto Stefano Boeri è un po’ il «padre dei grattacieli verdi». Con il «Bosco Verticale», le due torri residenziali ricoperte di verde nel bel mezzo di Milano, nel 2014 si è aggiudicato l’International Highrise Award, facendo diventare quello dei giardini verticali uno dei temi architettonici più attuali degli ultimi anni.

Un bosco di torri residenziali in Cina

Con la «Forest City» a Liuzhou, in Cina, Boeri corona la sua visione di una città verde: entro il 2020, lungo il fiume Liuyang sorgerà un quartiere di 175 ettari per 30.000 persone, con appartamenti, alberghi, uffici e edifici pubblici.

Foto: Stefano Boeri ArchitettiFoto: Stefano Boeri Architetti

La facciata verde della casa in Giappone

È un edificio multifunzionale, ospita un ambulatorio e degli uffici. Situato nei pressi della stazione ferroviaria di Odawara in Giappone, è stato progettato da Kengo Kuma and Associates. La facciata è composta da centinaia di pannelli in alluminio pressofuso, inclinati a livello differente ,che fungono da “vaso”. Sotto la superficie della facciata Kengo Kuma ha previsto un complesso sistema per l’annaffiamento, la ventilazione e la riserva d’aria, oltre a un sistema di raccolta dell’acqua piovana che permette all’intera struttura organica di rigenerarsi e mantenersi in vita.

 

Una collina sostenibile

È sempre dello studio Giapponese Kengo Kuma Associates la proposta per la nuova struttura Taipei City Museum of Art Competition. Il progetto si presenta come una gigantesca collina dotata di tutti i servizi necessari al museo, ma anche per i cittadini e le metropoli intorno. La particolarità dell’edificio è il sistema a doppia pelle, disegnato come una rete d’acciaio “riempita” da numerose celle di materiale differente, ciascuna con la sua funzione ecologia: celle solari fotovoltaiche, celle “verdi” vegetali, cuscinetti Etfe, luci al Led e celle per la ventilazione. L’obiettivo del progetto è quello di trasformare e riqualificare una porzione di città nella speranza di alzare la qualità della vita dei cittadini e, soprattutto, diminuire il tasso d’inquinamento. Il progetto ha vinto il secondo posto al concorso indetto per il Museo, ma anche se irrealizzabile ed è rimasto una proposta, ha rotto completamente gli schemi dell’efficienza energetica applicata agli edifici.

La città agricola di Shanghai

Sunqiao è un distretto agricolo-culturale di ben 100 ettari (140 campi da calcio) racchiuso tra l’aeroporto e il centro di Shanghai. È il progetto dello studio di architettura statunitense Sasaki. Prevede un grande quartiere in cui svetteranno delle vere e proprie Fattorie Verticali basate sui principi dell’idroponica e dell’acquaponica. All’interno, sperimentazione e produzione andranno di pari passo verso un futuro sostenibile.

La torre-giardino in Vietnam

Un progetto che è a metà parco pubblico e a metà verde verticale. L’idea è dello studio dell’architetto vietnamita Vo Trong Nghia per la città di Bac Ninh, nel nord del Vietnam. La torre-giardino avrà un’altezza di venti piani e, formalmente, somiglierà alla vela di una nave – partendo da una base in cui si distinguono nitidamente due edifici separati – che svetterà sul parco assottigliandosi nella sua parte alta. La torre avrà grandi terrazze verdi che circonderanno ogni piano dell’edificio e su cui verranno piantate specie vegetali afferenti alla biodiversità locale, nell’ottica della valorizzazione del patrimonio naturale vietnamita. Un parco verticale, proseguimento naturale di quello orizzontale sottostante, da cui poter ammirare il panorama cittadino, mentre si è circondati da piante e piccoli alberi.

Il bosco verticale di Istanbul

Orti verticali e giardini pensili è il progetto del condominio dello studio Eray Carbajo per la città di Istanbul e che potrebbe essere ultimato per il 2020. L‘Urban Rural prevede la creazione di un piano comune per tutti gli abitanti, con una serie di serre coperte e giardini pensili, in cui si potrà sperimentare la coltivazione orticola, il giardinaggio, e rafforzare il senso di comunità. Le facciate sono concepite come un alveare, sono composte da moduli esagonali che ne ottimizzano il volume, con cavità e terrazze in cui troveranno sede piante e fiori.

Il complesso giapponese con i tetti giardino

Il complesso residenziale Rokko Housing I-II-III realizzato a Kobe (Giappone) tra il 1978 e il 1999 è uno dei progetti più significativi dell’architetto giapponese Tadao Ando. Qui l’architetto affronta il problema della densità edilizia che nelle caotiche città giapponesi si impone in maniera più consistente rispetto a qualsiasi metropoli europea. Nei tre blocchi realizzati, Ando utilizza uno schema planimetrico modulare, con cui è in grado di realizzare tramite poche varianti alloggi di diversa ampiezza e un sistema di distribuzione incentrato su un asse pedonale. Elemento caratterizzante del progetto è l’utilizzo dei tetti giardino ricoperti di erba e piante (Rokko II-III) scelta fatta per consentire agli alloggi delle parti alte del complesso di avere un affaccio sul verde in apparente armonia con il verde della collina circostante.