Allianz apre al risiko ma senza follie

ROSARIO MURGIDA FINANZAREPORT.IT 8 MAGGIO 2018

Il gruppo tedesco è disponibile a sondare il mercato per eventuali acquisizioni ma a precise condizioni. L’obiettivo è non pagare i prezzi “folli” delle ultime operazioni di M&A


Il gruppo Allianz lancia un segnale inequivocabile al mercato assicurativo sulla questione del risiko: siamo pronti ma a patto di non sborsare cifre folli.

L’amministratore delegato Oliver Baete è stato piuttosto chiaro, parlando con il Financial Times, nell’escludere eventuali operazioni di aggregazione almeno fino a quando ci saranno le attuali valutazioni elevatissime. Allianz rimane dunque aperta a una fusione con altre grandi realtà del settore ma con una strategia di certo non bellicosa.

Allianz è stata spesso accostata alla svizzera Zurich, attualmente guidata dall’italiano Mario Greco, ex numero uno delle Generali, ma per il momento il gruppo tedesco non vuole spingere sull’acceleratore. “Siamo sempre aperti a discussioni con altri big e ritengo che anche altre istituzioni lo siano. Al momento però non abbiamo ancora trovato un asset talmente interessante da convincerci a spendere molto denaro”, ha spiegato Baete escludendo, tra l’altro, operazioni ostili, in quanto non intenzionato a contrastare la volontà delle controparti. Quindi solo operazioni amichevoli e concordate.

Insomma la strada del consolidamento è lastricata di difficoltà ardue da superare anche se il mercato specula su possibili operazioni di aggregazione ora che la liquidità è ancora elevata grazie alle politiche monetarie espansive della Bce.

Tuttavia le “alte valutazioni azionarie” sono un ostacolo insormontabile. “È molto difficile giustificare il pagamento di un 30% in più su asset da 30 miliardi che lo stesso 30% pagato su asset per 5 miliardi”, ha spiegato il numero uno del gruppo tedesco sottolineando i prezzi “folli” raggiunti in alcune recenti operazioni di M&A.

Baete non fa alcun accenno ma le sue dichiarazioni sembrano far riferimento ad Axa. La compagnia francese ha infatti siglato un accordo a inizio marzo per rilevare la statunitense XL per 12,4 miliardi e un premio sui corsi azionari ben superiore al 30%.

Altro ostacolo è rappresentato dalle difficoltà nel generare sinergie di costo e ricavi nonché, per Allianz, dalla volontà di non danneggiare la reputazione conquistata tra gli investitori istituzionali anche grazie ai forti risultati di bilancio.

Nel 2017 l’utile netto si è attestato a 6,8 miliardi di euro, in calo di solo il 2,3% nonostante i crescenti oneri legati ai disastri naturali, mentre il fatturato, comprensivo della raccolta premi assicurativa, dei proventi dell’asset management e dei ricavi in ambito bancario, è migliorato del 3% a 126,1 miliardi di euro.