Borsa: le banche finiscono nel mirino, su lo spread

SN finanzareport.it 8 maggio 2018

Improvvisa accelerazione al ribasso per il Ftse Mib, reduce da un rally che lo ha portato sui massimi dal 2009. Si allarga lo spread

Pioggia di realizzi a Piazza Affari dopo il rally delle ultime sedute, con il Ftse Mib che ha aggiornato ripetutamente i massi dal 2009.

Nel mirino però finiscono soprattutto le banche in un giorno peraltro che vede in agenda diverse trimestrali del settore fra cui i conti di Intesa Sanpaolo, Fineco, Creval e Bper, quest’ultima particolarmente presa di mira.

Lo spunto per le improvvise prese di beneficio potrebbe essere l’incertezza politica, con un possibile governo “neutral” o elezioni anticipate di cui non si conosce la data (il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio ha ipotizzato il 22 luglio). Finora però aveva ignorato il tema delle lunghe consultazioni dopo il voto del 4 marzo scorso.

A metà mattina il Ftse Mib ha improvvisamente accelerato al ribasso e intorno alle 11 cede oltre il 2% a 24.051 punti.

Le vendite si accaniscono su Bper -5,2%, Banco Bpm -4,5%, Fineco -3,4%, Ubi -2,9%, ma tra i finanziari anche Generali -2,8%, Intesa limita i danni a -1,9%, mentre Unicredit cede il 2,7% dopo le contestazioni di un fondo al Cet1 della banca. Fuori dal Ftse Mib Carige -2,3% e Banca Mps la “migliore” a -0,4%.

Occhi puntati anche sull’obbligazionario con il rendimento del Btp decennale in salita di 8 punti base all’1,84%, mentre lo spread si allarga a 131 punti base (dati Bloomberg).

Intanto in una nota sulla politica italiana gli analisti di Barclays hanno rivisto il loro scenario base che prevedeva una grande coalizione allargata a M5S e Lega, aspettandosi ora un voto in autunno.