Maxitruffa informatica sui bonifici bancari: arrestate 5 persone

GLOBALIST.IT 8 MAGGIO 2018

Sequestrati 31 conti correnti e oltre un milione e 200 mila euro

I carabinieri di Messina hanno arrestato 5 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico o telematico e sostituzione di persona. Sequestrati 31 tra conti correnti e depositi bancari per oltre un milione e 200 mila euro.
Il provvedimento nasce da un’inchiesta che ha smascherato una presunta organizzazione di cyber-criminali, con base nella fascia ionica reggina e attiva sull’intero territorio nazionale, specializzata nel rubare, online, somme di denaro da diverse centinaia di conti correnti bancari.
Gli arrestati sono Giuseppe Cesare Tricarico, ritenuto a capo dell’organizzazione, e il fratello Davide. Entrambi operavano nonostante fossero agli arresti domiciliari per un’inchiesta analoga della procura di Reggio Calabria. Gli altri finiti in manette sono Nicola Ameduri e Nicodemo Porporino, anche loro calabresi. Della banda faceva parte anche Antonello Cancelli, residente nella provincia dell’Aquila.
I cinque, hanno sottolineato gli inquirenti, facevano massima attenzione nel non utilizzare mai i propri nomi e controllavano con maniacale attenzione le proprie autovetture temendo che vi fossero delle cimici, avendo cura di non utilizzare mai schede telefoniche a loro riconducibili.
Gli indagati erano in grado di modificare, sui principali siti web istituzionali, gli indirizzi di posta elettronica certificata di alcuni tra i più noti istituti di credito nazionali ed esteri, sostituendoli con quelli di analoghe caselle di posta certificata, denominate in modo del tutto simile alle originali, appositamente attivate su provider specializzati e intestate a soggetti ignari o inesistenti.
Grazie a questo espediente i pirati informatici riuscivano, da un lato, ad interporsi tra i titolari dei conti correnti “online” e i rispettivi istituti – secondo una modalità di attacco cibernetico nota come M.I.T.M. (man in the middle) – e, dall’altro, ad entrare in possesso delle credenziali di accesso ai rapporti finanziari, utilizzando le quali disponevano una sequenza di operazioni “home-banking” in favore di ulteriori conti bancari, intestati a ignare vittime di furto d’identità, ma gestiti dagli stessi pirati informatici.
I truffatori ricevevano la mail del cliente che credeva di contattare la propria banca per rappresentare le proprie necessità e, una volta stabilito il contatto, ottenevano la fiducia delle vittime e le inducevano a fornire le credenziali di accesso ed i codici operativi dei conti che utilizzavano per sottrarre il denaro. Le somme rubate venivano riciclate attraverso una sequenza di bonifici effettuati su una serie di conti correnti, aperti fraudolentemente e, in taluni casi, intestati alle stesse ignare vittime.