Banco Bpm, che cosa farà su Npl e Gacs

 startmag.it 10 maggio 2018

fintech

Banco Bpm archivia il primo trimestre dell’anno con un risultati buoni ma inferiori rispetto alle stime degli analisti e si prepara a un piano di vendite di Npl da 5 miliardi entri giugno.

Sono questi gli aspetti salienti emersi dalla pubblicazione dei dati sui primi tre mesi del 2018 di Banco Bpm e dalle parole dell’amministratore delegato, Giuseppe Castagna.

LA SINTESI E LA PROSPETTIVA

Il gruppo Bpm ha registrato un utile netto di 223 milioni, quasi il doppio rispetto ai 115 milioni registrati nello stesso periodo del 2017. Sul risultato – che è lievemente inferiore alle stime del consensus, pari a 240 milioni – ha inciso in particolare la plusvalenza di 176 milioni legata al riassetto nella bancassicurazione, con la cessione del 65% delle joint venture con Unipol e Aviva a Cattolica Assicurazioni, scrive oggi il Sole 24 Ore.

I NUMERI ESSENZIALI DELLA TRIMESTRALE

Banco Bpm chiude il primo trimestre con un utile netto di 223 milioni, raddoppiato rispetto ai 115 milioni al 31 marzo 2017. Migliora il bilancio dei crediti deteriorati netti, in calo di 1,7 miliardi rispetto a fine anno, con un’incidenza sul totale degli impieghi in calo dal 12,1% (fine 2017) al 10,7%. L’istituto segnala anche un incremento delle coperture dei crediti deteriorati lordi, che passano dal 48,8% del 31 dicembre 2017 al 53,8%.Nei primi tre mesi del 2018, informa il gruppo in una nota, gli impieghi a clientela sono pari a 106,2 miliardi, di cui in bonis +0,1% e deteriorati -12,8% rispetto al 31 dicembre 2017 per effetto principalmente delle rettifiche e delle riclassifiche IFRS9.

I NUMERI SULLA RACCOLTA

La raccolta diretta da clientela si attesta a 107,9 miliardi (107,3 miliardi a fine dicembre 2017): si conferma la tendenza alla crescita della raccolta ‘core’ conti correnti e depositi a vista (+ 0,9 miliardi rispetto a fine esercizio) e alla flessione delle forme di raccolta più onerose (-1,1 miliardi per le obbligazioni). La raccolta indiretta a clientela, spiega l’istituto, è a 91,6 miliardi di euro (rispetto a 97,4 miliardi al 31 dicembre 2017), in calo del 6,0%.

MARGINE DI INTERESSE E NON SOLO

Il margine di interesse si attesta a 595,1 euro, al netto delle riclassifiche IFRS 9 tale dato si attesta a 529,4 milioni rispetto ad 516,9 milioni del primo trimestre 2017 (dato al netto dell’effetto non ricorrente degli interessi su finanziamenti TLTRO-II relativi al 2016). Le commissioni nette sono pari a 476,5 milioni rispetto ai 515,8 dei primi tre mesi del 2017. Gli oneri operativi calano a 769,5 milioni rispetto ai 770,3 milioni del 31 marzo 2017. Il risultato lordo di gestione è pari a 398,2 milioni di euro rispetto ai 402,8 milioni del 31 marzo 2017. Il risultato netto finanziario è pari a 29,3 milioni di euro rispetto ai 36,9 milioni del corrispondente periodo dello scorso esercizio. Il totale dei proventi operativi ammonta a 1.167,7 milioni.

I PROSSIMI PASSI

La banca conferma il piano di derisking che prevede il perfezionamento della cessione di circa 5 miliardi di sofferenze entro giugno 2018. Il Cet1 fully phased pro forma sale a 12,1%; mentre phased in è al 13,48%.

LA NOTA DELLA BANCA

La gestione ordinaria di Banco Bpm – si legge in una nota dell’istituto – nel corso dei prossimi trimestri resterà improntata al recupero di redditività, che trarrà vantaggio dagli effetti sinergici derivanti dalla fusione.

LE PAROLE DI CASTAGNA

Il processo di ottimizzazione e contenimento costi, ha spiegato l’amministratore delegato Giuseppe Castagna, “ci permetterà di procedere velocemente nel piano di derisking già annunciato nello scorso trimestre”. Il gruppo, ha aggiunto, ha “molte opzioni” per andare oltre il piano, anche grazie al contributo dell’operazione Exodus che prevede la cessione di 5 miliardi di crediti deteriorati attraverso gacs.

IL PIANO IN CANTIERE SUGLI NPL

Per il piano di cartolarizzazione ci sono “dieci-quindici soggetti interessati”, ha spiegato. Castagna ha ricordato che il prossimo giugno la banca avrà ridotto in 18 mesi i propri npl di 10,4 miliardi. “Nelle ultime settimane stiamo ricevendo molte opportunità per vendere la nostra piattaforma di gestione con altri npl oltre a quelli già previsti nel piano”, ha evidenziato Castagna spiegando che l’istituto ha un livello di copertura dei crediti deteriorati che permette di essere “pronti per cogliere ogni occasione”.