Gerhard Brandstätter, chi è il nuovo vicepresidente dell’Acri

lettera43.it 10 maggio 2018

Il numero due di Guzzetti a capo dell’associazione delle Fondazioni bancarie e delle Casse di risparmio è a capo della Sparkasse, dove nel 2013 sono transitati i soldi della Lega. Legale vicino alla Südtiroler Volkspartei è ex socio dell’avvocato di Maroni.

L’avvocato Gerhard Brandstätter è il nuovo vicepresidente dell’Acri, l’associazione che rappresenta le Casse di risparmio e le Fondazioni di origine bancaria: 119 associati al 2016, che totalizzano un attivo patrimoniale di 84,6 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati disponibili e riferiti al 2014.

CONSOLE PER LA GERMANIA IN ALTO ADIGE. Laurea in Giurisprudenza all’università di Firenze, inizio della professione legale nello studio del padre Josef, Brandstätter è stato per lungo tempo presidente del Mediocredito del Trentino Alto Adige ed è il console onorario della Repubblica federale di Germania per il Trentino Alto Adige.

A CAPO DELLA SPARKASSE. Affiancherà il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, e altri tre vicepresidenti: Matteo Melley, della Fondazione Cassa di risparmio della Spezia; Francesco Profumo, presidente della compagnia di San Paolo e Umberto Tombari, presidente della Cassa di risparmio di Firenze. Brandstätter invece entra in rappresentanza delle banche associate e come presidente della Cassa di risparmio di Bolzano spa, anche conosciuta come Sparkasse, il più grande istituto di credito dell’Alto Adige finito nelle cronache dei giornali per una vicenda che riguarda la storia travagliata dei fondi della Lega Nord.

I SOLDI DELLA LEGA. A gennaio del 2018, la procura di Genova, su esposto presentato da uno degli ex revisori dei conti della Lega Nord ai tempi di Umberto Bossi, Stefano Aldovisi (condannato in primo grado a 1 anno e 9 mesi di reclusione per truffa ai danni dello Stato), ha aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di riciclaggio realtiva ai fondi del Carroccio.

La Repubblica ha ricostruito la vicenda a gennaio di quest’anno spiegando che «nel documento consegnato in Procura e finito sulla scrivania del pm Paola Calleri si parla di 19,8 milioni di euro in liquidità e titoli, secondo l’Espresso trasferiti a inizio 2013 dalla filiale Unicredit di Vicenza e dalla sede milanese di Banca Aletti a un altro istituto. Ovvero la filiale milanese della Cassa di risparmio di Bolzano, Sparkasse in lingua tedesca».

L’OPERAZIONE DEL 2014. Nel 2013, il presidente dell’organismo di vigilanza della banca era Domenico Aiello, l’avvocato dell’ex governatore leghista della Lombardia Roberto Maroni. A l’Espresso Aiello aveva dichiarato: «Con Maroni segretario, il partito ha aperto un conto in Sparkasse che poi Salvini ha chiuso trasferendo il residuo in Banca Intesa nel 2014».

IL LIBRO SUGLI SCANDALI DELLA SPARKASSE. Dal 2011 e fino a poco tempo fa Aiello è stato socio di uno dei più noti e potenti legali del Nord Est: Gerhard Brandstätter, che oltre a essere presidente della fondazione della Cassa di risparmio di Bolzano è anche noto per la sua vicinanza con il partito Südtiroler Volkspartei, come racconta il libro del giornalista Christoph Franceschini Bankomat. Le perdite milionarie della Cassa di Risparmio della Provincia di Bolzano che non è piaciuto affatto al presidente e lo ha spinto a scrivere un suo libro, Der Lugendetektor per «rettificare alcune affermazioni sul mio conto».

UNA NORMALE OPERAZIONE. Quando è stata resa pubblica la notizia del passaggio di denaro della Lega nel 2013 su un conto della filiale milanese della Cassa di risparmio di Bolzano, Brandstätter l’ha definita una normale operazione bancaria «di cui sono venuto a conoscenza solo ex post. La Lega ha aperto un normale conto bancario, con titoli, nella filiale di Milano. Sono venuto a conoscenza di questo fatto solo in seguito. Da quanto mi hanno riferito, la cifra è notevolmente inferiore ai 20 milioni citati nell’articolo. Non si è trattato quindi di una operazione concordata da me con l’avvocato Aiello. Tengo anche a precisare che la collaborazione con l’avvocato Aiello consisteva nella associazione di studio a Milano, e solo a Milano, che nel frattempo è stata conclusa».

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