UniCredit: fondo Caius torna sui cashes e scrive lettera a Mustier

Laura Naka Antonelli finanzaonline.com 11 maggio 2018

Settimana cruciale per la banca italiana, che nella giornata di ieri ha reso noto di aver concluso il primo trimestre con utili superiori a 1 miliardo, al record dal 2007.

Caius Capital torna alla carica dopo pochi giorni, noncurante delle ennesime rassicurazioni di UniCredit sul caso cashes e anche del fatto che la banca stia valutando l’ipotesi di ricorrere ad azioni legali. L’hedge fund britannico scrive stavolta una lettera direttamente all’AD dell’istituto Jean-Pierre Mustier, chiedendo chiarimenti su quelle che considera “incertezze significative” in merito al trattamento normativo dei cashes.

Si torna dunque anche oggi a parlare dei cashes di UniCredit, dopo che lo scorso 8 maggio il Financial Times ha riportato la notizia della decisione dell’hedge fund di  chiedere all’Eba di aprire un’indagine sulla banca.

Il fondo ritiene che, a meno che UniCredit non procederà alla conversione in azioni ordinarie dei cashes  (strumenti complessi convertibili in azioni ordinarie, ovvero “convertible and subordinated hybrid equity-linked securities”), due terzi del suo capitale dovranno essere considerati invalidi in base alla normativa dell’Unione europea.

Non solo. Per Caius la banca italiana incorrerebbe in problemi in ogni caso: la situazione rimarrebbe precaria, a suo avviso, anche se UniCredit optasse per la conversione di questi strumenti, visto che la conversione stessa potrebbe scatenare  perdite ingenti a danno di alcuni tra gli investitori che hanno puntato su tali strumenti.

Il danno a loro carico ammonterebbe a un valore superiore a 2 miliardi di euro.

UniCredit aveva già risposto alle pesanti accuse con una nota, sottolineando che “il trattamento regolatorio dei titoli cashes è stato pienamente illustrato al mercato e confermato e rivisto dalle autorità regolatorie competenti”; la banca aveva anche precisato che “l’attuale contributo dei cashes sulla posizione patrimoniale complessiva della banca non ha impatti significativi sui ratio regolatori del gruppo” e che,  “come annunciato a fine 2017, Unicredit ha una solida posizione di capitale con un CET1 ratio al 13,6%”.

Una ulteriore rassicurazione è arrivata poi ieri dallo stesso AD Mustier, che ha ribadito il contenuto della nota precedente:

“Il trattamento regolamentare delle azioni sottostanti i Cashes è stato completamente reso noto al mercato e confermato e rivisto da tutti i regolatori ed è pienamente conforme a tutte le normative passate e attuali”.

E’ stata una settimana cruciale per la banca italiana, che nella giornata di ieri ha reso noto di aver concluso il primo trimestre con utili superiori a 1 miliardo, al record dal 2007.

Una notizia positiva per la banca è arrivata anche dal fronte di Bridgewater Associates, hedge fund numero uno guidato da Ray Dalio. E, soddisfatti della trimestrale, gli analisti di Mediobanca e Credit Suisse hanno reso noto di avere una view rialzista sul titolo.