PORTA VITTORIA 2016 -La proposta per far uscire dalle secche la società Porta Vittoria di Coppola

Andrea Giacobino ITALIAOGGI.IT 15 GENNAIO 2016

È di quasi cento pagine la bozza di concordato preventivo 
È di quasi cento pagine il documento in cui è illustrata alla seconda sezione fallimentare del tribunale di Milano la proposta di concordato preventivo di Porta Vittoria, la società immobiliare di Danilo Coppola. Presentato pochi giorni fa dall’avvocato Fausto Bongiorni, nel mentre Coppola ha minacciato una causa al Banco Popolare che aveva presentato istanza di fallimento della stessa Porta Vittoria, la prospettazione del concordato giunge a pochi mesi di distanza dalla nomina del commissario giudiziale Vincenzo Masciello e porta la firma, oltre che del legale, dell’amministratore unico Aureliano Luigi Vannini. La proposta di concordato, che ora il tribunale dovrò vagliare, intende scongiurare il fallimento di Porta Vittoria in presenza della citata istanza del Banco Popolare cui si è aggiunta analoga istanza di Colombo Costruzioni.La proposta parte dalla travagliata storia dell’area immobiliare milanese, che insiste sulla ex omonima stazione. di oltre 32 mila mq, il cui prospettato sviluppo fu finanziato nel 2011 da Banco Popolare per 210 milioni, e riporta la situazione patrimoniale allo scorso novembre che evidenzia a fronte di un attivo di 230 milioni, un patrimonio netto negativo per 206 milioni. I dati forniti sono stati supportati da una perizia di Maurizio Interdonato, professore aggregato di diritto tributario all’università Ca’ Foscari di Venezia. Coppola propone ai creditori il pagamento integrale e dei crediti prededucibili, dei debiti ipotecari, dei debiti chirografari (ad eccezione del credito vantato dalla sua Tikal Prima) mentre i creditori postergati ex lege potranno, in ipotesi, soddisfarsi solo col residuo netto della liquidazione una volta onorati tutti i creditori, anche i postergati volontari, a loro preferiti ex lege.

Il piano si sviluppa dal 2016 al 2020 ed è in due fasi: nella prima (2016) Porta Vittoria provvederà a far ultimare le opere ancora mancanti per poter dar corso alle vendite ai fini del definitivo completamento dell’immobile; nella seconda verrà liquidato l’immobile stesso, il cui valore minimo è stato stimato in 309 milioni. Condizioni indispensabili per la fattibilità del piano sono la concessione di un finanziamento ponte di 5,5 milioni da parte di una banca che si è detta già disponibile, la ripresa dei lavori e la vendita dei negozi della galleria commerciale a Esselunga. Per ciò che riguarda le vendite future dell’immobile c’è già la disponibilità di Gabetti. Dalla vendita a Esselunga, dell’albergo una volta ultimato e dell’immobile, si prevedono di incassare, rispettivamente, 13,3, 89 e 242,7 milioni.

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A DISTANZI DI OLTRE TRE ANNI NESSUNA PROPOSTA DI CONCORDATO FALLIMENTARE E’ STATA OMOLOGATA DAL TRIBUNALE DI MILANO  E UN INTERO QUARTIERE VIVE IN CONDIZIONI DAVVERO DISUMANE COME GIA’ DOCUMENTATO – PERCHE’ QUESTO ACCANIMENTO DELL’EX AMMINISTRATORE DELEGATO DI BANCO POPOLARE PIERFRANCESCO SAVIOTTI? A CHE COSA HA PORTATO TUTTO CIO’?

LEGGI L’ARTICOLO SEGUENTE 

CASTAGNA NATURALMENTE AMMINISTRATORE DELEGATO DI BANCO BPM NON RISPONDE ALLE DOMANDE PUBBLICAMENTE FATTE.

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Coppola mette nei guai anche banchieri e avvocati

 


Rosario Murgida FINANZAREPORT.IT
 
lunedì 26 febbraio 2018 10:32
 

 
 

Danilo Coppola torna di nuovo sotto i riflettori con una sentenza, di primo grado, che rischia di aver ripercussioni anche sul mondo delle banche e degli studi legali.

La scorsa settimana l’immobiliarista romano, noto per la saga dei furbetti del quartierino e dei relativi metodi poco ortodossi nella scalate a Bnl e Antonveneta, è stato condannato a 7 anni di carcere per bancarotta dal Tribunale di Milano. Coppola, oltre a subire ulteriori pene accessorie come l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e l’incapacità a esercitare gli uffici direttivi presso ogni impresa per 10 anni, dovrà anche provvedere ai risarcimenti per danni patrimoniali e non patrimoniali alle società fatte fallire. Si tratta di valori abbastanza elevati: più di 153 milioni da risarcire a Porta Vittoria spa, a garanzia dei quali è stato mantenuto il sequestro di alcuni immobili, e 50 milioni al Gruppo Immobiliare 2004. 

E’ solo il primo grado, quindi tutto dovrà essere confermato successivamente con l’ormai certo ricorso, ma intanto è emersa la possibilità di ulteriori sviluppi. Il tribunale ha infatti emesso un’ordine per la trasmissione degli atti alla Procura in merito “al ravvisabile concorso” in bancarotta per l’ex amministratore delegato del Banco Popolare, Pier Francesco Saviotti, per Arnaldo Borghesi, ex numero uno di Lazard Italia, e per alcuni rinomati avvocati italiani come Vittorio Emanuele Falsitta, Fausto Bongiorni, Paolo Costanzo, Francesco Gianni e Giuseppe Mercanti, in passato legati dell’immobiliarista in numerose operazioni. 

Coppola, che grazie alla prescrizione non ha subito ulteriori condanne per reati minori ma ha comunque subito la confisca dei titoli delle lussemburghesi Tikal Prima e Estrella 27, è stato invece assolto dal reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte all’erario con cui ha un debito milionario. 

Il processo è partito dalle bancarotte del Gruppo Immobiliare 2004, dichiarato fallito nel 2013 con un buco di circa mezzo miliardo (320 milioni solo di debiti con l’erario), della Mib Prima, fallita nel luglio 2015, e di Porta Vittoria Spa. Quest’ultima società, titolare del progetto di rilancio dell’omomina area residenziale milanese, è stata dichiarata fallita nell’aprile 2016. Coppola è stato accusato dai pm di aver drenato diversi milioni di euro per dirottarli in Lussemburgo. 

Per Coppola, ex azionista di Mediobanca, non si tratta che dell’ennesimo processo. Solo per fare pochi esempi: è stato in passato accusato di associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta, riciclaggio, falso e appropriazione indebita e prosciolto in appello nel 2013 dopo la condanna a 6 anni in primo grado. Nel 2016 è stato condannato a 9 anni sempre per la bancarotta di altre società di sua proprietà. 

 
Pier Francesco SaviottiPIER FRANCESCO SAVIOTTI