Chiuso il contratto Lega-M5S. Ancora sei i nodi da sciogliere

 ILGIORNALE.IT 16 MAGGIO 2018

“Si tratta di 6 punti, appena 6 righe”. Minimizza così il capo della comunicazione del Movimento 5 Stelle, Rocco Casalino, dopo la chiusura del tavolo che ha elaborato il contratto con la Lega e che ora dovra passare da Matteo Salvini e da Luigi di Maio.

Arriva poco prima delle 19 l’annuncio che il “tavolo è chiuso, il contratto di governo è completo”. Un documento (leggi) a cui si è lavorato a lungo e che è composto da una quarantina di pagine che comprendono 22 punti, tra i quali non ci sarebbe però il referendum sulla moneta unica né la possibilità di uscire dall’euro, due temi su cui l’Italia potrebbe però confrontarsi con i partner di Bruxelles.

Nel contratto c’è invece un capitolo dedicato ai vaccini, con dettagli che ancora non sono stati resi noti. Manca al momento un’intesa definitiva su temi come la gestione dei flussi migratori, che dovrà ora essere trovata dai due leader.

Il codice etico

Nel documento, di cui AdnKronos ha ottenuto una copia, c’è l’introduzione di un codice eticoin cui si speciica che “non possono entrare a far parte del governo soggetti che abbiano riportato condanne penali, anche non definitive” per reati come “riciclaggio, auto-riciclaggio e falso in bilancio” o che siano stati già informati di “indagini o siano sotto processo per reati gravi (ad esempio: mafia, corruzione, concussione, etc.); appartengano alla massoneria o si trovino in conflitto di interessi con la materia oggetto di delega“.

Meno eletti in parlamento

Il contratto siglato dalle due forze politiche comprende anche una sforbiciata alle presenze in aula. “400 deputati e 200 senatori”, secondo quanto si legge nelle carte, che va a unirsi al vincolo di mandato popolare “per rimediare al sempre più̀ crescente fenomeno del trasformismo“.

Le parti concordano sulla necessità di effettuare una verifica complessiva sull’azione di governo a metà̀ della XVIII legislatura, allo scopo di accertare in quale misura gli obiettivi condivisi siano stati raggiunti e, se possibile, di condividerne degli altri“, si legge ancora.

Chiusura dei campi rom

Il documento concordato tra i due partiti contiene anche la chiusura dei campi rom irregolari. “Ad oggi circa 40mila Rom vivono nei campi nomadi, di cui 60% ha meno di 18 anni. Necessarie azioni per arginare questo fenomeno sono: chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori, pena allontanamento dalla famiglia o perdita della potestà̀ genitoriale“.

Veneto Banca, «I funzionari sapevano» In centinaia ora sono nel mirino

di Denis Barea IL GAZZETTINO.IT 16 MAGGIO 2018

Protesta dei risparmiatori davanti al palazzo di Giustizia di Treviso

TREVISO – Un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, al falso in bilancio, al falso in prospetto e in certificazione. Questa l’ipotesi investigativa su cui lavora il sostituto procuratore Massimo De Bortoli, scaturita dalle 5 mila denunce presentate da ex azionisti e obbligazionisti subordinati di Veneto Banca. Una piramide di decisori e esecutori, dai vertici dell’ex popolari fino ai dirigenti, ai capi area e a moltissimi direttori delle filiali, che avrebbe concretamente messo in atto un disegno finalizzato a salvare l’istituto di credito attraverso una ricapitalizzazione fatta a colpi di vendita di azioni proposte ai clienti come investimento sicuro senza rimarcare i rischi del mercato. Incentinaia ora sono nel mirino. Alla Guardia di finanza un testimone chiave ha raccontato che i funzionari di Veneto Banca sapevano tutto. Sapevano che il prezzo delle azioni non era corrispondente al loro reale valore e che quei titoli dovevano essere venduti a tutti i costi….

Veneto Banca, la Procura: “Associazione per delinquere”

http://www.rainews.it/16 maggio 2018

Si allarga l’indagine della Procura di Treviso sul dissesto dell’ex popolare Veneto Banca. Introdotta una nuova ipotesi di reato, l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Il servizio di Alessia Piovesan, montato da Flavio De Toma 

VIDEO

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/ven-Veneto-Banca-Tribunale-Treviso-79037c69-e426-49fe-b11a-fbf63877b770.html

Domani le decisioni Ue sulle procedure d’infrazione per l’Italia

askanews.it 16 maggio 2018

La commissione sull’inadempienza o la scorretta applicazione delle norme comunitarie
Domani le decisioni Ue sulle procedure d’infrazione per l’Italia

Bruxelles, 16 mag. (askanews) – La Commissione europea adotterà domani una serie impressionante di nuove decisioni sulle procedure d’infrazione già aperte e su altre inedite, riguardo alla inadempienza o scorretta applicazione del diritto comunitario in Italia. In particolare, sono previsti ben quattro deferimenti alla Corte europea di Giustizia: per il costante superamento dei limiti di inquinamento da particolato Pm10 in diverse aree urbane; per la mancata trasmissione del programma nazionale per l’attuazione della politica di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi; per il mancato recepimento della direttiva del 2012 sulle prescrizioni tecniche relative agli esami effettuati su tessuti e cellule umani (2012/39/Ue); e, infine, per la mancata o inefficace esecuzione nelle province di Brindisi e Taranto delle misure sul contenimento della “Xylella fastidiosa”, il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi (molto diffuso soprattutto nell’area ionica del Salento).

A Bruxelles risulta che ci siano 3.000 ulivi infetti da Xylella ancora in piedi nella due zone, nonostante l’obbligo di espiantarli. Fonti della Regione Puglia rispondono sottolineando che sono stati fatti 440.000 rilievi dall’agosto 2016 (di cui 180.000 solo nel 2018) e circa 2.000 abbattimenti. Le fonti ricordano che sono soprattutto i vincoli paesaggistici che rallentano o impediscono gli abbattimenti.

Ci sono poi un “parere motivato”, la seconda tappa della procedura d’infrazione che precede l’eventuale deferimento alla Corte, per il mancato recepimento di una Direttiva del 2015 sui lavoratori marittimi (Ue 2015/1794), e due nuove lettere di messa in mora (il primo stadio della procedura d’infrazione) riferite a inadempienze nel settore della sicurezza nucleare e della gestione delle scorie: mancata attuazione della Direttiva del 2013 sulle norme fondamentali di sicurezza per la protezione contro i pericoli de esposizione alle radiazioni ionizzanti (2013/59/Euratom), e mancata attuazione della Direttiva del 2011 che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (2011/170/Euratom). Una terza messa in mora contesta invece esenzione dal pagamento delle accise per i carburanti utilizzati da imbarcazioni da diporto per la navigazione nelle acque Ue.

Un particolare interesse rivestono altre due lettere di messa in mora. La prima è una “messa in mora complementare” che la Commissione deciderà riguardo alle misure adottate dall’Italia in relazione alla presenza in alcuni modelli di auto omologati nel Paese (Fiat 500X-Euro 6 diesel) di un dispositivo che Bruxelles considera come un “defeat device” (software truccato), simile a quelli impiegati dalla Volkswagen nell’ambito della vicenda Dieselgate. Secondo le autorità italiane, invece, si tratta di dispositivi che servono a preservare il buon funzionamento del motore durante la marcia, attivandosi (con la sospensione del meccanismo che filtra le emissioni) 22 minuti dopo la messa in moto. La Fiat ha condotto una campagna volontaria con cui ha sostituto il 90% dei dispositivi sotto accusa nel parco auto circolante; la Commissione ne prende atto, ma accusa l’Italia di non aver preso alcuna sanzione nei confronti del costruttore.

La seconda messa in mora che merita particolare attenzione è quella relativa alla mancata o insufficiente attuazione delle norme sul trattamento delle acque reflue urbane nelle cosiddette “aree sensibili”, secondo la direttiva 91/271/Cee. In questo caso si tratta dell’apertura di una procedura d’infrazione contro per mancata esecuzione di una condanna della Corte Ue, in un contesto più generale che vede l’Italia sotto accusa anche per altre infrazioni alla normativa sulle acque reflue. E il serio rischio di vedersi comminare dalla Corte, in caso di seconda condanna, delle salatissime multe giornaliere (come già avviene, per esempio, nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti).

Loc/ Int2

Banche: Lega incontra delegazioni risparmiatori truffati, ok a fondo risarcimenti

A cura di AdnKronos 16 maggio 2018

‘Abbiamo voluto organizzare quest’incontro – precisano – per rendere partecipi le associazioni dei risparmiatori truffati del nostro lavoro e per ascoltare le esigenze di migliaia di cittadini che dall’oggi al domani si sono visti cancellare i risparmi di una vita. La Lega prosegue la sua battaglia di giustizia al fianco dei soci e dei risparmiatori delle banche venete. Non è un caso che nel programma di governo che stiamo mettendo a punto, siano previsti i ristori ad azionisti e obbligazionisti vittime del crac delle banche. Lavoreremo perché arrivino con celerità i primi rimborsi”.

 

BORSA, PIAZZA AFFARI: SPREAD A 150/ Reazione a programma M5S-Lega, ma gli addetti ai lavori minimizzano…

Spread in rialzo, Piazza Affari debole: il contratto M5s-Lega ha dato i primi effetti, con Btp-Bund sopra quota 140 punti, borse preoccupate “senza isterismi”

Immagine di repertorio (LaPresse)Immagine di repertorio (LaPresse)

Nonostante la giornata nera registrata oggi a Piazza Affari, con la Borsa di Milano che è arrivata a perdere fino a 2,8 punti percentuali (per poi risalire nel pomeriggio almeno fino a -2%) e l’aumento dello spread Btb/Bund., non tutti gli operatori del settore sono convinti che si prospettino scenari necessariamente disastrosi, soprattutto in relazione alle notizie che arrivano dal mondo della politica e delle famigerate bozze del contratto di governo che stanno mettendo a punto Movimento 5 Stelle e Lega. Infatti, nonostante il timore di molti investitori internazionali dopo le “uscite” di Matteo Salvini su alcuni temi-chiave quale una paventata uscita dall’euro, la revisione dei trattai europei e la richiesta di cancellazione alla BCE di 250 miliardi di debito, alcuni operatori sostengono che “le reazioni dei mercati sono state comunque modeste” e che in fondo a inizio ano il differenziale era già arrivato a 160 punti, rispetto ai 150 di oggi. Insomma, probabilmente bisognerà attendere la formazione di questo esecutivo giallo-verde per capire quali potranno essere le reazioni a medio-lungo termine. (agg. di R. G. Flore)

MATTEO SALVINI, “VUOL DIRE CHE STIAMO FACENDO BENE”

La grande incertezza legata al futuro governo italiano, e le preoccupazioni dell’Europa circa una politica anti UE da parte di Lega e 5 Stelle, ha fatto risalire lo spread, che nelle ultime ore ha toccato quota 150 punti. Molto dipenderà ovviamente dalla costituzione del nuovo esecutivo, e una volta ufficializzato si capirà quale credito avrà da parte degli investitori internazionali e della stessa Europa. Nel frattempo è uscito allo scoperto il leader della Lega, Matteo Salvini, che attraverso una diretta realizzata sulla pagina personale di Facebook, ha commentato la notizia dello spread ballerino così: «Lo spread sale? Sono i giochini della finanza, vuol dire che stiamo facendo bene». Il leader del Carroccio ha aggiunto e chiosato: «Guarda caso, appena abbiamo fatto l’ipotesi del governo M5s-Lega cominciano le fibrillazioni. Vedo una certa paura da parte degli eurocrati. Ma non mi spaventano». E’ nota e risaputa la volontà in particolare di Salvini di non “piegarsi” nei confronti dell’Europa, lamentando più volte la politica, a suo modo di vedere errata, in tema di immigrati. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

PEGGIOR PERFORMANCE IN EUROPA

L’incertezza dello scenario politico interno e anche altri fattori stanno portando oggi la Borsa italiana a uno dei giorni più neri degli ultimi mesi. Infatti, complice anche la pubblicazione (fatta in esclusiva dall’Huffington Post) delle bozze preliminari del cosiddetto contratto di governo tra Lega e Movimento 5 Stelle e alcuni punti controversi quali quello di un iter per l’uscita dall’euro e la richiesta alla BCE di cancellare ben 250 miliardi di debito pubblico, a Piazza Affari si è registrata la peggiore performance tra tutte le Borse europee: se in mattinata infatti la perdita aveva toccato il -2,8%, nel pomeriggio si è risaliti da questo minimo fino al -2%. La notizia del giorno, però, riguarda la risalita dello spread Btp-Bund tedeschi che tocca quota 150 punti laddove il rendimento del decennale sale di ben 15 punti base, ovvero al 2,09%. In generale, tuttavia, non è stata una gran giornata nemmeno per l’euro che continua a cedere il passo nei confronti del dollaro (1,777) e, in questo caso, a spaventare i mercati sono soprattutto le minacce di eventuali politiche aggressive condotte dall’amministrazione Trump nei confronti della UE (agg. di R. G. Flore)

IL PROGRAMMA LEGA-M5S NON CONVINCE I MERCATI?

Sale ulteriormente lo spread, la differenza fra il nostro Btp e il Bund tedesco. Questa mattina si assestava attorno ai 140, mentre ora ha toccato 150 punti base, salendo quindi di 20 punti dalla chiusura di ieri sera a 130. L’Europa sembra preoccupata dal fatto che il governo Lega Nord, Movimento 5 Stelle non riesca e far scendere il debito pubblico, come invece richiesto (obiettivo, taglio di 250 miliardi), e di conseguenza i mercati hanno aperto in maniera preoccupante. Si tratta di una valore massimo da metà gennaio, anche se siamo lontani dai periodi di crisi di quattro/cinque anni fa in cui avevamo imparato a conoscere lo spread, e durante i quali lo stesso indice era schizzato alle stelle, scombussolando i mercati. Vincenzo Longo da IG Markets, spiega: «Brutta reazione stamane sia per l’azionario che per il governativo – si legge sul sito de La Repubblica – dopo il contratto pubblicato ieri sera. Anche se i partiti hanno detto di aver rivisto i punti più discussi, gli investitori sembrano essere rimasti spiazzati dalle ipotesi (poco credibili e realizzabili) prese in considerazione dalle parti politiche». Un altro ostacolo da affrontare per il governo che sta nascendo… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SPREAD A 140

Spread in rialzo, Piazza Affari debole: la bozza del contratto tra Movimento 5 Stelle e Lega ha dato i primi effetti in Borsa. Come riporta Il Sole 24 Ore, Piazza Affari sta segnando la performance peggiore in tutta Europa con una perdita dell’1 per cento. Oltre alle incertezze sulla formazione del nuovo Governo, che storicamente ha sempre inciso in negativo, tiene banco la bozza del contratto di programma tra le due forze politiche, che ha fatto discutere proprio in materia economia: discussi in particolare la cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico da parte della Bc3 e la creazione di un fondo con 200 mld di immobili da cartolarizzare. Si tratta di una bozza definita “superata” dai due partiti, ma la borsa non ha atteso: sono scattate le vendite sui BTp con il rendimento del decennale italiano salito oltre il 2 per cento con forti volumi sul BTP future. E attenzione allo spread Btp/Bund, tornato in area 140 punti base.

SPREAD IN RIALZO, PIAZZA AFFARI DEBOLE

A Milano sono in particolare le banche a cedere terreno: Ubi Banca (-2%) e Banco Bpm (-1,45%), tornano in rosso anche le utilities con A2a che cede l’1% ed Enel l’1,17%, riporta il Corriere della Sera. E attenzione anche alla benzina, con movimenti in rialzo sulla rete nazionale di carburanti. Il petrolio è in calo, ma il Brent resta sopra la soglia di 78 dollari al barile: un prezzo che spinge in rialzo la rete di benzina. Sono previsti interventi sui prezzi raccomandati di benzina e diesel di IP, Italiana Petroli e Q8 a causa dell’accelerazione delle quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo, mentre Tamoil è salita nuovamente di un centesimo sul diesel. Quotidiano Energia ha fatto il punto della situazione sui prezzi medi: “in modalità self della benzina è pari a 1,615 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,615 a 1,629 euro/litro (no-logo a 1,592)”, mentre “il prezzo medio praticato del diesel è a 1,487 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,486 a 1,509 euro/litro (no-logo a 1,466)”.

TONFO DI MILANO (-2,3%) CON LO SPREAD CHE ZOMPA A 151 DOPO LA BOZZA DI ACCORDO LEGA-M5S, I 250 MILIARDI DI DEBITO CANCELLATO E IL DEFICIT A BRIGLIA SCIOLTA. VANNO MALE LE BORSE E MEDIASET DOPO I CONTI DELUDENTI – DI BATTISTA: ‘PENSATE A COSA DICONO GLI ITALIANI NEI BAR, NON I MERCATI IN BORSA’. MA DI QUALE BAR STA PARLANDO, QUELLO VIP DEGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS CON LE HOSTESS CARUCCE E I CALICI DI PROSECCO GRATIS?

dagospia.com 16 maggio 2018

SPREAD BTP BUND CHIUDE A 151 PUNTI BASE

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 5ALESSANDRO DI BATTISTA SAHRA AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2018 5

 (ANSA) – Resta sotto pressione lo spread tra Btp e Bund che in chiusura tocca i 151 punti base, il livello più alto da quattro mesi. Il mercato guarda con apprensione ai possibili piani d’azione di un governo Lega-M5s, a partire dall’ ipotesi della cancellazione dei 250 miliardi di debito con la Bce. Il rendimento del titolo decennale italiano è in rialzo al 2,10%.

GOVERNO:DI BATTISTA A M5S-LEGA,PENSATE A PATRIA NON A SPREAD

 (ANSA) – “A quanto pare i “fantomatici” mercati sono tornati a farsi sentire. Eppure non aprivano bocca quando si massacravano i lavoratori, si tagliavano le pensioni, si regalavano denari pubblici alle banche private o si smantellava, lentamente ma inesorabilmente, lo stato sociale nei paesi di mezza Europa”. Lo scrive su facebook l’ex parlamentare pentastellato, Alessandro Di Battista rivolgendosi “ai parlamentari del Movimento 5 Stelle e della Lega: siate patrioti! Siete rappresentanti del Popolo italiano e non emissari del capitalismo finanziario”, è l’invito.

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 3ALESSANDRO DI BATTISTA SAHRA AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2018 3

“Avete il dovere – prosegue – di ascoltare le grida di dolore dei cittadini e non le velate minacce dei congiurati dello spread terrorizzati dall’ipotesi di un governo che torni ad occuparsi dei diritti economici e sociali degli italiani (proprio quei diritti smantellati dalla sedicente sinistra)”. “Ascoltate quel che si dice nei bar, nei mercati, negli uffici dei piccoli imprenditori, nelle Università o in fila dal medico di base – continua Di Battista -, non quello che esce da qualche consiglio di amministrazione di una banca d’affari. E se proprio vi interessano i numeri ve ne ricordo uno io: 440! Sono gli euro che percepisce un pensionato minimo in Italia. La povertà è diventata endemica ed è talmente collettiva e che quasi non la si nota più, ma esiste eccome”.

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 1ALESSANDRO DI BATTISTA SAHRA AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2018 1

“Sapete quel che penso di Berlusconi – scrive – ma una cosa la voglio dire: l’ultimo governo Berlusconi – un governo per me pessimo – è stato l’ultimo governo nato da un voto popolare. E più che gli scandali di B. è stata la congiura dello spread ad averlo abbattuto. Oggi “i potenti senza volto” hanno superato loro stessi. Cercano di buttare giù un governo non ancora nato il quale, proprio per questo, ha il dovere di nascere. E’ il momento del coraggio dunque, del rispetto della sovranità popolare, nessuna distrazione e avanti tutta!”, conclude.

alessandro di battista sahra agli internazionali di tennis 2018 2ALESSANDRO DI BATTISTA SAHRA AGLI INTERNAZIONALI DI TENNIS 2018 2

PROFONDO ROSSO A MILANO, TONFO BANCHE E MEDIASET

Gisella Ligios per Alliance News

Milano termina in rosso questa seduta infrasettimanale, con il maggiore indice che resta in territorio negativo dopo un’intera seduta di cali generalizzati. A pesare sulla Borsa l’irrisolto stallo politico, nonchè i cali di Mediaset e dei bancari.

Il FTSE Mib chiude sotto del 2,3% a 23.734,22 punti, invertendo il rialzo dello 0,3% visto martedì.

L’Indice delle Mid Cap perde invece il 2,2% a 42.570,69, dopo la chiusura di ieri su dell’1,0%. Lo Small Cap lascia sul terreno l’1,8% a 23.204,12, estendendo il precedente calo dello 0,5%. Infine, l’AIM cede lo 0,3% a 9.346,57 dopo l’ultimo guadagno dello 0,1%.

Precipita sul fondo del Mib c’è FinecoBank, con un calo del 5,5%, mostrandosi la peggiore di un intero comparto che affonda.

Seguono BPM e UniCredit, con perdite del 5,4% e 4,7%. UniCredit non beneficia dell’aumento di target price da parte di Goldman, che alza l’obiettivo prezzo a EUR25,70 da EUR24,50 con rating ‘Conviction buy list’.

L’indice di settore FTSE Italia Banche scende sotto del 3,7%.

Giornata negativa anche per Mediaset, che chiude la giornata in calo del 5,3%, con il titolo schiaffeggiato dai conti deludenti del primo trimestre presentati martedì. L’utile è infatti sceso a EUR3,5 milioni, a fronte di un positivo di EUR15,8 milioni realizzato un anno fa.

BORSA MILANOBORSA MILANO

Su una nota positiva, chiudono in cima al paniere due petroliferi, con Saipem che mette insieme addirittura il 12,2% mentre il prezzo del greggio si sta lentamente avvicinando ai USD80,00 al barile. Tenaris raccoglie un più modesto 1,8%. In controtendenza Eni, che invece scivola dell’1,4%.

Positivi anche Moncler e Ferragamo, su dello 0,9% e 0,6%.

Fra le notizie economiche, l’Istat ha reso noto che ad aprile l’indice dei prezzi al consumo in Italia ha segnato un aumento dello 0,1% su base mensile, dopo essere cresciuto dello 0,3% a marzo. Il dato coincide con quello previsto dagli economisti.

Nell’Eurozona, ad aprile l’inflazione su base annuale è rallentata all’1,2% rispetto all’1,9%, secondo quanto riporta l’Eurostat. A marzo, il dato si era attestato all’1,3% su base tendenziale, con l’indice dei prezzi al consumo di aprile che registra quindi un rallentamento dello 0,1%.

SALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5SSALVINI DI MAIO E LA TRATTATIVA LEGA M5S

Passando alle altre piazze europee, chiusura tendenzialmente positiva per le maggiori Borse. A Francoforte il DAX 30 ha raccolto lo 0,2% mentre a Parigi il CAC 40 ha registrato un rialzo dello 0,3%.

A Londra, il FTSE 100 termina con un positivo 0,2%. Paddy Power e Micro Focus sono tra i migliori performer di giornata, con il primo che raccoglie il 7,2% e il secondo che guadagna il 6,2%. La società di scommesse sportive beneficia della recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti a favore della legalizzazione del gioco d’azzardo. Micro Focus, invece, che sviluppa prodotti software per la sicurezza, la gestione e la governance, ha dichiarato che i ricavi del primo semestre dovrebbero essere migliori di quelli previsti.

A Wall Street, a metà seduta, i maggiori indici sono contrastati. In territorio negativo il Dow, che scende dello 0,1%, mentre guadagna lo 0,2% lo S&P 500 e il Nasdaq segna lo 0,3%.

Nel mercato delle valute, l’euro scambia a USD1,1790 rispetto a USD1,1865 registrato alla chiusura della seduta di lunedì. La sterlina, invece, vale USD1,3482 contro USD1,3506.

MARIO DRAGHIMARIO DRAGHI

Nelle commodities, il brent viaggia a USD78,08 al barile, contro USD78,81 al barile di lunedì sera, mentre un’oncia d’oro ha un valore di USD1.288,30 rispetto a USD1.294,30 del giorno prima.

Nel calendario economico di giovedì, in Italia alle 1000 CET l’Istat rilascerà la bilancia dei pagamenti per il mese di marzo, mentre alle 1100 CET sarà la volta della bilancia dei pagamenti dell’Eurozona.

Dagli Stati Uniti alle 1430 CET arriveranno le richieste dei sussidi di disoccupazione, seguite alle 1630 CET dalle scorte di gas naturale.

Sul fronte aziendale italiano, sono previste le vendite del primo trimestre di Parmalat.

SEVERGNINI E IL MISTERO DELLA FINE FATTA DA CHI È USCITO DALL’EURO

 scenarieconomici.it 16 maggio 2018

E dopo il Riotta day oggi è il turno del comico di punta di La7, Beppe Severgnini

Questi, proprio pochi minuti fa, a Otto e mezzo, per sottolineare la dannosità di una uscita dell’Italia dall’Eurozona ha affermato:

“ma avete visto cosa è successo a chi è uscito dall’euro?”

No, cosa è successo? Vorremmo saperlo.

Per la risposta dovremo però attendere la prossima puntata di VOYAGER, puntatona dedicata ai misteri sul vuoto interstellare presente tra le ossa parietali della classe dirigente italiana.

Roberto Giacobbo, pendiamo dalle tue labbra.

Oggi è iniziata la Guerra Finanziaria all’Italia. Finirà come nel 2011 o le forze in campo sono cambiate. (di Primo Gonzaga)

 scenarieconomici.it 16 maggio 2018

 

Nell’immagine abbiamo riportato uno Stuka, famosissimo aereo tedesco che imperversò nei primi mesi della II Guerra Mondiale. Lo Stuka in realtà non era un aereo potente e nemmeno tanto efficiente, ma aveva una funzione: terrorizzare le colonne di soldati e carri che attaccava. Era dotato di poche bombe e non era molto preciso, ma faceva attacchi al suolo in picchiata e per spaventare ancora di più, lo avevano dotato di potenti sirene che azionava mentre scendeva procurando un fischio caratteristico che terrorizzava chi era a terra e portava totale scompiglio tra le truppe avversarie.

L’immagine è adattissima a spiegare cosa sta succedendo ora sui mercati finanziari. Da qualche giorno è iniziato l’attacco al BTP italiano. Più Lega e M5S dialogano e più le vendite crescono. In parallelo c’è un continuo alzare i toni dai vari Commissari UE e dai loro lacchè sulla stampa Italiana. Il ritornello è sempre lo stesso: l’Italia deve ridurre i debiti e fare le riforme, gli Italiani sono dei bambini incapaci che hanno bisogno di essere inquadrati dalle sane regole UE (in realtà tedesche). Insomma lo stesso identico modello del 2011 quando dopo mesi di trattative il Governo in carica rifiutava la Troika e il prestito capestro UE/FMI (che significava abdicare alla nostra indipendenza) e la Merkel/Napolitano imposero Monti.

Lo Stuka utilizzato nel 2011 per attaccare l’Italia fu Deutsche Bank che cominciò a vendere i nostri BTP e soprattutto disse a tutti che vendevano. I giornali, a cominciare dai nostri (Corrierone Repubblica e Sole24Ore) che come le sirene degli Stukas dovevano creare terrore, cominciarono a martellare con notizie terrificanti .

In questi casi di solito interviene l’esercito per tentare di fermare l’attacco. L’esercito sono le Banche Centrali, ma la Banca D’Italia inquadrata dentro le armate UE non poteva intervenire e la BCE prese tempo.

Insomma l’attacco fu facilissimo, senza alcuna opposizione e in pochi mesi l’Italia capitolò. Nessuno ricorda che con Monti i debito aumentò moltissimo e non furono i mercati a salvare l’Italia ma l’Intervento della BCE (il famosissimo “Faremo qualsiasi cosa necessaria “ di Draghi) .

Ora si sta giocando una partita analoga. La UE a guida Tedesca si trova un Governo in Italia che non vuole , un Governo che dichiara di voler riprendere in mano le leve dell’economia Italiana.

Ed ecco che dopo 2 mesi di tregua sono ripartiti gli Stukas con le vendite sui mercati (bombe) e le sirene a tutto volume (i media che amplificano i discorsi dei Commissari UE)

 

Andrà ancora nello stesso modo?

  1. Bisogna osservare la BCE . Il “nostro esercito alleato” è ancora pieno di munizioni, infatti il QE è ancora operativo e la BCE/Banca D’Italia sono autorizzati ad acquistare ogni mese MLD di BTP italiani . Lo faranno? Interverranno pesantemente per fermare l’attacco? Si vedrà presto! Ripeto lo strumento per farlo c’è ed è operativo.
  2. Oggi la Merkel è molto più isolata sia all’interno della UE che all’esterno. Non c’è più l’asse Merkel Obama Sarkozy. Quindi bisognerà vedere se gli USA di Trump vorranno intervenire in modo diverso rispetto al “non intervento del 2011)
  3. La UE dopo la Brexit non può permettersi una Italexit . Italia è il terzo paese della UE ed è il secondo paese manifatturiero.

Sicuramente siamo in un periodo di grandissima transizione sia in Italia che nella UE, un periodo in cui il vecchio sistema non regge più , ma il nuovo non è ancora stato nemmeno ipotizzato. E’ un periodo molto pericoloso dove servirebbe tanta saggezza e qualche grande statista. Gli italiani e molti Europei hanno però votato per grandi cambiamenti, la speranza è che gli Euroburocrati non applichino il vecchio detto “muoia Sansone insieme a tutti i Filistei” e accettino una transizione.

Sarà dura!

Dr. Primo Gonzaga 16/5/2018

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GIUSEPPE CASTAGNA PERCHE’ CONTINUI A NON RISPONDERE A UN TUO AZIONISTA O A TANTI ALTRI AZIONISTI DELL’ACCORDO YORK CAPITAL – PORTA VITTORIA?CHE COSA C’E’ REòLMENTE DIETRO TRA YORK CAPITAL E IL FONDO ALGEBRIS?

IMMOBILIARE: PORTA VITTORIA, INTESA YORK-BANCO (MF)

MILANO (MF-DJ)–Ancor prima della naturale scadenza dell’esclusiva (fine febbraio) e senza la necessita’ di prolungare i termini della trattativa, il fondo York e il Banco Bpmtrovano l’accordo definitivo sulla cessione dei crediti (oltre 220 milioni) maturati dall’istituto di credito guidato dall’ad Giuseppe Castagna, ed eredita’ della vecchia gestione targata Banco Popolare, nei confronti di Porta Vittoria spa, la societa’ che faceva riferimento all’immobiliarista Danilo Coppola e che e’ fallita sotto il peso di un debito di 400 milioni. Nel dettaglio, secondo quanto appreso da fonti finanziarie da MF-Milano Finanza, domani la banca deliberera’ formalmente l’intesa con il fondo acquirente che nel frattempo si e’ gia’ aggiudicato i crediti (26 milioni) della Colombo Costruzioni. L’accordo prevede che l’istituto di credito, sebbene si sia visto retrocedere dal giudice delegato del Tribunale di Milano, Amina Simonetti, la sua posizione a creditore chirografario (e’ in essere da meta’ dello scorso anno un contenzioso avviato dal Banco Bpm ), riceva una percentuale elevata, si ipotizza fino al 70% del credito maturato nei confronti di Porta Vittoria, quindi almeno 150 milioni, senza essere poi eventualmente coinvolto in ulteriori contenziosi che dovessero insorgere in futuro. A questo punto, quindi, nel disegno complessivo di York non resta che trovare l’intesacon la Ipi della famiglia di commercialisti torinese Segre (e un tempo di proprieta’ dello stesso Coppola) esposta con la societa’ immobiliare fallita per un centinaio di milioni. red/lab (fine) MF-DJ NEWS
YGCOM24.COM22/02/2018 09:04

Borse: occhio al Banco Bpm, potrebbe aver ceduto esposizione su Coppola

diLuca Spoldi GOORUF.COM

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DATO CHE L’AMMINISTRATORE DELEGATO GIUSEPPE CASTAGNA NON RISPONDE AGLI AZIONISTI IN MERITO A QUESTA BRUTTA EREDITA CHE VEDE COINVOLTO L’EX AMMINISTRATORE DELEGATO DI BANCO POPOLARE PIERFRANCESCO SAVIOTTI SI CHIDE ALLA MAGISTRATURA DI PROCEDERE NEI CONFRONTI DEL NUOVO AMMINISTRATORE – DATO CHE NON RISPONDE NE A COMUNICAZIONI PUBBLICHE NE ALLE TELEFONATE PRESSO LA SEGRETERIA DI BANCO BPM 

 

QUESTO E’ GIUSEPPE CASTAGNA

Fusione BPM-BP. Giuseppe Castagna CEO

 

La UE ci restituirà i nostri soldi solo se li spendiamo per riforme e migranti

http://www.imolaoggi.it/2018/05/16/

Come abbiamo spesso ripetuto, i soldi della UE non esistono!
Sono soldi nostri, le nostre tasse, che la UE ci estorce e poi ci restituisce, obbligandoci a gettarli secondo i suoi capricci. Ecco infatti l’ultimo ricatto di Bruxelles sul prossimo bilancio settennale.

BRUXELLES – La Commissione Ue vuole trasformare dal 2021 il nuovo Fondo sociale europeo (Fse) in uno strumento per stimolare e sostenere le riforme strutturali richieste ai singoli Paesi e affidare principalmente ai governi e non più a regioni ed enti locali la gestione delle risorse comunitarie destinate alle politiche sociali e occupazionali. È quanto emerge dalla bozza di regolamento del nuovo fondo che sarà presentata dall’esecutivo a fine maggio, di cui l’ANSA ha preso visione.

Secondo la proposta presentata il 2 maggio scorso dalla Commissione per il bilancio dell’Unione 2021-2027, nel nuovo Fse, che avrà a disposizione circa 90 miliardi di euro, confluiranno cinque diversi fondi dedicati a sociale, occupazione, giovani e salute.

Rispetto a una precedente bozza del regolamento circolata informalmente a Bruxelles, l’esecutivo ha comunque allentato il legame con le annuali raccomandazioni specifiche per Paese. Se prima si prevedeva che il 65% delle risorse del Fse fosse dedicato alle riforme strutturali suggerite da Bruxelles, ora la formula indica un generico “somma adeguata”.

Ma rispetto all’attuale normativa, quella nuova cancella ogni riferimento agli enti locali e regionali per la gestione delle risorse e all’obiettivo, sancito dai trattati, di aumentare la coesione sociale, economica e territoriale. Compare invece fra gli scopi del fondo anche quello dell’integrazione di stranieri provenienti da Paesi terzi.

Dalla bozza emerge poi che Paesi con percentuali particolarmente alte di Neet (giovani che non studiano nè cercano lavoro), come l’Italia, saranno costretti a spendere il 10% delle risorse in politiche a loro dedicate.

ANSA Europa

Emiddio Novi: così Salvini ha portato allo scoperto Mattarella

UGO MARIA TASSINARI fascinazione.info.it 16 maggio 2018


Emiddio Novi resta uno dei più acuti analisti politici. Qui riprendiamo un suo intervento, pubblicato sulla sua pagina facebook:
Matteo Salvini ha accettato e rilanciato la sfida golpista di #Mattarella. Lo ha fatto alle 19 di lunedì 14 maggio 2018. Si apre un altro capitolo del conflitto che oppone la Lega al Presidente della Repubblica, ma anche ai falsi rivoluzionari di Cinquestelle temporanei e probabili (?) alleati di governo. Il leader leghista ieri sera dopo un colloquio di una ventina di minuti col presidente Mattarella ha dato una improvvisa accelerata al confronto politico. Salvini ha detto che a lui converrebbe stare tranquillo attendato nell’accampamento del centrodestra in attesa di incassare un altro balzo in avanti alle elezioni anticipate. Visto che i sondaggi danno tutti gli altri partiti, compreso i grillini, in arretramento. Ma ha preferito rischiare, tentare l’unica strada possibile, quella del governo con i Cinquestelle, per concretizzare gli impegni presi con gli elettori sull’azzeramento della legge Fornero, sugli sgravi fiscali a favore di lavoratori e imprese per creare lavoro, sul blocco dell’invasione degli immigrati, sulla durezza della repressione contro il crimine, sulla difesa degli interessi italiani, dell’agricoltura, della pesca, dell’industria, ma soprattutto contro i vincoli esterni dell’Europa che stanno distruggendo il Paese e vogliono inabissarlo in una nuova recessione. Un programma di governo che non ponga la centralità di questa svolta nel rapporto con l’Europa è del tutto inutile. E qui la sfida a Mattarella che vuole impedire a tutti i costi una rottura con chi comanda in Europa. Ha poi aggiunto, Salvini, che le politiche hanno bisogno degli uomini in grado di realizzarle. Mattarella nei giorni scorsi si è opposto alla nomina di Salvini al ministero degli interni, poi alla proposta di Tremonti come premier, per concludere persino con un veto contro il professor Sapelli, un economista da sempre critico con le privatizzazioni fraudolente e con le politiche europee punitive e discriminatorie contro l’Italia. Il Quirinale assecondato dai media, dall’Europa e dalle lobby saccheggiatrici non aveva esitato a voler imporre non solo il programma di governo, ma anche gli uomini chiamati a realizzarlo. Salvini ieri sera ha detto basta. Ha ringraziato Berlusconi e la Meloni per avergli permesso questo tentativo e ha fatto capire che sopra il presidente della Repubblica, sopra, appunto, c’è il Parlamento. Unica espressione della sovranità popolare. Tutto il resto è immondizia golpista e manovriera che fino ad ora è stata assecondata dai Cinquestelle. Mattarella s’e impaurito. E dopo pochi minuti dal Quirinale è arrivato un comunicato per comunicare, guarda un po’, che il Quirinale non vuole impedire la nascita del nuovo governo. Felloni e vili, questi sono i quirinalizi che d’accordo con i Cinquestelle volevano cuocere Salvini a fuoco lento

I laureati emigrano? Embè? Che le aziende italiane assumano gli immigrati a 900 euro al mese, quelli italiani ne vanno a prendere il doppio+ all’estero

 scenarieconomii.it 16 maggio 2018

A fronte della pubblicazione dei rapporto annuale ISTAT, ecco puntuale l’ennesima farneticazione della stampa mainstream italiana, che ri-inizia a lamentarsi dell’emigrazione di cittadini “pregiati” dal Belpaese (come tutti gli anni di questi tempi). Il motivo? Iniziano a sentire puzza di bruciato (o anche di sterco se volete): a forza di fare in modo che gli italiani con potenziale se ne vadano all’estero, chi pagherà le laute pensioni ad esempio della casta (e tra la varie caste, si ricordi che chi percepisce le pensioni di gran lunga più elevate sono i magistrati, al 2014 ca. 10 mila euro al mese su 12 mesi, poi i dati hanno smesso di pubblicarli dopo che li avevamo messi in dovuta evidenza, …)?

Dunque ecco perchè qualcuno inizia a piagnucolare.

Appunto, bisognerebbe chiedersi perchè i giovani e/o laureati se ne vanno: scusate, ma perchè un neo-ingegnere ad esempio deve prendere circa 900-1200 euro al mese in Italia quando andando all’estero ne può prendere il doppio o il triplo? A fronte di un costo della vita italiano altissimo. Domandatevelo! E domandatelo anche alle aziende italiane che sponsorizzano l’arrivo degli immigrati: questi vanno bene per  i lavori ripetitivi e di basso rango, ma il valore aggiunto, dicesi anche il genio italiano, è difficile importarlo dall’Africa.

Forse bisognerebbe chiedersi perchè i giovani preparati emigrano: magari perchè in Italia sentono che non c’è futuro? Forse perchè le tasse schiacciano la libera imprenditoria e tolgono opportunità? Forse perchè tutti temono di doversi confrontare con la giustizia italiana, universalmente riconosciuta come uno dei principali deterrenti per i potenziali investitori internazionali? Va ancora a finire che, a seguire di questo passo, la colpa è dei giovani “ingrati” che rinunciano al sole ed ad uno stipendio da fame preferendo coltivare il sogno di farcela all’estero. In Italia l’ascensore sociale si è rotto e la causa è l’assenza di posizioni di rilievo. Se si continuano a vendere aziende italiane, a delocalizzare ecc. cosa volete che succeda? Ad un dirigente italiano ne seguirà uno tedesco o francese (chiedere in Edison o in Uncredit o in Generali). E addio alla speranza per i giovani italiani che stanno sotto. Dunque, persa per persa, almeno chi è capace ci prova e se ne va, gli stipendi all’estero sono più alti ed in ogni caso si fa una bella esperienza. Punto.

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Il futuro sarà non tanto far tornare i giovani o i manager che sono andati all’estero, no. Prima bisogna fare tornare le aziende in Italia, quelle che spaventate da situazioni insostenibili hanno deciso di abbandonare il Paese, almeno amministrativamente/fiscalmente. Un esempio? FCA, Ferrari, Lottomatica, Ferrero, praticamente tutto il comparto del lusso…. Lista infinita. Poi con i meccanismi delle royalties e dei transfer prices si permette di spostare utili mettendo la sede guarda caso nel paesi come il Lussemburgo, il cui principale politico è capo della commissione EU, che accoglie le aziende italiane facendo pagare tassazioni irrilevanti. Dunque, l’Italia sta diventando un luogo di produzione a costo. E dunque gli utili vanno invece all’estero (sappiate che su impulso EU, oggi i transfer prices abusivi non sono più penali in Italia, la sanzione carceraria è stata tolta dal governo Gentiloni, guarda caso). In tale contesto come si fa dunque a pagare bene, che so, un ingegnere in Italia? Appunto, non lo si paga e si risparmia. Mi diceva un mio amico giovincello che lavorava come ingegnere in una famosa casa automobilistica italiana “”di velocità” famosa in tutto il mondo: i turni erano massacranti, senza permessi o quasi, bisognava fare straordinari non pagati (si dice forfettizzati), lavorare fino a tardi, senza la possibilità di farsi una famiglia, il tutto per la modica paga di 1500 euro mensili…. Morale, se ne è andato all’estero e ne prende più del doppio. Pensate davvero che i giovani siano stupidi? Macchè! Gli stupidi sono quelli che fan finta di non capire cosa sta succedendo….

I dati dell’ISTAT ci evidenziano poi qualcosa di molto interessante, a supporto delle tesi di cui sopra: anche le famiglie con padre e madre stranieri che arrivano in Italia smettono poi di fare figli! Secondo voi perchè? Semplice – encore – perchè non se lo possono permettere. Anche se fai arrivare che so un congolese o un nigeriano in Italia, gli dai un lavoro a 800 euro al mese, gli dai un appartamento con relativi costi di affitto, assicurazione, cibo da comprare, tasse varie ecc., non ci impiega molto a capire che non arriva a fine mese. Dunque, prima di andarsene anche lui – visto che gli immigrati che l’EU fa arrivare in Italia spessissimo non hanno il permesso di espatriare fuori dall’Italia – che fa? Smette di fare figli.

Appunto.

Serve un cambio di paradigma cari miei. E mai come oggi l’aspetto sociale – permettere alle gente di fare famiglia e di consumare – va di pari passo con l’aspetto economico – creare valore -. E per creare valore che ci vuole? Le aziende (vedasi il nostro LINK, articolo sotto).