Banche, bail-in da cambiare anche per Lega e M5S

Rosario Murgida finanzareport.it 18 maggio 2018

I due partiti propongono una riforma del sistema di risoluzione e seguono così la strada proposta dai maggiori rappresentanti del mondo bancario e finanziario, da Bankitalia all’Abi fino alla Consob


Lega e Movimento 5 Stelle puntano “radicalmente” la normativa sul bail-in, il meccanismo introdotto a livello europeo per il risanamento e la risoluzione delle banche.

I due partiti, che così riprendono una battaglia intrapresa dada diversi esponenti del mondo della finanza e delle banche come l’ex presidente della Consob, Giuseppe Vegas, il numero uno dell’Abi, Antonio Patuelli, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, hanno inserito la proposta di modifica nell’ultima versione dell’ormai famosa bozza del contratto di governo che tanto scalpore ha generato tra gli investitori esteri.

La bozza, rispetto alla prima versione, non include più la riforma della Banca d’Italia e da ampio risalto alla questione della tutela del risparmio. “Il sistema del bail in bancario – si legge – ha provocato la destabilizzazione del credito in Italia con conseguenze negative per le famiglie che si sono viste espropriare i propri risparmi che supponevano essere investiti in attività sicure. Occorre rivedere radicalmente tali disposizioni in modo tale da assicurare, secondo quanto afferma la Costituzione, la tutela del risparmio degli italiani”.

Il bail-in prevede che le autorità di risoluzione possano imporre la riduzione del valore delle azioni e di alcuni crediti e nel caso la conversione dei debiti in azioni, ma comunque non è mai stato applicato in Italia visto che finora sono state trovate soluzione alternative come lo strumento del burden sharing nel caso Mps proprio per evitare la sua applicazione.

La bozza, che per la tutela dei risparmiatori prevede anche una maggiore responsabilizzazione dei manager e delle autorità di controllo, nonché eventuali misure per ristorare azionisti e obbligazioni, per esempio, delle due popolari venete, include anche una revisione dei parametri dei protocolli di rating di Basilea “che ad oggi creano grave pregiudizio alla sopravvivenza e allo sviluppo del tessuto della micro impresa italiana” e indica pure una netta separazione tra banca retail e banca di investimento “sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia per quanto riguarda i livelli di sorveglianza”.