Mps banca di servizio, piccoli soci “aprono” a Borghi ma non statale per sempre

Rosario Murgida finanzareport.it 18 maggio 2018

L’Associazione Buongoverno a Finanza Report dopo i rumors sui piani del governo targato M5s e Lega. Intanto l’esponente della Lega insiste sulla nazionalizzazione

Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, ha scatenato un caso con le sue dichiarazioni programmatiche sul futuro di Banca Mps. Finanza Report ha chiesto un commento ai piccoli soci dell’istituto senese riuniti nell’Associazione Buongoverno Mps.

Ieri l’esponente del partito guidato da Matteo Salvini, da alcuni dato verso la nomina di ministro dell’Economia, ha parlato di cambio della governance, di avvicendamento ai vertici e perfino di una conferma nel lungo termine della proprietà pubblica con l’esclusione quindi dell’uscita dello Stato dall’azionariato e di una qualsiasi operazione di vendita. In tal caso si dovrebbe mettere in conto la necessità di rivedere il piano di ristrutturazione concordato con Bce e Unione Europea con nuove trattative.

Del resto Mps, probabilmente perchè controllata dallo Stato con quasi il 70% del capitale, è stata esplicitamente inserita nell’ormai famosa bozza del contratto di governo da domani al vaglio degli elettori leghisti e pentastellati.

Ma cosa prevede nello specifico la bozza per la banca senese? “Con riferimento alla banca Monte dei Paschi – si legge – lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio”. In sostanza, ha spiegato Borghi, “l’intento abbastanza condiviso da tutte e due le forze è che la banca deve essere ripensata in un ottica di servizio: in buona sostanza, abbandonare l’idea di farci profitti vendendola a chissà chi ma mantenendola come patrimonio del Paese”.

Si tratta, commentano dall’Associazione Buongoverno Mps, di “un’affermazione perdente rispetto alla consapevolezza dei fatti e alla situazione del territorio. Banca di servizio è un brutto termine: spero serva a indicare una maggior propensione alle attività bancarie tradizionali. La banca è in ginocchio quindi se le affermazioni di Borghi sono per il cambiamento, ben vengano, ma il concetto di banca statale non esiste più, esiste semmai la possibilità di fare banca tradizione e di farla bene anche se i margini sono bassi”.

Ieri le parole di Borghi, oltre che le prese di beneficio, hanno scatenato un sell-off sul titolo Mps con gli investitori impauriti di vedere non soddisfatte le proprie attese in particolare sul fronte di un possibile coinvolgimento nel consolidamento bancario. “Né come piccoli soci né come dipendenti spaventa il crollo del titolo: dopo aver perso sotto Padoan il 99% non sara un -8% di ieri un problema”, affermano dall’associazione, facendo presente un punto ben chiaro. “La banca non può rimanere statale per sempre: sarebbe come tradire gli accordi con la Ue. Noi conosciamo gli impegni triennali con la Ue quindi sappiamo dell’obbligo di uscita del Mef entro il 2021 anche se con una perdita per le casse statali. Tantomeno può restare statale per sempre come auspica Borghi”.

Le dichiarazioni del responsabile economico della Lega aprono comunque “spazi per un ampio cambiamento della governance ed un profondo spoil system di cui i vertici, pur non commentando e continuando i proclami su un presunto utile, fatto solo di tagli dei costi, sono consapevoli”.

Intanto Borghi non torna indietro. “Non mi pento di quanto detto. L’istituto deve rimanere pubblico”, ha insistito il politico. “Queste cose sul Monte le ho sempre dette. “Bisogna abbandonare l’idea di farci profitti vendendola a chissà chi. È la banca più antica del mondo, un patrimonio del territorio e del Paese. Nel Consiglio regionale della Toscana abbiamo firmato mozioni sia contro la vendita del patrimonio artistico che delle filiali sul territorio. E ci tengo a ricordare che sia il Pd che il Movimento Cinque Stelle hanno spesso votato con noi. Ci sono Paesi nei quali lo sportello Mps  ha il valore simbolico dell’ufficio postale”, ha aggiunto il possibile neo ministro anticipando anche la defenestrazione dell’amministratore delegato, Marco Morelli. “Il tema non entra nel contratto di governo ma è abbastanza probabile, quasi naturale pensarlo. Quello che c’è è stato scelto da un governo che sta per andarsene”.

Intanto il titolo continua a essere soggetto ai realizzi. Alle 11,30 perde oltre il 3,7%.