Finpiemonte, Gatti esce dal carcere

Andrea Giambartolomei lospiffero.com 21 maggio 2018

L’ex presidente della finanziaria della Regione ai domiciliari. Restano in cella i due presunti complici, gli imprenditori Piccini e Pichetti. L’accusa di aver sottratto sei milioni da un conto svizzero

È ai domiciliari Fabrizio Gatti, l’ex presidente di Finpiemonte arrestato il 6 aprile scorso per peculato aggravato. Il gip Rosanna La Rosa, che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha disposto stamattina l’attenuamento della misura cautelare dopo la richiesta formulata giovedì dagli avvocati Luigi Chiappero e Luigi Giuliano. I pmFrancesco Pelosi ed Enrica Gabetta hanno dato il loro ok per gli arresti domiciliari. Secondo il giudice non ci sono più i presupposti per la custodia in carcere, sia per le esigenze dell’inchiesta, sia per il comportamento tenuto da Gatti in oltre un mese di arresti.

Nel frattempo l’inchiesta del pm Pelosi e della polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza prosegue per accertare l’eventuale presenza di complici interni. Restano ancora in carcere due dei presunti complici di Gatti, gli imprenditori Pio Piccini e Massimo Pichetti. L’avvocato del primo, Manlio Morcella, presenterà l’istanza di scarcerazione nelle prossime ore. I difensori di Pichetti, Francesco Emanuele Salamone ed Emilio Ricci, provvederanno nel corso della settimana. I tre, insieme ad altre due persone indagate a piede libero, sono accusati di aver sottratto sei milioni di euro dai conti da 45 milioni di euro aperti da Finpiemonte nella banca elvetica Vontobel. Secondo le ipotesi investigative quelle somme sarebbero andate alle società di Piccini e Picchetti per rilevare l’azienda di Gatti, la Gem immobiliare, e saldare i debiti con i creditori. Tuttavia questi ultimi non hanno ricevuto il denaro e sulla Gem pende un istanza di fallimento.