Vittime banche: ecco (per ora) i numeri certi sui rimborsi

Giuseppe Cordasco panorama.it 25 maggio 2018

Il ministro Padoan ha fornito i dati ufficiali sui risarcimenti. Per il futuro spazio al fondo speciale la cui dotazione però è criticata dal M5S

padoan

 

L’incontro a sorpresa che ieri si è avuto tra una rappresentanza delle vittime delle banche e il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, ha riportato con forza all’attenzione dell’opinione pubblica il tema dei rimborsi per quei consumatori che hanno subito vere e proprie truffe finanziarie dal sistema degli istituti di credito.

Una scelta, quella dell’incontro che è avvenuto al termine della girandola dei faccia a faccia con i leader degli schieramenti politici, che per molti ha avuto un po’ il sapore di una boutade propagandistica, ma che se non altro è servita a sottolineare quale peso possa avere nell’agenda politica del nuovo governo, almeno per quel che riguarda la matrice Cinque Stelle, proprio l’argomento dei risarcimenti ai creditori vittime di frodi.

Ma vediamo allora quale sia al momento lo stato dell’arte su questa questione e cosa propone invece per il futuro il Movimento Cinque Stelle.

I numeri di Padoan

A fare testo sulla triste vicenda dei consumatori truffati dalle banche sono, per il momento almeno, i numeri ufficiali forniti in materia dal ministro uscente dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Per i casi di risoluzione e per quelli di liquidazione delle banche venete, si legge a questo proposito in un documento ufficiale appunto, gli investitori al dettaglio che possono dimostrare la violazione delle regole di correttezza da parte della banca possono ottenere il rimborso grazie al Fondo di solidarietà alimentato dal sistema bancario.

Proprio grazie a questo meccanismo infatti, afferma Padoan, “sono già stati rimborsati, per quattro banche regionali (CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria), circa 167 milioni di euro a fronte della liquidazione di più di 14mila istanze sulle circa 16mila pervenute”. In particolare, per Veneto Banca e Popolare Vicenza sono state comunicate 8.090 istanze per poco meno di 50 milioni.

Per Mps poi, è stata introdotta una forma di compensazione basata su una transazione proposta dalle banche, che interessa strumenti finanziari subordinati per circa 2,2 miliardi.

Il Fondo speciale per i rimborsi

A questo quadro bisogna aggiungere un altro tassello importante. Nei mesi scorsi infatti è stata messa a punto una legge che prevede la costituzione di un ulteriore fondo speciale con una dotazione di 100 milioni di euro in 4 anni, che dovrebbe servire proprio a soddisfare le nuove richieste di rimborso che saranno presentate.

Un provvedimento questo che necessita però ancora dei cosiddetti decreti attuativi, un impegno questo che ora ricadrà sulle spalle del nuovo governo Lega-M5S qualora dovesse effettivamente nascere.

Ma è proprio su questo punto che si vanno a inserire le richieste, ventilate anche in campagna elettorale, da parte dei grillini, che in sostanza ritengono insufficiente lo stanziamento deciso e prospettano un suo consistente aumento. Quel che è poco chiaro però è come questo aumento dovrà essere coperto finanziariamente.

Le istanze del M5S

A chiarire bene quale sia la posizione dei pentastellati ci pensa Elio Lannutti, senatore del M5S e da tempo tra i più coriacei rappresentanti dei consumatori. Lannutti giudica innanzitutto il gesto di Conte, che come detto ha voluto incontrare una delegazione delle vittime delle banche, “un atto di grande coraggio, un primo atto simbolico”.

Sottolinea poi che in effetti le perdite subite dai consumatori sarebbero dell’ordine di decine di miliardi di euro e riguarderebbero circa 500mila famiglie. Queste ultime potranno dunque essere, almeno in parte, risarcite quando i fondi per i rimborsi raggiungeranno i “tre o quattro miliardi di euro”. Un obiettivo che si potrebbe ottenere utilizzando “risorse provenienti da assicurazioni e polizze dormienti“.

Una voce quest’ultima, sulla cui effettiva entità finanziaria si è discusso molto in questi ultimi mesi, ma che in effetti nessuno è riuscito davvero a quantificare con certezza.

Restano dunque forti dubbi su quello che sarà l’atteggiamento che il nuovo governo Lega-M5S vorrà tenere su questa questione: approvare i decreti attutivi della legge che mette sul piatto cento milioni sicuri, oppure stravolgere tutto andando alla ricerca dirisorse nuove, dell’ordine come detto di qualche miliardo di euro, senza però avere certezze su una sua reale copertura di bilancio? Staremo a vedere.

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