UN INTERESSANTE PICCOLO SCONTRO QUIRINALE – BYOBLU METTE IN LUCE IL MARCIO INFORMATIVO ITALIANO. (Spegnete la TV e seguite Byoblu)

 scenarieconomici.it 26 maggio 2018

Cari amici,

Questa settimana è partito il telegiornale di Byoblu, ed è partito col botto. Non solo come numero di spettatori, ma anche come casus comunicativo: infatti il bravo Claudio Messora ha colto una bella incongruenza fra quanto detto in TV nella conferenza stampa di incarico dal Presidente del Consiglio incaricato , Giuseppe Conte, e quanto pubblicato nel resoconto dell’evento de Repubblica..

Vediamo il video di Byoblu

Allora all’inizio vi è una contraddizione, evidente,  fra quanto detto dal Presidente del Consiglio nominato  e quanto riportato da Umberto Rosso su Repubblica, che parla di “Correzioni” apportate dal Quirinale e di citazioni del rispetto dei “Mercati”  e dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio, oltre, addirittura di correzioni sintattiche del Presidente, di sua propria mano…..

Peccato che queste parole, corrette dalla Presidenza della Repubblica, non siano MAI STATE DETTE dal Prof. Conte nel proprio discorso. Quindi , come giustamente fa notare Messora, probabilmente, Mattarella aveva preparato un “Frame” uno schema dentro il quale intrappolare Conte, gli ha corretto , da professore, il discorso, Conte ha sorriso, ed ha letto quello che si era scritto lui.  La cosa non è finita, perchè in Quirinale ha voluto mettere parola su un’evidente pasticcio , con un commento al Blog di Messora diretto dal Canale Ufficiale della Presidenza.

“Libera ricostruzione giornalistica”, sembra che Umberto Rosso abbia proprio letto o sentito un discorso completamente diverso da quello di Giuseppe Conte. I casi sono i seguenti:

  • il giornalista di Repubblica si inventa le cose, e, vista la testata, sembra anche possibile;
  • una mano amica ha passato la bozza del discorso , magari in anticipo per fare un favore, magari sottolineando le correzioni, ma, ahimè , non era il vero discorso e gli ha passato una polpetta avvelenata.

Sicuramente questo mette in luce come tante, tantissime delle notizie stampa uscite in questi giorni siano “Pilotate” da queste “Mani amiche” che hanno scatenato una guerra civile informativa causando dei bei pasticci.

Comunque cessate di seguire TV e giornali, Leggete “La Verità”, ascoltate “Byoblu” ed online , ovviamente, “Scenari Economici”. Da noi solo il vero.

Raiffeisen vende Notenstein La Roche

tvsvizzera.it 24 maggio 2018

Portico di un edificio bancario con l'insegna Raiffeisen, specchiata anche in una vetrina; persona che lascia l'edificio
(Keystone)

Il gruppo Raiffeisen ha venduto la banca Notenstein La Roche a Vontobel, specialista zurighese dell’amministrazione patrimoniale. Il prezzo pattuito è di 700 milioni di franchi. Lo indicano giovedì venditore e acquirente in un comunicato congiunto.

Raiffeisen -che è l’unione di 255 banche cooperative indipententiLink esterno e conta una quindicina di partecipazioni in altre aziende- costituisce il terzo gruppo bancario svizzero dopo UBS e Credit Suisse.

Investito da un grosso scandalo legato all’ex CEO Pierin Vincenz, attualmente in carcere per sospetta amministrazione infedele, ha deciso di concentrarsi sul segmento della clientela privata con patrimoni medio-piccoli.

Notenstein La Roche, che Raiffeisen aveva acquisito nel 2012, sarà ceduta al 100% a Vontobel. Un “contesto di private banking classico”, si legge nella notaLink esterno, dove l’istituto avrà “maggiori opportunità di sfruttare pienamente il potenziale di crescita”.

VIDEO

https://www.rsi.ch/play/tv/telegiornale/video/24-05-2018-raiffeisen-vende-notenstein?id=10506794&startTime=0.000333&station=rete-uno

Benché annoverata tra le ‘too big to fail’Link esterno svizzere (“troppo grande per fallire”, cioè con un peso tale nell’economia del paese da rendere necessario un intervento pubblico, in caso di rischio bancarotta) Raiffeisen Svizzera ha, come ciascuno dei suoi 255 istituti, forma di società cooperativa e non è quotata in borsa.

Fine della finestrella

La banca ceduta è presente in 13 punti in Svizzera e ha in gestione 16,5 miliardi di franchi; l’anno scorso ha realizzato un utile superiore ai 23 milioni. Per Vontobel è un ampliamento significativo delle attività: finora amministrava 54 miliardi.

La transazione dovrebbe essere portata a termine nel terzo trimestre, previa approvazione delle autorità di regolamentazione.

Italiani irritati per le ingerenze esterne sul governo Conte in fieri. Report riservato

 startmag.it 26 maggio 2018

Tutti i numeri di un sondaggio non pubblico sul governo Conte in via di formazione, sulle reazioni alle dichiarazioni di esponenti europei e sul comportamento dei leader politici

La maggioranza degli italiani è “irritata riguardo all’ingerenza europea” sulla formazione del governo Conte. E’ uno dei risultati salienti di un sondaggio, datato 25 maggio, curato da una primaria società del settore giunto sulla scrivania del leader della Lega, Matteo Salvini.

IL SONDAGGIO

Il corposo sondaggio, che è stato letto da Start Magazine, si compone tra l’altro di una domanda posta a un campione di cittadini di tutti i partiti: “In questi giorni diversi esponenti europei sono intervenuti sulla situazione italiana chiedendo che il nuovo governo mantenga la rotta già intrapresa e porti avanti in modo responsabile la politica di bilancio”.

I GIUDIZI

Il 55% degli italiani, indica il sondaggio, sono irritati per questi interventi. il 55% è così suddiviso: il 22% ritiene gli interventi europei “sbagliati, bisogna prima aspettare di vedere il governo all’opera”; il 17% considera gli interventi “ingiustificati, è una eccessiva ingerenza”; e il 16% giudica gli interventi critici degli esponenti europei “sbagliati, criticano perché sono preoccupati che il nuovo governo vada a danneggiare i poteri forti”.

IL CAMPIONE

I dati del campione sono stati ponderati in modo tale da garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di zona, sesso, età, livello scolare e partito votato alle ultime elezioni.

I PARTITI

Da notare che non sono soltanto gli elettori del Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio (78%) e della Lega di Salvini (73%) a giudicare “sbagliati” gli interventi di esponenti europei, ma anche di Forza Italia nel 58% dei casi.

CONTE PREMIER?

Dai risultati del sondaggio emerge una scarsa considerazione per Giuseppe Conte presidente del Consiglio incaricato. “Solo un elettore su tre ritiene Conte una scelta giusta”, è la sintesi dei ricercatori che hanno curato il sondaggio. Il giudizio in maggioranza positivo su Conte si rintraccia solo tra gli elettori del Movimento 5 Stelle.

LO SCENARIO

E se il governo Conte non si dovesse formare, che cosa si dovrebbe fare? A questa domanda, il 45% del campione risponde così: “Un governo istituzionale per andare alle elezioni in autunno”.

SALVINI GONGOLA

Non è il solo risultato accolto con soddisfazione dai vertici della Lega. Il sondaggio svela che “8 elettori della Lega su 10 apprezzano la scelta di lasciare Berlusconi” e il 50% del campione totale ritiene che “Salvini non stia tradendo il centrodestra” (lo pensa così il 75% degli elettori della Lega e il 24% di quelli di Forza Italia). Comunque il 29% del campione complessivo “ritiene che l’alleanza di centrodestra si ripresenterà in futuro”: lo pensa il 51% degli elettori della Lega e il 32% degli elettori di Forza Italia.

IL PROSSIMO CROLLO FINANZIARIO È STATO GIÀ PIANIFICATO

stopeuro.it 26 maggio 2018

6DI EBERHARD HAMER

iwww.zeit-fragen.ch

Finalmente è giunto il momento: l’HSH Nordbank – la banca degli scandali della regione di Amburgo e dello Schleswig-Holstein – viene venduta. Tutto quel che circonda questa vicenda è uno scandalo: l’acquirente è il famigerato fondo Cerberus, produttore di armi e contractor a livello mondiale per eserciti mercenari che fanno guerra con denaro americano, ad esempio in Ucraina, in Oriente ed in Africa. Queste guerre sono infatti così brutali che gli americani si rifiutano di mandare le proprie truppe, a causa delle possibili conseguenze legali. L’acquirente è quindi moralmente il peggior investitore al mondo.

Le istituzioni pubbliche non dovrebbero fare affari con questo tipo di organizzazioni. Il prezzo d’acquisto ammonta ad 1 miliardo di euro – tuttavia, i venditori (i due stati federali di Amburgo e Schleswig-Holstein) devono anche assumersi debiti per circa 7 miliardi di euro ciascuno. In tal modo, all’incapacità dei banchieri pubblici e degli speculatori nominati dall’anglo-finanza dovranno far fronte i contribuenti tedeschi.

Tra i media non c’è però indignazione; al contrario, il risultato di questi negoziati viene celebrato dalla propaganda del governo tedesco. Tutti gli autori di questo scandalo finanziario hanno fatto una fortuna; l’ex sindaco di Amburgo, Olaf Scholz, uno dei responsabili, ha persino presentato domanda per il ministero federale delle finanze.

HSH Nordbank: test per la speculazione sfrenata

Lo scandalo HSH Nordbank è un caso modello per le banche mondiali corrotte dall’alta anglo-finanza: sfrenate istituzioni speculative, che abusano delle valute e dell’industria finanziaria, concentrando il capitale (impero del dollaro) senza moderazione né moralità.

– I governanti sanno da secoli che la forma più efficace di “dominio” su un paese non è militare né politica, bensì finanziaria: “Chi controlla i soldi controlla il mondo”.

L’anglo-finanza ha acquisito questo potere sul denaro con la creazione di banche centrali, formalmente pubbliche ma in realtà private, come la FED (Federal Reserve Bank), la BOE (Bank of England), la BOJ (Bank of Japan), o banche centrali formalmente statali come la BCE, tutte piene dei propri uomini. Le principali banche centrali del mondo occidentale sono dunque tutte nelle mani di un unico cartello finanziario, andando così a formare un gruppo di potere chiuso ed autonomo – l’impero del dollaro.

“Poiché il denaro è coinvolto in ogni transazione commerciale, e poiché intere civiltà letteralmente vivono e muoiono di esso, stiamo parlando di un tremendo potere che opera in segreto. Il potere è quello di creare illusioni che inizialmente sembrano reali. È qui che si trova il nucleo della forza della FED”. (1)

La tendenza verso la centralizzazione del denaro non solo avvantaggia le maggiori banche, ma anche lo Stato, che può utilizzare il sistema monetario (debito) come una forma alternativa di entrate. “L’alleanza tra Stato e grandi banche è il perno della centralizzazione del denaro e del credito”. (2)

– La “democrazia” è diventata una politica sociale con sempre maggior welfare per sempre maggiori blocchi di voto, finanziati con prestiti da banche internazionali. Per il capitale finanziario, il credito è uno strumento di dominio, e le proprie banche centrali forniscono denaro illimitato per tali macchinazioni. Quest’ultimo viene semplicemente ristampato o moltiplicato elettronicamente.

Dominare il mondo per mezzo della massa di denaro

“Questo eccesso di soldi è la forza per mezzo della quale l’alta finanza USA domina il mondo intero, la sottomette attraverso prestiti e soggioga coloro che hanno accettato il loro denaro in modo permanente”. (3)

–  John Perkins descrive come, con valutazioni contraffatte, vengano imposti prestiti eccessivi ai vari paesi, come vengano usate tangenti o minacce per rendere i governi soggetti a credito. Quei politici che continuano ad essere riluttanti fanno una brutta fine, vedasi i presidenti Torrijos (Panama), Roldos (Ecuador), Allende (Cile) ed altri.

“Per conquistare un paese non si ricorre più all’esercito in prima istanza; prima gli si concedono prestiti eccessivi, poi si ottiene il controllo finanziario tramite debiti e scoperti. Il risultato comunque è lo stesso: in ambo i modi, i popoli diventano vassalli permanenti”. (4)

“Il dominio mondiale dell’alta finanza americana attraverso denaro stampato, prestiti e tassi di interesse senza limiti, è la nuova forma di imperialismo, che si basa sul debito piuttosto che sulle baionette: è riuscita a metter sotto più di 100 paesi al mondo”. (5)

“Per risparmiare agli stati soggiogati l’imbarazzo di venir chiamati sottomessi, Washington li designa ufficialmente come “alleati”, termine che suggerisce un’indipendenza che questi paesi in realtà non possiedono”.

L’illusione di soldi continuamente stampati

Di conseguenza, tutti i partecipanti sono interconnessi ed interdipendenti dal punto di vista finanziario: il cartello deve costantemente creare nuovi prestiti con denaro continuamente stampato, mentre gli Stati devono sempre prendere denaro in prestito (così facendo, oramai è stato raggiunto il più alto debito globale di tutti i tempi). Le banche, inoltre, non sono solo intermediari tra banca centrale e Stati, ma speculano anche con la carta moneta – con sempre meno ritegno e sulla base dell’erogazione di denaro. Nessuno dei giocatori può tuttavia permettersi di lasciare il default agli altri, perché un singolo buco farebbe scoppiare l’intera bolla. E questo è anche il motivo per cui uno degli “investitori” appartenenti all’alta finanza americana si prende HSH Nordbank, ma non i suoi debiti, divisi e socializzati: bisogna preservare la schiavitù del debito.

Schema per l’inevitabile crollo

– L’accordo HSH Nordbank sarà probabilmente uno schema per l’inevitabile crollo della bolla finanziaria: banchieri senza scrupoli e responsabili delle politiche fiscali che sono “influenzati”, controllati o addirittura corrotti dall’alta finanza, hanno da tempo, in violazione di tutte le leggi finanziarie e statali, costruito montagne di debiti e prestiti (volume dei derivati 600 trilioni di dollari, debito 200 trilioni di dollari; PIL mondiale lordo, in confronto, solo 80 trilioni di dollari). Se scoppia la bolla, …

• la necessaria svalutazione (riforma valutaria) impoverirebbe tutti i creditori privati nel mondo, ma libererebbe le banche centrali (in particolare la FED) dai debiti;

• l’illusoria ricchezza nei paesi indebitati, basata sulla pseudo-moneta, collasserebbe (Obama: “Bisogna capire che buona parte di questa ricchezza era un’illusione fin dall’inizio”). In questo modo, la popolazione degli stati debitori, rovinati dalla finanza, verrebbe impoverita, le banche private, con l’esplosione della massa monetaria, precipiterebbero in rovina e molti paesi indebitati andrebbero in bancarotta. L’alta finanza invece uscirebbe vincitrice da questo crollo: non solo potrebbero cancellare il proprio debito monetario (riforma valutaria), ma a tempo debito si sono anche assicurate che, ad esempio, in Europa non avvenga una bancarotta nazionale, ma una su scala continentale (tramite debito, responsabilità solidale, unione finanziaria e meccanismo di stabilità): un evento come quello del 1929 servirà a concentrare ulteriormente le attività sotto l’egida del cartello finanziario americano. Quest’ultimo, ancora una volta, come nel ’29, aumenterà la propria prosperità (meno debito) e sarà il vincitore del nuovo grande crollo finanziario mondiale.

Vincitori e vinti

Come con HSH Nordbank, i banchieri fidati del cartello finanziario continueranno a resistere al crollo delle proprie banche da loro causato. Allo stesso modo, i responsabili delle politiche fiscali dirette dai burattinai (Juncker, Draghi e truppe varie) lasceranno il campo di battaglia con le pensioni garantite dai contribuenti.

Tutti i giocatori corrotti, criminali e senza scrupoli del casinò finanziario (cricca dell’alta finanza, banche centrali, banche, stati debitori) emergeranno dal gioco come i chiari vincitori. I perdenti, dall’altra parte, sono i contribuenti di questa e della prossima generazione, i proprietari di aziende di medie dimensioni, impiegati, risparmiatori e pensionati. E, ancora una volta, i profitti imbarazzanti sono stati privatizzati, mentre tutte le conseguenze sul debito sono state socializzate, nel nome di una “responsabilità condivisa” (Merkel).

Professor Dr Eberhard Hamer

Fonte: http://www.zeit-fragen.ch

Link: https://www.zeit-fragen.ch/en/ausgaben/2018/nr-7-27-maerz-2018/der-naechste-crash-ist-geplant.html

aprile 2018

Traduzione perrwww.comedonchsciotte.org di HMG

NOTE

1 Paul, Ron, “Befreit die Welt von der US-Notenbank” (“Free the World from the US Federal Reserve”), 2010, p. 8
2 Paul, Ron, ibid, p. 18
3 Hamer, Eberhard, “Der Welt-Geldbetrug” (“The World Money Fraud”), 2007, page 39
4 Hamer, Eberhard, ibid, p. 39
5 Hamer, Eberhard, ibid, p. 49

ANGELI DELLA FINANZA: “TE LO DO IO L’ACCORDO”

Maurizio Gustinicchi scenari economici.it 26 maggio 2018

Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio, così recita il proverbio.

Massimiliano D’elia professione imprenditore, non ne ha tenuto conto, si è fidato della banca sbagliata.

Massimiliano si ritrova con un credito nei confronti dello stato di circa due miliardi di euro di cui duecentomila euro con sentenze in suo favore ma del denaro neanche l’ombra.

Da qui inizia il suo calvario, come da prassi l’azienda non incassa denaro, mancanza di liquidità e subito ad attenderlo le prime difficoltà:

– Rientro immediato di tutti i fidi bancari

– Con relativa chiusura dei conti correnti

Da questo momento in poi la sua abitazione è in pericolo, causa pignoramento.

Si attiva immediatamente; chiude 3 posizioni a saldo e stralcio con relativa rinuncia al pignoramento; tutti rinunciano tranne una banca.

Ad accordo firmato e a cifra iniziale incassata deposita la rinuncia al pignoramento in ritardo.

Il giudice non ne vuole sapere e nell’arco di pochissimo tempo il custode giudiziario con l’ausilio delle forze dell’ordine lo sbatte fuori di casa.

Il caso ricorda molto la vicenda Bramini, di poche settimane fa, e come di consuetudine a rimetterci è sempre l’imprenditore di turno.

La vicenda porta a formularci delle domande; come può una banca dopo aver incassato denaro a non depositare entro i termini previsti dalla legge la rinuncia al pignoramento?

Perché la banca non ha mantenuto fede agli accordi sottoscritti dalle parti?

Non vogliamo subito pensare alla malafede, ma se la banca in questione, è ex banca Marche, qualche dubbio potrebbe sorgere.

Nel frattempo, della sua vicenda, se ne sta occupando l’Associazione Angeli della Finanza (volontari in aiuto di imprese e famiglie indebitate) che sta esaminando la sua situazione.

E DUE: CAIRO TORNA A BACIARE LA PANTOFOLA DI MATTARELLA: “GIUSTO CHE IL PRESIDENTE ESERCITI LE SUE PREROGATIVE” – IL COLLE È IRRITATO CON LA LINEA PRO SALVINI E DI MAIO CHE FINO A POCHI GIORNI BRILLAVA SUL CORRIERE – GIRA VOCE DI UN INCONTRO SUL COLLE DELL’AD DI INTESA CARLO MESSINA, E DI UNA CONVERSAZIONE TRA IL PORTAVOCE DEL COLLE GIUSEPPE GRASSO E IL DIRETTORE LUCIANO FONTANA – A CAIRO, COMUNQUE, RESTANO I TALK E NEWS DE LA7, DA MENTANA A GRUBER, PER FAR FELICE ROCCO CASALINO

dagospia.com 26 maggio 2018

DAGONOTA

enrico mentana premiato da urbano cairoENRICO MENTANA PREMIATO DA URBANO CAIRO

E due: Cairo torna a baciare la pantofola di Mattarella – come potete leggere nel pezzo a seguire. Il precedente intervento avvenne il 9 maggio con un altro box non a caso collocato dal direttore Fontana al centro dell’articolo del quirinalista più vicino al Colle, Marzio Breda. E per il lettore comune la domanda sorge spontanea: cosa è successo perché un editore debba ogni settimana ripetere la genuflessione al Capo dello Stato?

Gli addetti ai lavori e ai livori sanno invece benissimo che il Colle è irritato da un pezzo con la linea politica pro Salvini e Di Maio che fino a pochi giorni brillava sul Corriere. Al Quirinale leggere il quotidiano – che una “banca di sistema” come Intesa ha affidato a Urbanetto – schierarsi a favore di partiti “anti-sistema”, ha fatto strabuzzare gli occhi di Mattarella, che fa invocare tutti i giorni Nanni Bazoli.

mattarella e conteMATTARELLA E CONTE

carlo messina giovanni bazoliCARLO MESSINA GIOVANNI BAZOLI

Da alcuni giorni girano voci di un incontro sul Colle dell’ad di Intesa Carlo Messina, che avrebbe incontrato il segretario generale del Quirinale Zampelli e Mattarella. E di una conversazione tra il portavoce del Colle Giuseppe Grasso e il direttore Luciano Fontana. Messaggio ricevuto: e via Solferino ha cambiato musica. A Cairo, comunque, restano i talk e news de La7, da Mentana a Gruber, per far felice Rocco Casalino.

luciano fontanaLUCIANO FONTANA

CAIRO: GIUSTO CHE IL PRESIDENTE ESERCITI LE SUE PREROGATIVE

Dal Corriere della Sera

«Il ministero dell’ Economia per qualsiasi Paese, e per l’ Italia in particolare, è un ministero importantissimo. Le prerogative del capo dello Stato le conosciamo, difende la Costituzione, quindi credo che ci debbano essere delle disponibilità nei suoi confronti perché è giusto che il presidente della Repubblica eserciti le sue prerogative».

urbano cairo lilli gruberURBANO CAIRO LILLI GRUBER

Così Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs MediaGroup, ha risposto ieri a margine del convegno «Crescere tra le righe», a Borgo La Bagnaia (Siena), a una domanda sulla possibile indicazione di Paolo Savona al ministero dell’ Economia. «Non voglio esprimermi sui nomi – ha aggiunto -. Tocca a qualcuno che ha un ruolo più importante del mio».

Paolo Savona, il «lottatore» fuggito dalla guerra e andato al Bilderberg

FRANCESCO OGGIANO vanityfair.it 25 maggio 108

Si è scontrato prima col padre fascista, poi con i professori universitari, infine con la Germania. Ma ha stretto amicizia con tutti. Compreso Gianni Agnelli, con cui andava all’incontro annuale dei potenti del mondo (tanto avversato dai grillini). Chi è l’uomo voluto da Salvini ma non da Mattarella come ministro dell’Economia

Governo, intanto Gentiloni sta firmando accordi a discapito degli italiani…

Giovanna Bardellini affariitaliani.it 26 maggio 2018

Riceviamo da una lettrice e volentieri pubblichiamo

Governo, intanto Gentiloni sta firmando accordi a discapito degli italiani...

 

 

La verità sullo stallo istituzionale….

Il presidente Mattarella mette in pausa la nomina del presidente del Consiglio…. la verita è che nel frattempo l’attuale governo Gentiloni sta firmando accordi vincolanti con l’Europa a discapito degli italiani, il silenzio dei mass media è a dir poco infame e complice di questa infamia, altro che libertà di stampa bombardano l’opinione pubblica di stronzate sul governo che verrà e tacciono sulle vigliaccate di questo governo ancora in carica, parlano di Mafia e questa cos’è… per un tornaconto personale e delle multinazionali loro affiliate stanno fregando il popolo e cercano in tutti i modi infami che conoscono di far sì che i loro potentati continuino a regnare….. ma quale democrazia quale libertà…. bisognerà riprendersela in qualche modo … se ne fregano delle nostre pensioni da fame della sicurezza che non c’è… di una sanità che diventa sempre più per tutti tranne che per gli italiani… loro hanno la scorta stipendi super esagerati con reversibilita fino ai figli dei figli a curarsi vanno in America a spese nostre ovviamente….. meditate gente meditate….. fate girare

I progetti di Renzo Piano con l’acqua

 

La mostra inaugurata al Magazzino del Sale a Venezia dalla Fondazione Vedova, indica il rapporto del progettista Renzo Piano con l’acqua. “Renzo Piano. Progetti d’acqua”, curata da Fabrizio Gazzarri, mette in risalto sedici progetti dell’architetto genovese, da lui selezionati che scorrono alternativamente su 8 grandi schermi in cui dall’idea prigenia si arriva con una animazione geometrica alla realizzazione del progetto. La messa in scena della creazione architettonica è opera dello Studio Azzurro.

Il visitatore si trova immerso in un ambiente visivo e sonoro che consente un viaggio nelle architetture di Piano, un viaggio di linee e prospettive che organizzano lo spazio.

Il senso della circolarità dell’acqua non poteva che indicare, nella storia dell’architettura, le forme che si rincorrono e non soltanto nel bacino del Mediterraneo. La mostra di Piano è all’interno del contenitore ‘Freespeace’, alla Biennale Architettura 2018.

Corriere della Sera

@Corriere

Renzo Piano: «Ogni tanto vado a messa. La morte? Che seccatura» Le immagini http://csera.it/4330df4aYQ 

Moody’s prepara bocciatura Italia: dubbi su proposte in contratto

askanews.it 26 maggio 2018

Come verranno finanziate? Focus su rotta debito e deficit
Moody’s prepara bocciatura Italia: dubbi su proposte in contratto

New York, 26 mag. (askanews) – Mentre i mercati puniscono l’incertezza politica italiana, Moody’s ha lanciato un avvertimento. L’agenzia di rating ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating del nostro Paese, pari a Baa2.

Sono due i motivi principali che hanno portato a questa scelta. Il primo è “il rischio significativo di un indebolimento notevole della forza fiscale dell’Italia, visti i piani fiscali della nuova coalizione di governo”. Il secondo è il “rischio che gli sforzi a favore delle riforme strutturali subiscano una battuta di arresto e che le riforme passate come quella delle pensioni adottata nel 2011 siano ribaltate”.

L’agenzia di rating si prende il tempo di analizzare l’impatto delle politiche economiche e fiscali contenute nel “contratto” messo a punto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega. Moody’s ha spiegato che presterà particolare attenzione alla rotta del debito e del deficit negli anni a venire.

Per Moody’s, il contratto “include politiche fiscali e voci di spesa potenzialmente costose, senza proposte chiare su come finanziarle”. Per questo il gruppo punta a ottenere “più chiarezza sui piani del nuovo governo”, soprattutto sulla flat tax e sul reddito di cittadinanza e le loro “potenziali” fonti di finanziamento e la tempistica di adozione.

Come Fitch, anche Moody’s ha fatto notare che alcune delle proposte iniziali sono state modificate o abbandonate ma nonostante questo quelle messe nero su bianco nel contratto “porteranno comunque a una posizione fiscale più debole, non più forte”. Fino ad ora l’agenzia di rating aveva messo in conto per l’Italia una riduzione graduale del deficit negli anni a venire, cosa che avrebbe consentito un declino “molto graduale” del rapporto tra debito e Pil. Ma senza fare scattare il previsto aumento dell’Iva il prossimo anno, “che garantirebbe entrate aggiuntive pari allo 0,7% del Pil, il deficit di bilancio rischia di salire andando a ledere la riduzione del debito pubblico molto alto e superiore al 130% del Pil”.

Insomma, per l’Italia una bocciatura è garantita se il piano di riforme non continuerà e se, anzi, verrà smantellato. Anche su questo Moody’s chiede chiarezza. Sulla riforma Fornero, l’agenzia non ha dubbi: “Una reduzione generalizzata dell’età pensionabile avrà un impatto notevole sulla sostenibilità del sistema pensionistico”. L’Italia – ha fatto notare l’agenzia – “già spende quasi il 16% del Pil in pensioni, uno dei ratio più alti nelle economie avanzate”. Piuttosto che tagliare l’età pensionabile, “in Italia probabilmente serviranno misure addizionali per mantenere le spese pensionistiche a un ratio stabile”.

Moody’s fa riferimento al ruolo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Ha un potere significativo nel garantire che il governo italiano oneri i suoi impegni internazionali inclusi quelli relativi all’adesione come membro dell’Eurozona”. Per questo, nonostante la flat tax, il reddito di cittadinanza e varie voci di spesa “gettino ulteriori dubbi sulla volontà e la capacità dell’Italia di onorare i suoi obblighi” fiscali con la Ue, il rischio di esiti ancora più negativi sul credito, come l’uscita dall’Area euro, restano molto bassi”. Anche il rischio di una crisi di liquidità nel nostro Paese è visto come basso.

Ricordando che la nostra è la terza maggiore economia dell’Eurozona, Moody’s ne ha elencati i punti di forza: “Si sta riprendendo dopo un lungo periodo di crescita molto bassa”, “esportazioni e settore manifatturiero hanno vissuto una ripresa solida negli ultimi trimestri”, le famiglie hanno un patrimonio “significativo” e “alti” tassi di risparmi, “un cuscinetto protettivo importante in casi di stress”.