Fondo risparmiatori truffati, le associazioni alzano di nuovo la voce col governo: “sono trascorsi oramai sei mesi”

Di Redazione VicenzaPiù 30.6.18

Dopo l’interpello già inviato al Capogabinetto del MEF in data 22 giugno sulla medesima questione, i sottoscrittori delle associazioni (in fondo tutto l’elenco completo) unite per il Fondo di risarcimento ai “risparmiatori truffati” tramite il loro portavoce Patrizio Miatello hanno scritto alla cortese attenzione del Prefetto di Treviso un richiamo al Governo affinché assuma quanto prima il provvedimento previsto dalla legge per il quale ha competenza esclusiva. Di seguito la lettera.

Gentile dr.ssa Laura Lega,

nel ringraziarLa ancora per l’incontro promosso ieri che ci ha permesso di esplicitare in modo approfondito le nostre preoccupazioni, siamo qui a ribadire la necessità e l’urgenza che il Governo in una prossima riunione dei Consiglio dei Ministri adotti il provvedimento in argomento cosi come statuisce la legge nr. 205/2017 art. 1 comma 1107, su proposta del MEF (Ministero Economia e Finanza).

Dall’entrata in vigore della norma sono trascorsi oramai sei mesi, l’atto avrebbe dovuto essere già vigente entro il primo trimestre, ma così non è accaduto.

Il trascorrere inesorabile dei mesi è un’ulteriore colpo alla credibilità delle istituzioni a danno di chi si è sentito e si sente tradito nella fiducia riposta negli istituti di credito, dove aveva depositato spesso i risparmi di una vita lavorativa. L’art. 47 della costituzione è infatti in diretta connessione con l’art. 1: l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e quindi tutela e promuove il risparmio.

Si ribadisce che l’urgenza del ristoro è necessaria per porre termine a situazioni di disagio economico e sociale di molti degli interessati, ma non è un intervento di assistenza sociale; trae ragione dal dovere dello Stato di riconoscere il danno ingiusto come ha fatto con la norma istitutiva del Fondo.

La condivisa preoccupazione per la coesione sociale va declinata con efficacia; il ritardo o peggio il crepuscolo della prospettiva del Fondo mette su un piano inclinato il risparmiatore tradito  verso gesti inconsulti od a vie extra legali, ipercostose e spesso malavitose, per procacciarsi il denaro utile per emergenze di sopravvivenza propria e  dei famigliari.

Il fattore tempo è incisivo, considerato che oltre il 70% egli interessati ha più di 65 anni. Un ristoro alla memoria  è inefficace per ricostruire il legame di fiducia, anzi rischia di essere irridente

Questi ed altri aspetti della spinosa questione sono stati oggetto dell’interlocuzione anche con l’attuale Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte incontrato il 24 maggio scorso, ragione che ci spinge a chiedere l’immediata adozione del provvedimento in questione in grado di dare una pronta risposta per erogare -entro il corrente anno- i primi 25 milioni di euro che se non saranno spesi, sarà la prova provata di aver consapevolmente disatteso la volontà unanime espressa dal Parlamento in materia.

In attesa di conoscere l’esito di questa richiesta, Le esprimiamo i nostri auguri di buon lavoro e la salutiamo con stima e cordialità.

rag. Patrizio Miatello portavoce  

Ezzelino III da Onara Prof. avv. Rodolfo Bettiol Tributarista Dr. Loris Mazzon, 

CODACONS Avv. Franco Conte Dr. Ignazio Conte, 

ADUSBEF Avv Fulvio Cavallari, 

Adiconsum Valter Rigobon , 

Casa del Consumatore Avv. Elena Bertorelli

Federconsumatori Giovanna Capuzzo, 

Adoc Sergio Taurino,

Azione Vitale rag. Dario Pozzobon, 

Movimento Difesa Risparmiatori Milena Zaggia, Giovanna Mazzoni, 

Lega Consumatori avv. Erica Zanca, 

Confedercontribuenti Alfredo Belluco , 

Unione Nazionale Consumatori rag. Antonio Tognoni, 

A.N.L.A. Avv. Lando Ambruzzoni, 

Senior Italia già Federanziani Veneto avv. Vincenzo Giglio, 

Apindustria  Ivan Palasgo 

Consumatori Attivi Avv. Barbara Puschiasis Emi Puschiasis Sabbadini Ernesto Raffaele Bizzozer Denise di Brazzà