CHI CI VUOLE FUORI DALL’EURO? NON SONO GLI EUROSCETTICI ITALIANI, MA GLI ECONOMISTI TEDESCHI

 scenarieconomici.it 1 maggio 2018

Cari amici,

una parte importante della recente polemica politica è avvenuta per l’attacco dei mass media tradizionali, usualmente al servizio dei soliti poteri, contro gli euroscettici italiani, accusati di volere l’uscita dell’Italia dalla moneta unica e quindi le relative catastrofi, comprensive di invasione di cavallette, carestia, sacrificio dei primogeniti etc.  Peccato che a spingerci fuori dall’euro, ed in modo brutale, siano economisti tedeschi filogovernativi.

Hans Werner Sinn  è un professore di Economia all’università di Monaco e membro dell’Istituto economico IFO; definito dal FAZ come il think tank più influente a livello governativo in Germania. In un recente intervista sul WELT   ha fatto alcune dichiarazioni, coerenti con i suoi discorsi precedenti, che lasciano capire il pensiero attuale delle elitè economiche tedesche.

Tutto parte dalla considerazione del saldo Target 2 che il nostro considera un “Debito” della Banca Centrale Italiana nei confronti della controparte tedesca, la BuBa, che al contrario presenta un saldo positivo. Abbiamo scritto innumerevoli volte sull’illogicità d questa affermazione ed anche il VP della BCE si è espresso in materia, negando che fossero prestiti o crediti, ma proseguiamo. Giustamente, dal suo punto di vista, viene a notare che il livello di saldo attuale di target 2 non esiste nessuna garanzia per il credito della BuBa nei confronti degli altri paesi debitori: per saldare in oro quel debito, ai prezzi attuali del metallo, sarebbero necessari, secondo Sinn, 27 mila tonellate d’oro, al di fuori delle riserve di qualsiasi stato europeo (in realtà sono solo poco più di 25 mila) . Non essendo quindi prestiti garantiti il nostro economista si spinge ad affermare quanto segue:

Domanda : Pensa che dopo gli eventi in Italia ora vi sia una pressante necessità  di  affrontare una riforma di Target?

Risposta : Sì, questa è urgente.  La crisi è infatti in pieno svolgimento. A questo punto, invece, si pone la questione se la Bundesbank deve imporre controlli sui capitali per assicurare che i saldi non continuano a crescere. Solo allora si potrebbe fare pressione per ottenerne il rimborso. 

Quindi secondo Sinn è necessario che la BuBa agisca per non permettere un ulteriore aumento dei saldi Target 2. 

Come si generano i saldi target 2? Per esser telegrafici:

  • dai pagamenti di bilancia commerciale fra Italia e Germania, in Squilibrio verso berlino per alcuni miliairdi di euro, ma nulla di drammatico;
  • dagli investimenti italiani in Germania;
  • dalle operazioni di acquisto titoli presso la borsa di Francoforte o comunque in Germania;
  • dall’apertura di conti correnti di italiani in Germania (cioè da debiti del sistema bancario tedesco verso italiani).

Appare chiaro che l’effetto dei desiderata di Sinn sarebbe:

  • l’azzeramento del saldo commerciale positivo della Germania verso l’Italia , da sostituirsi con produzioni italiane;
  • la limitazione degli investimenti di italiani nel paese teutonico;
  • la limitazione di operzioni di italiani sulla borsa di Francoforte, ed il ritorno all’utilizzo di operatori italiani;
  • la chiusura delle aperture di CC in Germania o , in generale, dell’acquisto di attivi finanziari tedeschi da parte  di italiani.

Capite che questo per noi significherebbe  più produzione industriale e più investimenti interni e su questo tema abbiamo già parlato in diversi articoli precedenti, ma c’è anche un altro fatto ancora più rilevante: una moneta unica è caratterizzata dall’avere lo stesso valore OVUNQUE nell’area dove ha valore legale. Un euro deve valere lo stesso a Helsinki come ad Cipro. Questo è il motivo per cui il sistema delle Banche distrettuali della FED è (o meglio forse ERA) obbligato a saldare i saldi relativi su base mensile, e se una aveva certificati in oro corrispondenti in eccesso li doveva prestare a chi li aveva in difetto, rendendo il “Certificato oro” più un’unità di conto che un titolo rappresentativo di beni. Se io applico invece il sistema Sinn avrà un “Euro tedesco” che avrà un valore superiore ad un “Euro Italiano” o ad un “Euro greco”: infatti se volessi comprare in Germania dovrei offrire un premio, perchè , ad esempio, dovrei rendere ad un tedesco più conveniente comprare in Italia. Per fare un esempio pratico, se volessi comprare una bottiglia di riesling del Reno che costa in Germania 5 euro, dovrei compensarla con un valore uguale o superiore di esportazioni italiane in Germania, ad esempio offrendogli 6 euro in Prosecco veneto. La base della moneta unica non solo europea, ma di qualsiasi parte del mondo , sarebbe rotta ed avremmo più aree con più monete , con valori diversi. Una situazione simile a quella che sussisteva nell’epoca dei comuni, quando esistevano il “Grosso” tortonese ed il “Grosso ” genovese o milanese, ognuno però con valori diversi.

Quindi la strada di Sinn, e spero non dell’IFO, è quella di spezzare l’euro creandone uno forte, dei paesi con target 2 positivo, ed uno debole con i paesi del target 2 negativo, e, paradossalmente, il commercio fra le due aree sarebbe più complesso che con l’estero: perchè se esistono cambi ufficiali fra euro e dollaro, yen, yuan, o rublo, chi o cosa fisserebbe il cambio fra un euro forte ed un euro debole ?

Per concludere, sarebbero necessarie due misure:

  • una prima che metta in sicurezza l’oro della Banca d’Italia, definendone lo status come “Oro degli italiani detenuto presso la Banca d’Italia”, tanto per eliminare ogni desiderio predatorio;
  • la predisposizione di un vero “Piano B” o pure “C”  per far fronte ad eventuali irrigidimenti tedeschi sulla politica monetaria.

Il problema non sono gli italiani, ben consci delle proprie debolezze, ma chi ritiene di essere in una posizione di forza, e potere, assoluti.