Finpiemonte, via la direttrice

lospiffero.com 1 giugno 2018

Perlo rassegna le dimissioni qualche mese prima della pensione. Sul suo operato pesanti rilievi degli ispettori di Bankitalia. E’ stata lei a firmare il contratto di mandato per il conto svizzero dal quale sono spariti i 6 milioni

Dopo quasi nove anni alla guida operativa di FinpiemonteMaria Cristina Perlo ha rassegnato le dimissioni da direttore generale con un anticipo di tre mesi rispetto ai requisiti per la pensione. Una decisione formalizzata oggi ma che era nell’aria da quando lo scandalo dei fondi “spariti dai conti svizzeri ha travolto la finanziaria regionale. Giusto il tempo di affiancare il successore, di cui sono già iniziate le ricerche, e poi la Perlo uscirà definitivamente dal portone di Galleria San Federico. Seppur al momento estranea dall’inchiesta giudiziaria che ha portato in carcere l’ex presidente Fabrizio Gatti, sull’operato della direttrice vi sono molti rilievi, in parte contenuti nella relazione degli ispettori di Bankitalia, in particolare sui controlli interni dimostratisi a dir poco inefficienti. È stata la Perlo, infatti, a firmare il contratto tra la finanziaria e banca Vontobel per l’apertura di un conto cui sono stati depositati i 50 milioni e dal quale sono poi “spariti” 6 milioni e a causa di investimenti a rischio sono stati prodotti 5 milioni di minusvalenze. Per gli uomini di Palazzo Koch oltre all’anomala sottoscrizione di un “contratto di mandato”, era praticamente impossibile che nessun dirigente si fosse accorto delle strane movimentazioni.

E così, mentre la Regione avvia la procedura che porterà nel breve a circoscrivere l’attività di Finpiemonte agli ambiti tradizionali di ente strumentale, anche gli assetti subiscono una profonda revisione. La Perlo non sarà l’unica a fare i bagagli: la procedura si concluderà con la designazione di un nuovo presidente, visto che l’attuale numero uno, Stefano Ambrosini, ha annunciato l’intenzione di lasciare appena terminata l’emergenza, e comunque al massimo entro l’autunno.

Il governatore Sergio Chiamparino, insieme al vicepresidente Aldo Reschigna e all’assessore alle società partecipate Giuseppina De Santis, affidano a una nota l’apprezzamento “per il grande lavoro svolto in questi ultimi mesi e settimane dal presidente e dal Consiglio di amministrazione, nella massima convinzione che il cda è attrezzato al meglio a guidare i diversi passaggi necessari alla trasformazione della società in base alle scelte condivise con il socio e alle prescrizioni ricevute da Bankitalia”. La Regione “consapevole delle sfide che tali procedure comporteranno per le prossime settimane  per tutte le persone che ogni giorno lavorano in Finpiemonte”, assicurano che “da parte del socio principale non verrà mai meno disponibilità, sostegno e collaborazione in una fase certamente molto complessa, nella certezza che il tutto richiederà risposte rapide ed efficaci a sostegno del ruolo strategico di Finpiemonte nel sistema economico del territorio e che tali risposte sono chiamati a darle la Giunta regionale, il cda e gli stessi dipendenti”.