Cdp, in prima fila per la presidenza Tononi (ex Mps e Goldman Sachs)

Mirko Molteni finanzareport.it 4 giugno 2018

Alla presidenza di Cassa Depositi e Prestiti, di pertinenza delle fondazioni bancarie, si fa strada l’ipotesi del banchiere. Il governo sceglie invece l’ad: in corsa diversi nomi

Il nuovo governo italiano deve affrontare in questi giorni, fra i suoi primi cimenti, la partita delle nomine in varie società pubbliche, a cominciare da Cassa Depositi e Prestiti, il famoso “veicolo” finanziario controllato per l’82,77% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 15,93% da decine di fondazioni bancarie, più 1,30% di azioni proprie.

Entro il 16 giugno dovranno essere avanzate le proposte per il nuovo presidente e il nuovo amministratore delegato, in sostituzione, rispettivamente, degli uscenti Claudio Costamagna e Fabio Gallia. Poi, il 20 e 28 giugno si terranno le due sedute dell’assemblea di Cdp che dovrebbero sancire il rinnovo. D’altro canto, fino a un mese fa, circa, Cdp aveva inizialmente previsto di riunire i suoi soci il 23 maggio e 20 giugno, ma poi aveva deciso di posticipare le date proprio nell’attesa che emergesse finalmente un nuovo esecutivo per il paese.

Già si comincia a fare una ridda di nomi, che bisognerà vedere quanto graditi ai due partiti pilastro del governo, il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e la Lega di Matteo Salvini. Di competenza governativa è la poltrona di amministratore delegato, mentre quella di presidente è espressione delle fondazioni bancarie. Il nome che circola più insistentemente per questa seconda carica è quello di Massimo Tononi, su cui si tratta di vedere il gradimento da parte di Lega ed M5S, trattandosi di un uomo “di sistema”. Il bocconiano ha al suo attivo un passato da manager di Goldman Sachs, nonché sottosegretario al Tesoro nel secondo governo Prodi, una decina d’anni fa, e inoltre presidente della banca Monte del Paschi di Siena, nel periodo anteriore al salvataggio pubblico di Mps.

Un ex-Mps “papabile” al vertice operativo di Cdp, colosso da oltre 410 miliardi di euro di patrimonio, che negli ultimi tempi si è rivelato ancora strategico in settori come Telecom e Ferrovie? Lega e M5S potrebbero, sì, storcere il naso all’idea, ma a dar retta a varie indiscrezioni, potrebbero tutto sommato accettare Tononi e preferirlo al rinnovo del mandato a Costamagna, che secondo molti potrebbe rimanere in lizza, ma sarebbe ugualmente sgradito ai partiti di governo. Anche i 9 componenti del cda, sono scelti dalle fondazioni nell’assemblea dei soci.

Quanto alla poltrona di amministratore delegato, si sono evocati Flavio Valeri, che è il numero uno di Deutsche Bank in Italia, Dario Scannapieco e, apparentemente più favorito, Fabrizio Palermo, il quale già siede in Cdp. Ma sta spuntando anche la candidatura dell’ex-amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarmi, che viene considerato un “finiano” e che sarebbe molto stimato, si dice, dalla ministra leghista Giulia Bongiorno.

Entro una dozzina di giorni, le candidature verranno formalizzate e si avrà qualcosa di più concreto delle voci di corridoio. Ma quello che sta già emergendo è che il governo, soprattutto M5S, intenderebbe rafforzare il ruolo di Cdp per investimenti rivolti allo sviluppo delle piccole e medie imprese.