Fattorini del food delivery, ecco il primo dossier lavoro del nuovo governo

Luca Zorloni wired.it 4 giugno 2018

Milano, presidio a Palazzo Marino dei fattorini del food delivery (Claudio Furlan - LaPresse)Milano, presidio a Palazzo Marino dei fattorini del food delivery (Claudio Furlan – LaPresse)

fattorini delle consegne del cibo a domicilio sono il primo dossier a finire sul tavolo del neoministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Una delegazione di Riders Union Bologna, il sindacato autonomo dei ciclofattorini del capoluogo emiliano, è stata ricevuta al dicastero di via Veneto per discutere delle condizioni di lavoro e delle rivendicazioni dei corrieri del food delivery. L’incontro avviene a pochi giorni dalla firma della carta di Bologna, il documento cittadino che fissa una serie di impegni per le piattaforme delle consegne. Finora l’ha siglato solo l’italiana Sgnam-Mymenu, mentre i grandi operatori del mercato, come Deliveroo, Glovo, Just Eat e Foodora, lo hanno rispedito al mittente.

Chi lavora deve avere un salario minimo garantito, una cifra precisa oraria al di sotto della quale non si può andare“, ha dichiarato Di Maio. Parole che lasciano supporre che proprio la carta di Bologna potrà essere di ispirazione alla negoziazione nazionale, poiché impegna le aziende che la sottoscrivono ad adottare un “compenso orario fisso equo e dignitoso“. Finora gli accordi municipali sembravano la strada maestra per impegnare le imprese delle consegne a domicilio a migliorare le condizioni di lavoro dei fattorini. Ora Di Maio sembra intenzionato a portare la contrattazione a un livello nazionale. Corrieri e ministro si incontreranno di nuovo già settimana prossima. I fattorini di Bologna hanno chiesto di aprire la negoziazione anche ai collettivi nati in altre città, come Milano, Roma e Torino.

Non rivendichiamo solo miglioramenti delle condizioni di lavoro e del salario, ma chiediamo di essere riconosciuti come soggetto collettivo portatore di interessi particolari“, si legge nel testo che Riders Union Bologna ha presentato all’incontro al ministero.

Ora la questione è portare al tavolo le piattaforme. Per svicolare la trattativa con il Comune di Bologna, alcune app delle consegne a domicilio hanno accampato la scusa di non voler creare condizioni di disparità tra i fattorini che operano in una città e gli altri. Una risposta che non potrebbe più reggere in caso di tavolo nazionale.

Nel frattempo la Cgil di Milano riferisce di aver preso in carico la causa legale del fattorino che lavorava per un ristorante affiliato a Just Eat, coinvolto in un incidente che gli ha causato l’amputazione della gamba, per la proroga del periodo di infortunio con l’Inail. “È a noi che il lavoratore di Foodora si è rivolto qualche tempo fa per la prima causa legale sul riconoscimento della domanda di proroga del periodo di infortunio all’Inail“, ha dichiarato il segretario della Camera del lavoro, Massimo Bonini.