Mps accelera sugli Npl e aspetta le mosse del Tesoro

SN finanzareport.it 4 giugno 2018

La banca al lavoro su sofferenze unsecured e crediti incagliati. Intanto c’è attesa pe ri piani del nuovo ministro Tria

Banca Mps prova ad accelerare ulteriormente sul fronte della pulizia di bilancio, dopo conti del primo trimestre complessivamente migliori delle aspettative.

La banca controllata dal Tesoro, secondo fonti di stampa, starebbe lavorando alla cessione di circa 2 miliardi di sofferenze unsecured. Si tratta di crediti di difficile recupero che solitamente spuntano prezzi più bassi.

Allo stesso tempo Mps procede con la riduzione dei crediti incagliati (Utp o inadempienze probabili – che hanno invece valutazioni sopra la media) con l’obiettivo confermato da piano industriale di altri 1,5 miliardi nel 2018 (dopo gli 1,5 miliardi del 2017 e a fronte dei 4,5 miliardi nell’arco di piano).

Nel primo trimestre Mps ha già ridotto l’esposizione lorda ai crediti deteriorati di 1,5 miliardi a 42,6 miliardi e quella netta di 6,9 miliardi rispetto a un anno prima a 13,3 miliardi, con una percentuale di copertura dei crediti deteriorati aumentata dal 54,3% a 68,8%.

A Piazza Affari le azioni Mps scambiano in rialzo. Alle ore 11,30 il titolo guadagna l’1,1% a 2,7 euro in linea con l’intonazione positiva del mercato.

L’operazione sugli Npl non garantiti in realtà era comunque attesa: la novità è che sarebbe stata avviata nelle ultime settimane e potrebbe concludersi entro l’estate (a settembre).

Inoltre le azioni del Monte dei Paschi continuano a scontare più delle altre l’incertezza politica, essendo che lo Stato ha una quota di quasi il 70% nell’istituto senese.

A questo punto toccherà al nuovo ministro dell’Economia, Giovanni Tria, decidere come attuare la strategia annunciata da Lega e M5s nel contratto di governo, che prevede la trasformazione di Mps in una “banca di servizio” e richiederà verosimilmente la riapertura di negoziati con l’Unione europea sul piano industriale.

Al nuovo governo spetterà anche una decisione sul futuro del management guidato da Marco Morelli, ora impegnato in una positiva accelerazione delle strategie concordate con Bruxelles, ma la cui gestione ha ricevuto giudizi contrastanti soprattutto da parte dei piccoli azionisti.