Le banche hanno corrotto i capi dei rivoltosi

avantionline.it 5 giugno 2018

Sorprendentemente gli utimi anni si sono contraddistinti per la protesta del “popolo” contro gli istituti di credito i quali, in maniera più spregiudicata del solito, hanno fatto carne da macello dei suoi risparmi. Al punto da far dimenicare le gesta banditesche dei “furbetti del quartierino”, sotto scorta dell’allora Governatore di Bankitalia. Una scorta che nel tempo si è trasformata in quella della polizia che, in questo caso, li scortava…ma in galera!

Non ci riferiamo solo agli importi truffati che in assoluto potrebbero essere anche inferiori alle malefatte precedenti, ma a come palesemente e nella piu completa indifferenza della Banca d’Italia il popolo sia stato scippato da quelle banche che si ritenevano le più belle del Reame, ma solo perchè i loro dirigenti campavano come dei Re, ovviamente a spese dei cittadini risparmiatori.

Le conseguenze di tali, vergognose, azioni hanno prodotto uno scompiglio sociale devastante: vedi il quasi 40% di imprese che hanno chiuso (dati Bankitalia), sommate a tante altre condannate al fallimento. Migliaia sono stati gli imprenditori che si sono tolti la vita per la vergogna. Fatti drammatici, oggi dimenticati. Quello che non si dimentica facilmente, però, sono le conseguenze di questi fallimenti che hanno aperto le porte alla disperazione di gente costretta alla disoccupazione. Peraltro, per molti di loro, senza alcun paracadute sociale, alcuna tutela previdenziale che possa intervenire in loro soccorso.

Rimuovere tutto questo e fare finta di nulla, lasciando al loro posto gli assassini finanziari del sistema Paese, è il vulnus che ha fatto sanguinare il profondo dell’anima degli eredi dei galatuomini che hanno commesso il gesto estremo, dopo essersi ritrovati sulla loro scrivania i pignoramenti da affrontare.

Tutto questo è stato cavalcato in maniera cinica da chi, per scopi solo personali, si è messo a capo dei rivoltosi “don Chisciotte” con promesse di duelli mortali contro le banche. Peccato che, dopo aver lanciato la sfida, non si siano presentati mai una volta all’appuntamento! Capisco i politici che mentono per mestiere, ma come giudicare gli approfittatori che vivono cavalcando la menzogna, distribuendo come coriandoli false promesse sulla pelle di coloro che non hanno più una vita, se non come essere spregevoli?!  Mi riferisco a tutti coloro che non si sono messi i tappi nelle orecchie per non ascoltare le sirene bancarie, mentre aspettavano il momento opportuno per vendere i rivoltosi al nemico. Molti sono stati i consulenti che mentre partecipavano al pianto dei clienti e di qualche associazione a difesa dei risparmiatori nel frattempo si accordavano con la banca per godere dei suoi favori.

Per farla breve, nel mentre la banca corrompeva i capi dei rivoltosi, godeva nel constatare come i capi corrotti si affrettavano a smettere il basco da rivoluzionario per calarsi le braghe, godendo del piacere di essere sodomizzati dal banchiere in persona. Non è questa forse la macchietta più tipica dell’italian style? Ovvero quella per cui il Valvassore sodomizza il valvassino affinché sodomizzi il vassallo plebeo, facendogli credere di essere al suo fianco nella lotta contro il primo. Da millenni, sempre la stessa storia!