Report: scatole cinesi e il riciclaggio di Berlusconi

 Marco Rizzo milanday.it 5 giugno 2018

report milan servizio yonghong liInchiesta giornalistica o politica ? Report punta tutto su Berlusconi e il riciclaggio ma fa poca luce su una vicenda piena di zone d’ombra

Tanto rumore per (quasi) nulla. Si potrebbe dire. O più che altro: niente di nuovo sotto il sole. Cose più o meno risapute per chi sta seguendo questa vicenda da oltre un anno.

La puntata di ieri sera di Report, in onda su Rai Tre, era annunciata come quella che avrebbe finalmente fatto luce sulla questione che da un anno abbondante riempie le pagine dei giornali e delle discussioni dei tifosi milanisti: il passaggio del Milan da Fininvest al misterioso Mr. Yonghong Li. Sullo sfondo, nemmeno troppo celata, l’ombra del riciclaggio ben posizionata affianco alla figura di Silvio Berlusconi.

 

La pecca del servizio sta proprio qui: la volontà non era far luce sulla questione della compravendita del Milan ma piuttosto instillare dubbi sulla possibilità di riciclaggio di denaro da parte di Berlusconi e di Fininvest. Tutto sembra quindi più pretestuoso e di parte. Non un vero giornalismo d’inchiesta che possa far luce su una vicenda che oggettivamente ha più di qualche zona d’ombra, quanto più un giornalismo politicamente orientato. Che l’operazione non sia stata portata avanti sotto i crismi della massima limpidezza era e resta palese. Molto è il non detto, il celato. Ma forse questo servizio di Report ha fatto più confusione che luce.

 

In ogni caso, ricostruiamo quanto detto nel servizio. Il motivo principale per l’accostamento Berlusconi-riciclaggio in questa operazione è certamente la provenienza dei soldi.

“Per acquistare il Milan – racconta il servizio – entrano 740 milioni nelle casse della Fininvest. La prima caparra di 100 milioni per bloccare l’operazione risale all’agosto del 2016, a dicembre dello stesso anno arrivano altri 100 milioni dalla Willy Shine delle British Virgin Island, a febbraio 2017 altri 100 milioni di cui 50 dalla Rossoneri Advance sempre nel paradiso fiscale delle BVI. Ad affiancare Fininvest nella vendita c’è la banca d’affari Lazard, mentre mister Li lo ha seguito la Rothschild. Il vicepresidente a Londra è Paolo Scaroni, ex Eni, da sempre vicino al Cavaliere, oggi dopo la vendita, è consigliere d’amministrazione del nuovo Milan cinese. Ma nessuno ha registrato alcune criticità sulla solidità finanziaria di mister Li.”

 

“Il Milan aveva perdite medie di 90 milioni all’anno. Fininvest nel corso degli anni ha investito 650 milioni per coprirle, ma ora era arrivato il momento di vendere. In aiuto di Fininvest arriva l’investitore cinese. C’è denaro che deve arrivare a Milano, e arriva a Milano. Da dove e da chi? Non si riesce a capire chi ci sia dietro. Perché i soldi arrivano da paradisi fiscali, dove è garantito l’anonimato? É la provenienza del denaro che è mascherata? Poteva arrivare da Pechino questo denaro? Certo che doveva arrivare da Pechino. Inutile cercare di capire chi c’è dietro, non si può”. Queste le parole di Gian Gaetano Bellavia, esperto di riciclaggio.

 

“Ma i veri registi dell’intervento del fondo Elliott a favore del cinese e del Milan sono due finanzieri napoletani, Gianluca D’Avanzo e Salvatore Cerchione, con base a Londra che oltre dieci anni fa iniziano la loro ascesa nel mondo finanziario con la gestione dei crediti sanitari in regione Campania. I due finanzieri sono intervenuti per tirare fuori dai guai anche il prestigioso bar di Hemingway, l’Harry’s di Venezia, della famiglia Cipriani. Nel 2012, rischiava di chiudere i battenti. Oggi D’Avanzo, Cerchione e i Cipriani, siedono nei vari consigli di amministrazione delle società del gruppo che ha ristoranti in tutto per il mondo.

 

In Lussemburgo, D’Avanzo e Cerchione sono gli amministratori della Cipriani International SA. Ed è sempre in Lussemburgo che viene costituita la società Project Redblack, partecipata dalla lussemburghese Blue Skye di D’Avanzo e Cerchione e da due società anonime del Delaware che fanno capo al Fondo americano. La Project Redblack è il veicolo utilizzato per il prestito di 303 milioni a mister Li e al Milan”.

Altri due collegamenti: Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti, in politica (e non solo) con Berlusconi. Cerchione e D’Avanzo sono stati legati a doppio filo con la finanziaria Sopaf, nella quale c’era nientedimeno che Adriano Galliani.

 

Arrivano poi gli orami dubbi sulla figura di Yonghong Li e sulla sua solidità finanziaria e patrimoniale.

 

“Il Milan lo presenta alla stampa come il socio di maggioranza della più imponente miniera di fosforo della Cina. Ma a rompere l’incantesimo è il New York Times.” Cosi’ parla Sui-Lee Wee, corrispondente cinese per il NYTimes: “Siamo andati presso la sede della sua società, quello che abbiamo trovato è un ufficio abbandonato con un avviso di sfratto appiccicato all’ingresso e addirittura i vermi nei cestini dell’immondizia. Insomma, voglio dire, questa è la società che ha comprato il Milan! Abbiamo chiesto in giro, nessuno ha mai saputo chi fosse questo Yonghong Li. Mi chiedo chi abbia fatto la due diligence sulle società di mister Li. Ammesso che ce ne sia stata una…”

 

A rincarare la dose, Mario Gerevini del Corriere della Sera: “Una specie di Ufo, un cinese volante non identificato, un imprenditore che con un patrimonio stimato di 500 milioni ha fatto un’operazione da un miliardo. In Cina mister Li ha avuto seri problemi con una delle sue holding, una di quelle che ha presentato sul tavolo della trattativa come credenziale. Solo che questa holding mentre lui stava comprando il Milan, era già in gravi difficoltà, aveva i creditori alle costole perché non aveva rimborsato dei debiti e alla fine è fallita il mese scorso”

 

Nel corso della realizzazione del servizio, Report ha chiesto di poter intervistare l’amministratore delegato del Milan Marco Fassone. L’incontro era già stato fissato salvo poi essere cancellato il giorno dopo la sentenza UEFA che he negato ai rossoneri il settlement agreement e ha messo a rischio la partecipazione alla prossima Europa League. L’ufficio stampa del Milan ha riferito che dalla proprietà non vogliono che ci sia esposizione e che si parli esternamente di questi argomenti. Per lo stesso motivo nei giorni scorsi lo stesso Presidente rossonero è stato a Milano senza dare nell’occhio.

 

Questa storia, siamo certi, continuerà ad accompagnare il Milan per lungo tempo. I prossimi step? L’ufficialità del versamento dei 10 milioni di aumento di capitale da parte di Yonghong Li, che fanno da apripista agli ulteriori 30 da versare entro la fine di Giugno. Alla metà dello stesso mese (si dice il 19) arriverà anche la tanto attesa (e temuta) sentenza Uefa. Altri capitoli che andranno ad infarcire questa “never-ending story”.