Le Pen: «Lega-M5S vogliono che il popolo decida il proprio destino»

Gianluca Corrente il secolod’Italia.it 6giugno 2018

Il termine populista per definire il nuovo governo Lega-M5S «è un termine usato con la tentazione di volere dare a questa parola un senso dispregiativo. Non trovo questa parola dispregiativa se si intende un governo del popolo, dal popolo e per il popolo. In questo senso considero il termine di populista come qualcosa di onorevole. In realtà poi sono sovranisti: vogliono che il loro popolo decida del proprio destino senza alcuna interferenza né dai mercati né da qualche struttura sovranazionale come l’Unione Europea. È questo il nostro punto in comune». Così ai microfoni della radio francese France Culture la presidente del Rassemblement national (ex Front National), Marine Le Pen, commentando la situazione politica italiana e il neo governo gialloverde. Per Le Pen il punto di convergenza tra Lega, M5S e il Rassemblement National è proprio questo: «Vogliono poter decidere la loro politica economica e come vogliono modificarla. Ognuno a casa sua deve essere libero di determinare le proprie scelte di società che vuole perseguire». Il mondo attualmente, spiega ancora la leader del Rassemblement National, «sta facendo delle scelte e gira le spalle alla globalizzazione selvaggia imposta dai mercati e alla libera circolazione che ha creato anche le grandi migrazioni. Tutte le grandi nazioni, dalla Cina agli Usa fino ad alcuni paesi europei si stanno muovendo verso il protezionismo. È in corso una vera rivoluzione democratica e pacifica che sta aprendo una nuova era. E questa storia è la nostra: siamo uno dei movimenti che ha anticipato e difeso questa scelta».

«Siamo estremamente vicini» al vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sottolinea ancora Le Pen. «Fa parte del nostro gruppo al parlamento europeo». Con il leader della Lega, aggiunge, «abbiamo lotte comuni e ho sostenuto dal principio il suo partito. C’è un grande rispetto tra di noi». Italia e Francia, sottolinea ancora, «sono due nazioni sorelle che hanno un approccio che si assomiglia e una cultura e struttura economica simile. C’è una visione comune tra di noi». In questi giorni, rileva ancora il leader del Rassemblement National, «stiamo assistendo all’avvicinamento di Salvini con Orban, a quello del cancelliere austriaco Sebastian Kurz con il presidente russo Vladimir Putin. Credo che sia l’inizio della liberazione dell’Europa». Al giornalista che gli chiedeva se si potesse parlare di una specie di Internazionale dell’estrema destra, Marine Le Pen replica che «non si tratta di estrema destra. Il termine estrema destra è un termine che viene utilizzato in modo spregiativo da chi non condivide le nostre idee, per demonizzarle. Oggi il mondo tale quale era non soddisfa più una serie di popoli europei. Questi popoli non sono di estrema destra ma sono affezionati alla nazione e alla protezione del proprio paese». Per Le Pen il Movimento 5 Stelle «non è vicino alla France Insoumise», il movimento politico francese di sinistra radicale guidato da Jean-Luc Mélenchon e con il quale il M5S viene a volte accostato Oltralpe. Il M5S «è un po’ un’auberge espagnole», spiega Le Pen usando un termine in Francia che significa un posto in cui si trova un po’ di tutto. «Si tratta di persone che provengono da entità politiche differenti. Sono favorevoli al controllo dei confini è questo li rende diversi dalla France Insoumise che al contrario è favorevole alla migrazione e anzi vorrebbe aprire ancora dei più i confini. Il M5S contesta le politiche Ue e l’ingerenza e questo è un punto di convergenza con la France Insoumise».

La situazione economica dell’Italia «è estremamente diversa da quella francese», spiega ancora Marine Le Pen rispondendo al giornalista che gli chiedeva come potesse essere d’accordo con la Lega, che vuole una Flat Tax, mentre è contraria a quella che vorrebbe l’attuale presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. L’Italia, rileva ancora Le Pen, «ha subìto un’austerity più pesante di quella registrata in Francia e c’è un tasso di imposizione spettacolare». Sul piano economico, comunque, sottolinea, «ogni paese deve poter adottare la soluzione che preferisce per confrontarsi alla situazione economica del proprio Paese. Il punto di convergenza è nella sovranità e nella libertà di essere diversi». E proprio questo «il rimprovero che facciamo all’Ue che vuole che tutti abbiano un abito tagliato con le stesse misure» mentre quello che noi vogliamo «è che l’economia di ogni Paese sia adatta al proprio Paese». Sulla questione dei migranti, Le Pen si trova particolarmente d’accordo con il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. «Se riuscirà a trovare un accordo con i paesi da dove provengono i migranti per evitare che questi partano è l’insieme dell’Ue che ne beneficerà», sottolinea Marine Le Pen. «Salvini non vuol vedere partire quei 500 mila migranti che stanno in Italia verso gli altri paesi europei ma verso i loro paesi di origine. Condivido questo e penso che sia possibile» arrivare ad ottenere questo risultato. «Ci vuole una politica dissuasiva. Ha parlato di benchmarking dei migranti e ha ragione. Non è un termine insultante. Non si può rimproverare ai migranti di analizzare le situazione che può trovare nei diversi paesi, gli eventuali benefici economici, la regolarizzazione. E da questo punto di vista la Francia è attrattiva», sottolinea ancora il leader del Rassemblement National. Proprio per questo, sul tema dei migranti, sostiene Le Pen, «ci vuole una politica di fermezza». Il Fn, sottolinea infine Le Pen, «è diventato il Rassemblement National perché siamo diventi grandi. Prima eravamo una forza di contestazione, poi di opposizione. Ora siamo un partito di governo. Non vogliamo più far fronte contro qualcuno, vogliamo essere con i francesi. Il nostro ruolo e la nostra ambizione è riunire il popolo francese intorno alla Nazione».