Putin: ‘Soros ha un piano su euro, chiedete a dipartimento Stato Usa’. E intanto è boom di short contro l’Italia

06/06/2018 di Laura Naka Antonelli finanzaonline.com

George Soros è conosciuto infatti come l’artefice della grave crisi del 1992, quando orchestrò un vero e proprio attacco speculativo contro la sterlina, che gli assicurò un profitto di circa …

Think Soros Is Right? Traders Chase 76% Returns Shorting Europe“. Questo il titolo di un articolo di Bloomberg che rivela come i mercati stiano prendendo seriamente quanto detto dal finanziere miliardario a proposito dell’Europa: ovvero, che il blocco fa fronte a una “crisi esistenziale”. Parole decisamente forti, che sono state definite dall’AD di Morgan Stanley anche ridicole, ma che hanno il loro potere. E parole che si accompagnano all’avvertimento sulle mosse di George Soros che è stato lanciato nelle ultime ore dal presidente russo Vladimir Putin.

Intervistato in Austria, dove ha incontrato il suo omologo Alexander Van der Bellen e il cancelliere Sebastian Kurz, Putin ha detto che l’intenzione di Soros è quella di scatenare la volatilità sull’euro. Con tanto di via libera del dipartimento di Stato Usa.

“Circolano rumor secondo cui Soros avrebbe intenzione di rendere l’euro altamente volatile – ha detto Putin, interpellato dal cronista Armin Wolf dell’emittente ORF – Gli esperti ne stanno già discutendo. Chiedete al dipartimento di Stato (Usa) perchè lo sta facendo. Il dipartimento di Stato vi dirà che Soros non ha niente a che fare con loro, e che si tratta piuttosto di affari privati”.

D’altronde, ha continuato Putin, “negli Stati Uniti ci sono personalità del genere, come Soros, che interferiscono in tutti gli affari del mondo”.

E ancora: “Sento dire spesso dai miei amici americani che l’America è una nazione che non ha nulla a che vedere con le sue attività (di Soros)”.

Ma il finanziere miliardario avrebbe davvero un disegno per far tremare l’euro? (Come scrivono i siti di lingua anglosassone “rock the euro”)?

Certo,  una eventuale presenza di un piano non è certo una notizia shock per gli addetti ai lavori.

George Soros è conosciuto infatti come l’artefice della grave crisi del 1992, quando orchestrò un vero e proprio attacco speculativo contro la sterlina, che gli assicurò un profitto di circa 1 miliardo di sterline. Non per niente, tra le definizioni che gli sono state appioppate, c’è anche quella che lo identifica come “l’uomo che distrusse la Bank of England”.

In un momento in cui l’Italia torna protagonista dei mercati rievocando la terribile crisi dei debiti sovrani, sulla scia dei timori di chi ritiene che il governo M5S-Lega rischi di far uscire il paese dall’euro, le accuse di Putin contro Soros non sono certo di buon auspicio.

Tanto più che, come riporta Bloomberg, i trader stanno ricorrendo a diversi prodotti strutturati, praticamente ai derivati, per shortare l’Italia e l’intera Europa. Corsa dunque ai prodotti strutturati equity-linked che sono capaci di offrire ritorni stellari.

L’articolo ricorda a tal proposito un prodotto inverso legato all’azionario italiano, che assicurò un lauto guadagno di ben +76% il 24 giugno del 2016, all’indomani del referendum sulla Brexit che sancì la volontà del popolo britannico di dire addio all’Unione europea. Quel giorno, l’azionario dei paesi periferici subì un forte colpo. Chi aveva comprato i derivati di cui sopra incassò di conseguenza una bella cifra.

Tornando a oggi, visti i continui alert che vengono lanciati sul futuro delle banche italiane, con il rischio doom loop che viene sfoderato di nuovo con cadenza quotidiana, non stupisce la presenza di prodotti strutturati, come quelli di Leonteq AG, che permettono agli investitori locali di guadagnare un coupon a doppia cifra e di veder restituiti i soldi, a condizione che le quotazioni di tre banche italiane non salgano di oltre 1/3 nel giro dei prossimi 18 mesi.

Il prodotto si chiama 11.60% p.a. Autocallable Multi Barrier Reverse Convertible on BPER Banca, Intesa Sanpaolo, UniCredit e riguarda, per l’appunto, i titoli dei tre istituti italiani.