Bce, Draghi anti-collasso. Der Spiegel: “Per Italia resa dei conti imminente”

Marta Moriconi On 11/06/2018 lospecialegiornale.it

Quello che scrive oggi il settimanale tedesco Der Spiegel sembra un monito più che una cronaca e racconta di una guerra, quella tra tecnocrati e popoli. Si parla di Italia, Stati Uniti e di conti che potrebbero non reggere e Draghi avrebbe in mano le nostre sorti.

Chi collasserà prima il sistema o noi? E saremo lasciati soli o ci daranno una mano i Paesi con cui stiamo sostenendo una lotta impari contro l’austerity europea e la politica dell’immigrazione attuale?

Nell’agosto del 2011 – scrive il quotidiano tedesco – la Banca centrale europea (Bce) ha iniziato ad acquistare titoli di Stato “dall’Italia e dalla Spagna”... La cronaca la sappiamo. Ci fu confusione tra linea politica monetaria e finanziaria. Il presidente della Bundesbank Axel Weber si dimise nella primavera del 2011 in segno di protesta. Nel settembre dello stesso anno si dimise anche il capo economista della Bce tedesca Juergen Stark. E ancora: “Nel 2015 il nuovo vertice della Bce, Mario Draghi, adottò la politica del “Quantative Easing” che finora ci ha salvato le tasche, ma che non è mai piaciuto come strumento alla Germania.

Fin qui i dati sul piatto.

Ma è bene sapere che giovedì la Bce si incontrerà e deciderà il corso futuro delle politiche di espansione monetaria. Al momento ci sono due paesi particolarmente preoccupanti, scrive il settimanale tedesco: l’Italia e gli Stati Uniti. E potrebbero presto essere più numerosi: cosa succederebbe, si chiede lo “Spiegel”, se “altri paesi seguissero il corso dell’Italia?”. E’ questa la verità, si nasconde una paura dietro questi moniti, secondo gli analisti. Il timore che altri Stati membri seguano il corso italiano contestando “l’euro-ideologia”. Promettere rapidi miglioramenti e trascurare gli effetti collaterali a lungo termine per il giornale sarebbe un errore da pagare.

“Senza preoccuparsi delle regole della Ue sulle finanze pubbliche” per Der Spiegel il governo populista 5stelle-Lega va incontro a un aumento di spesa pubblica e tagli alle tasse insostenibili. E il messaggio è che se l’Italia, fortemente indebitata, si trovasse nei guai sui mercati finanziari, “sarebbe difficile per la Bce intervenire in queste condizioni”.

Da qui l’avvertimento sulla prossima della Banca centrale che potrebbe scegliere di abbandonare un paese la cui capacità di pagare è “minacciata dalla propria responsabilità di violazione delle regole di bilancio della Ue”. Secondo lo “Spiegel”, per l’Italia “una resa dei conti è imminente”.

Per non parlare della guerra commerciale con gli Stati Uniti, che oggi hanno definito l’Unione Europa peggio della Cina.