Avvocato generale Ue: Banche centrali diano informazioni riservate a vittime di fallimenti bancari

RENATO GIANNETTI eunews.eu 12.6.18

L’interpretazione giuridica delle regole europee va estesa per consentire agli interessati di valutare se chiedere i danni. Ora la parola alla Corte Ue

 

Bruxelles – Chi ha un conto in una banca in liquidazione coatta ha sempre diritto di ottenere dalla Banca centrale competente l’accesso a documenti riservati per poter valutare se avviare una causa risarcitoria. Lo ha stabilito l’avvocato generale dell’Ue Michal Bobek, che propone alla Corte di giustizia dell’Ue di dichiarare l’obbligo, da parte dell’Autorità nazionale di vigilanza, di consentire l’accesso ad informazioni riservate.

La richiesta si fonda sull’interpretazione delle regole comunitarie, in particolare la direttiva del 2013 sull’accesso all’attività degli enti creditizi. Questa, se da una parte prevede una regola generale sul segreto professionale, dall’altra parte, prevede anche un’eccezione alla regola in caso di fallimento o liquidazione coatta della banca o, come recita il testo, “nell’ambito di procedimenti civili o commerciali”.

L’Avvocato Generale propone una lettura più ampia della locuzione “nell’ambito di procedimenti civili o commerciali”. Questi a suo giudizio non debbono essere necessariamente pendenti, essendo sufficiente che siano potenziali. Perché possano dirsi potenziali, è necessario, però, che il richiedente sia un soggetto direttamente danneggiato dal fallimento o dalla liquidazione coatta della banca.

Ad aprire una nuova disputa tra diritto fallimentare e questioni bancarie potrebbe essere un cittadino italiano, che ha portato la propria storia personale all’attenzione dei giudici di Lussemburgo. Correntista della Banca network investimenti Spa (Bni), la persona in questione aveva un deposito di circa 180mila euro ma, a seguito della liquidazione coatta amministrativa della banca, se ne è visti restituire soltanto 100mila. Sospettando l’esistenza di fatti che potrebbero dare luogo a responsabilità sia della Bni sia della Banca d’Italia, ha chiesto a Bankitalia l’accesso ad alcuni documenti della Bni per valutare l’opportunità di instaurare una causa volta ad ottenere un risarcimento o un indennizzo.A pronunciare la parola definitiva sarà la Corte di giustizia dell’Unione europea.