10 inni dei Mondiali che (forse) non riusciremo a dimenticare

Paolo Armelli wired.it 14.6.18

Quest’anno tocca anche a Will Smith, ma sono molte le canzoni pop (e anche un po’ trash) che hanno fatto la storia dei campionati mondiali di calcio

 

Oggi partono i Mondiali di calcio di Russia 2018. Ma la grande macchina del marketing e della comunicazione è in azione già da tempo e l’ultima iniziativa in questo senso è stata la pubblicazione dell’inno musicale ufficiale di questa competizione, questa volta affidato a Will Smith, Nicky Jam e Era Istrefi con il brano Live It Up.

Come da tradizione la canzone, prodotta da Diplo, cerca di trasmettere i messaggi di unione e cooperazione che sono alla base di una manifestazione sportiva internazionale come questa. Ovviamente per raggiungere un pubblico così vasto lo stile deve seguire le tendenze del momento e essere accessibile a tutti. Ecco perché negli anni i Mondiali hanno consegnato alla storia della musica estiva parecchi brani che, oltre a essere entrati nella storia del pop, ne hanno anche segnato qualche evidente slittamento verso il trash.

1. El Rock del Mundial (Cile 1962)

Forse la prima canzone ad assumere lo status ufficiale di inno mondiale è stato questo brano della band cilena Los Ramblers, in occasione appunto della competizione del 1962 in Cile. Immancabile il verso “Gooooaaaal, goal for Chile!“.

2. Hot Hot Hot (Messico 1986)

Sono in pochi a ricordare questo brano calypso-dancedell’artista Arrow, scelto per rappresentare il torneo del 1986 in Messico. Non che c’entrasse alcunché con il tema calcistico, ma almeno ben si adattava al clima rovente delle partite messicane.

3. Un’estate italiana (Italia 1990)

Gli anni Novanta si aprono con i Mondiali ospitati nel nostro paese e anche con il brano firmato da Gianna Nannini e Edoardo Bennato, con produzione di Giorgio Moroder. Impossibile non saperla a memoria anche oggi, ma di sicuro non avete mai sentito la versione spagnola cantata dalla paraguayana Susan Ferrer.

4. World in Motion (Italia 1990)

Un’estate italiana ha avuto un successo però limitato soprattutto al nostro Paese. A livello internazionale, invece, lo stesso anno si è imposto questo pezzo dei New Order, notevole soprattutto per il rap del calciatore inglese John Barnes che erompe a un certo punto. È nata così anche la tradizione di più inni ufficiali a seconda dei Paesi.

5. La copa de la vida (Francia 1998)

Se bisogna individuare dei colpevoli per il fatto che a un certo punto, alla fine degli anni Novanta, sembrava che tutte le classifiche fossero dominate dalla musica latinoamericana, quelli sono stati sicuramente i Mondiali di Francia 1998. Ricky Martin ha ottenuto un successo clamoroso e imposto un stile latino-dance che si ritroverà in parecchi inni successivi.

6. The Time of Our Lives (Germania 2006)

Se non avete alcun ricordo della musica che ha accompagnato i Mondiali tedeschi del 2006 potete consolarvi perché non siete i soli. Ma vi basti sapere che quell’anno il livello musicale è stato di un’assurdità tale che c’è chi ha pensato di mettere insieme il gruppo neo-operistico de Il Divo con la cantante r’n’b Toni Braxton. Almeno nel video c’è un campo da calcio.

7. Waka Waka (Sudafrica 2010)

Ci sono voluti parecchi anni prima che una canzone legata ai Mondiali tornasse a scalare le classiche. Ci ha pensato nel 2010 Shakira con questo brano, che è diventato l’inno dei Mondiali più venduto nella storia e campiona musiche tradizionali africane.

8. Wavin’ Flag (Sudafrica 2010)

Nell’estate dei Mondiali sudafricani anche un’altra canzone si è imposta nelle orecchie degli ascoltatori e questa volta non si tratta di un brano indipendente ma dell’inno ufficiale di uno degli sponsor principali della manifestazione, una bibita frizzante che sicuramente tutti conoscete. A cantarla l’artista canadese di origini somale K’naan.

9. We Are One (Brasile 2014)

C’è stato un periodo in cui Jennifer Lopez e Pitbull erano praticamente una coppia di fatto del mondo musicale. Non c’è da sorprendersi che siano stati chiamati anche per fare una delle canzoni ufficiali di Brasile 2014, coinvolgendo però, come quota rosa locale, anche l’artista carioca Claudia Leite.

10. La la la (Brasile 2014)

Squadra che vince non si cambia, però. Quindi la Fifa ha pensato bene di richiamare di nuovo Shakira e affidarle un’ennesima canzone (lei che aveva fornito un remix della sua Hips Don’t Lieanche alla soundtrack dei Mondiali 2016). Il duetto col brasiliano Carlinhos Brown, fra l’altro legato al World Food Program e a un brand di yogurt digestivi, ha avuto un notevole successo tanto da surclassare anche il brano di Pitbull & co.

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