Lanzalone, la polemica sui dividendi di Acea e l’incontro segreto sul trading dei soci privati

CONFERENZA STAMPA DI ACEA E ROMA CAPITALE, LUCA LANZALONE, VIRGINIA RAGGI – BENVEGNU’ E GUAITOLI – Imagoeconomica

Mentre Luca Lanzalone si è dimesso dalla presidenza di Acea dopo il suo arresto nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio di Roma, continuano le polemiche sulla distribuzione di dividendi da parte della multiutility della Capitale. Una di queste coinvolge direttamente proprio Lanzalone. E’ quanto emerge dai documenti consultati da Business Insider Italia, che raccontano di un incontro che si è tenuto nella sede di Acea di Roma il 15 novembre 2017 tra alcuni rappresentanti della Fondazione Finanza Etica (Ffe) e l’allora presidente (sponsorizzato dal Movimento 5 stelle a cui risulta vicino) per un confronto su alcuni temi giudicati cruciali.

31/07/17 Roma, manifestazione ‘Senza acqua Roma e la Città Metropolitana muoiono’ sotto la sede di Acea – foto di Francesco Fotia / AGF

Durante l’incontro i rappresentanti di Ffe avrebbero cavalcato uno dei temi che sta più loro a cuore e che avevano già sollevato la scorsa estate, quando Roma si era trovata a un passo dalla crisi idrica: quello appunto dell’eccessiva distribuzione di dividendi da parte di Acea, che in questo modo non vengono reinvestiti nella società. In particolare, l’associazione azionista avrebbe domandato al presidente se fosse possibile immaginare un reinvestimento, proprio per potenziare la rete idrica, degli utili di Acea Ato 2, che a sua volta gestisce la distribuzione dell’acqua a Roma e in altri 110 comuni.

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Negli ultimi anni, infatti, secondo la ricostruzione degli avvenimenti che Ffe ha portato davanti a Lanzalone in quell’incontro di fine 2017, gli utili sono stati retrocessi quasi interamente sotto forma di dividendi alla controllante Acea spa (società per azioni), la quale, nell’ambito di un consolidato rapporto di tesoreria interna al gruppo stesso, li ha reimmessi nella controllata come crediti a tassi di interesse di mercato“Pagare interessi sui propri utili è una perversione. Una delle tante che stanno strozzando Acea Ato 2 e l’acqua di Roma”aveva dichiarato Andrea Baranes, presidente di Fondazione Finanza Etica, a ridosso delle tensioni intorno al lago di Bracciano dell’estate scorsa.

Lanzalone, da parte sua, avrebbe manifestato una generale apertura al reinvestimento degli utili nella società, ma avrebbe al tempo stesso sottolineato tutta una serie di criticità. Prima fra tutte, per esempio, l’esigenza di incoraggiare una simile mossa con sgravi e agevolazioni fiscali di varia natura.

Soprattutto, però, durante l’incontro, Lanzalone avrebbe notato come, a conti fatti, i dividendi pagati da Acea non costituirebbero che una minima parte dei guadagni realizzati dagli azionisti privati della società. Da ricordare che il Comune di Roma guidato da Virginia Raggi ha in portafoglio la quota di maggioranza del 51% di Acea, mentre la francese Suez ha il 23,33% e il gruppo Caltagirone il 5% (il medesimo gruppo dell’editore e costruttore romano possiede anche il 3,5% di Suez).

24/05/2017 Anguillara Sabazia (RM), l’abbassamento del Lago di Bracciano nel comune di Anguillara Sabazia e Vigna di Valle a causa delle captazioni di acqua da parte di Acea. Nella foto la spiaggia di Vigna di Valle – foto di Alessandro Serrano’ / AGF

Ebbene, Lanzalone avrebbe sostenuto nel corso dell’incontro con Ffe che il grosso dei guadagni di alcuni degli azionisti privati di Acea arriverebbe non già dai dividendi bensì dal trading, ossia dall’attività di compravendita di azioni in Borsa, con il risultato che, essendo il flottante di Borsa piuttosto ridotto, bastano pochi volumi per provocare variazioni anche rilevanti nei prezzi. Nel grafico qui sotto, si può notare come le azioni Acea nell’ultimo anno abbiano raggiunto massimi di prezzo e volumi tra novembre e dicembre, in corrispondenza della presentazione del piano al 2022 della società.

L’andamento del titolo Acea nell’ultimo anno rapportato ai volumi – Fonte: Bloomberg

Proprio per il possibile impatto sui prezzi e probabilmente da quanto si evince con l’obiettivo di cercare di risolvere il problema, il presidente di Acea nei mesi scorsi avrebbe presentato al consiglio di amministrazione della multiutility, guidato dall’ad Stefano Antonio Donnarumma, una ricerca effettuata da società finanziarie che non farebbe che dimostrare che il trading di qualcuno “turba” le quotazioni di Borsa.

06/07/17 Roma, il ceo della Formula E Alejandro Agag, Roberto Diacetti Presidente Eur Spa, Antonio Donnarumma ad Acea, la sindaca Virginia Raggi, l’assessore Linda Meleo, Daniele Frongia e Marcello de Vito – Francesco Fotia / AGF

Tuttavia, gli azionisti di Ffe non hanno più ricevuto aggiornamenti sulla questione, tanto che hanno deciso di portare i loro quesiti all’assemblea dei soci del 20 aprile scorso, che ha approvato il bilancio del 2017. Come prima domanda, hanno chiesto se siano state effettuate analisi sulle attività di trading da parte degli azionisti privati di Aceasui titoli della stessa società. In caso di risposta affermativa, i soci di Ffe hanno domandato un resoconto o una sua sintesi.

E in ogni caso hanno richiesto un dettaglio delle attività di trading sulle azioni Acea dei due soci privati Suez e Caltagirone. Ma l’azienda ha rifiutato, spiegando che le domande andrebbero rivolte agli azionisti. Resta tuttavia un interrogativo al momento ancora senza risposta: è stato o no portato all’attenzione del cda un documento sugli effetti del trading dei soci sulle quotazioni di Borsa?