Archiviazione per l’uomo di Bankitalia in Veneto Banca: “Le sue denunce erano corrette”

GIANLUCA PAOLUCCI lastampa.it 28.6.18

Luca Terrinoni, consulente della procura di Roma, era stato indagato dopo una querela dell’ex vicepresidente Schiavon
AP

Si è chiusa con un’archiviazione l’indagine su Luca Terrinoni, ispettore di Bankitalia e consulente della procura di Roma per l’inchiesta su Veneto Banca. L’indagine a carico l del funzionario di via Nazionale, avviata in seguito ad una denuncia dell’ex vicepresidente Giovanni Schiavon nel luglio del 2016, dà la misura del clima di veleni che ha circondato l’istituto veneto poi finito in liquidazione l’anno successivo.

L’indagine avviata in seguito ad una denuncia dell’ex vicepresidente Giovanni Schiavon dà la misura del clima di veleni che ha circondato l’istituto veneto finito in liquidazione 

Schiavon, già presidente del tribunale di Treviso, già oggetto di un procedimento disciplinare e dopo la pensione presidente di una associazione di azionisti di Veneto Banca, aveva denunciato Terrinoni perché, a suo dire, sarebbe andato oltre il suo mandato di consulente della procura. Tra le altre cose, Schiavon contestava l’invio di una lettera da parte di Terrinoni a Bankitalia e Bce, in cui segnalava una serie di comportamenti «impropri» di Schiavon. Fin dal giorno seguente alla sua elezione in consiglio, il 5 maggio del 2016, Schiavon «si è distinto per la pretesa di accedere alla documentazione della banca e di sottoporre i dipendenti a veri e propri “interrogatori”». Una ventina i dipendenti oggetto dei «colloqui», scrive ancora Terrinoni, tutti incentrati sulla collaborazione prestata dai singoli dipendenti allo stesso Terrinoni.

 

Nella lettera, Terrinoni faceva anche riferimento alla richiesta fatta da Schiavon ai funzionari dell’ufficio legale sul perché fossero diminuiti gli incarichi al figlio avvocato. Schiavon aveva dunque querelato in sede penale Terrinoni, accusandolo di abuso d’ufficio e diffamazione. Schiavon aveva dunque querelato in sede penale Terrinoni, accusandolo di abuso d’ufficio e diffamazione Contestando tra l’altro la decisione del consulente della procura di chiudere in un armadio blindato alcuni documenti, il giorno stesso del rinnovo del cda che porto anche Schiavon alla vicepresidenza. E perseguendo il funzionario di Bankitalia anche in sede civile, chiedendo 100 mila euro di danni.

 

Secondo il gip di Roma Fabio Mostarda, tuttavia, «la notizia di reato non risulta perseguibile, perché nella condotta di Terrinoni «non è ravvisabile alcun reato». Inoltre, scrive il gip nel decreto di archiviazione, per quanto riguarda la lettera alla Bce i fatti esposti da Terrinoni «non sembrano falsi, inventati o privi di qualunque fondamento. Anche perché è lo stesso Schiavon che in qualche misura ne dà conferma nella sua denuncia, dove ammette i contatti con Consoli e l’aver dato mandato a un dirigente di verificare alcune condotte di Terrinoni stesso.