“BPVi e frodati da Zonin: ex agente Servizi accusa”, interrogazione choc Elio Lannutti (Adusbef e M5S): il governo chiarisca!

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) 28.6.18

Come non rendere subito nota l’interrogazione di cui al titolo su fatti che, singolaremnte, sono stati spesso oggetto di notizi e doamnde su VicenzaPiu.com ? Eccola allora insieme alla speranza che si vada a fondo visto che l’interrogante è persona degna di assoluto rispetto.

“Banca Popolare Vicenza e frodati Gianni Zonin: ex agente Servizi accusa. Solo i vigilanti tra i responsabili del crac o anche le istituzioni deviate? Il governo del cambiamento chiarisca”. Atto n. 2-00005 Pubblicato il 26 giugno 2018, nella seduta n. 14 – Elio Lannutti (presidente Adusbef e parlamentare M5S) Ai Ministri dell’interno e dell’economia e delle finanze.

Premesso che: in un’intervista pubblicata il 26 giugno 2018 su “Themis e Metis”, sito che si occupa di corruzione, giustizia, malaffare, illegalità, un ex collaboratore di un’organizzazione nata al fine di salvaguardare la sicurezza del Paese tramite lavoro di intelligence, a giudizio dell’interpellante paragonata, forse ingiustamente, a complice oscura dei segreti di Stato, rivela notizie importanti, svelando contiguità con i banchieri, affermando che vi sarebbe l’ombra dei servizi segreti ovunque vi siano «casi mai risolti, misteri lunghi decenni e verità inconfessabili»;

alla domanda sui “misteri” irrisolti, dal DC9 di Ustica, l’Italicus, strage di Bologna, piazza Fontana e una sequela di delitti senza soluzione (Simonetta Cesaroni, Alberica Filo della Torre, Ilaria Alpi e Hrovatin), replica di essere stato «l’ultima ruota del carro», non essendosi mai «occupato di grandi temi quanto di cose molto terra terra», quali traffico di armi, corruzione internazionale, movimenti antigovernativi, ma di aver «incrociato alcuni “cold case” e “misteri irrisolti”, (…) non certo per insabbiare e/o falsare i fatti, bensì per trovare spiegazioni e risposte. Quesiti tipo: come fanno le nazioni sotto embargo, i tiranni, ed i dittatori africani a rifornirsi indisturbati di armi e tecnologie militari d’ogni sorta facendo shopping (alla luce del sole) in Italia, Europa e negli States? (…) Dove finiscono i milioni di tonnellate di rifiuti industriali micidiali che alcune multinazionali producono e non smaltiscono legalmente? O dove sono finiti i rifiuti T/N di casa nostra spediti in Nigeria per esser sepolti in Africa (che i Nigeriani ci hanno rispedito indietro), e che in Italia son spariti? (…) Qualche caso (…) l’ho risolto ma qualche altro purtroppo è rimasto tutt’ora irrisolto e avulso dal più fitto mistero. Come l’enigmatico caso di Zdravko Miocic. Mai riuscito a spiegare come ha fatto ad autoaccoltellarsi e poi una volta morto a nascondersi negli anfratti più reconditi d’una nave per non farsi trovare da nessuno (tecnico croato trovato cadavere su una Bulk Carrier italiana diretta in Iran). Un evidente caso di omicidio rimasto tutt’ora irrisolto. Ed in attesa di giustizia»;

si legge ancora: «Avrei tante cose da dire al riguardo ma preferisco privilegiare il riserbo. Ho già abbastanza procedimenti in sospeso, non vorrei aggiungerne altri. Telefonate che rivendicano attentati come quelli di Firenze e Roma, all’inizio degli anni 90, partite dalle sedi del SISMI. In correlazione a questi fatti, Indagini che hanno scoperto un apparato interno ai servizi, “Ossi”, costituito da “agenti esperti in esplosivi, addestrati per guerriglie urbane, e attentati”, secondo le parole dell’ex Presidente del CESIS Paolo Fulci»;

pur ammettendo di essere indagato a Torino, per aver fatto il suo mestiere «nell’interesse della sicurezza nazionale (notiziato i servizi in ordine a programmate azioni di sabotaggio sulla Portaerei Giuseppe Garibaldi)», di essere stato espropriato di quasi tutti i fondamentali diritti democratici, nel 2014 con la Prefettura di Torino che gli ha ritirato la patente di guida, la Questura di Torino che gli ha negato il rilascio del passaporto, addirittura la carta d’identità all’espatrio, e di non aver avuto risposte alle sue lettere inviate a membri di governo e ministri, in un passaggio fornirebbe indicazioni ed indizi interessanti sul crac della Banca Popolare di Vicenza;

considerato che, alla domanda dell’intervistatrice Francesca Scoleri su soldi e potere e la relazione, ipotizzata dal quotidiano “La Verità“, tra la voragine di «oltre 6 miliardi di euro della Banca Popolare di Vicenza – che ha azzerato i risparmi di 120.000 soci rovinandoli» e «i fondi “fuori controllo” gestiti dai servizi segreti», egli ha risposto: «Non ho difficoltà alcuna ad affermare che mi son occupato (in tempi non sospetti) della Banca Popolare di Vicenza, in particolare del Dott. Zonin. Personaggio indubbiamente potente e sempre ben informato. Quanto? Tanto. Il 18 marzo 2008 Elio Lannutti, presidente Adusbef, depositava, in procura a Vicenza, un esposto contro la Popolare di Vicenza. Il 20 marzo una copia dello stesso era già in bella evidenza sulla scrivania del Dott. Zonin. Per quello che so io in tanti sapevano che la banca era decotta. Chi, però, è il quesito che andrebbe girato alle Autorità di controllo del tempo (Consob e Banca d’Italia in primis). Sempre che vigilassero e non facessero altro (Antonio Fazio ad esempio era molto impegnato/distratto andando a cene luculliane con Giampiero Fiorani & company) mentre il “parco buoi” dei poveri risparmiatori rimaneva col cerino in mano. Come scrisse una volta l’esimio Prof. Victor Uckmar a Tommaso Padoa Schioppa a proposito dei bond Argentini, solitamente chi subisce danni sono sempre i piccoli risparmiatori “i grandi vengono allertati per tempo”. Ma la voragine lasciata da Zonin ha radici lontane, molto, molto lontane che poco c’entrano con i fondi “fuori controllo” di cui parla lei. Personalmente penso che il vero brigantaggio mafioso, ancor più pericoloso di certe associazioni per delinquere, sia quello di questa malafinanza d’alto livello (che sta ammorbando tutto il sistema finanziario mondiale non solo nazionale). I veri killer e gangster più pericolosi in assoluto di cui non tutti parlano (o i Bankster come li chiama Lannutti) sono i “white collar”, i colletti bianchi, che delinquono impunemente in giacca, cravatta e guanti bianchi“»,

si chiede di sapere:

se il Governo non abbia il dovere di risalire all’autore dell’intervista, per accertare se si tratti di un mitomane che si sente perseguitato, oppure di un vero ex agente dei servizi segreti, per cercare di fare finalmente luce su alcuni dei misteri irrisolti della Repubblica;

se la circostanziata informazione in merito alle ripetute denunce, inviate da Adusbef a partire dai primi anni ’90 alle Procure della Repubblica italiane, per tentare di prevenire il fenomeno del risparmio tradito che ha rovinato almeno 500.000 famiglie, non debba essere accertata, in particolare sulle eventuali contiguità tra alcuni esponenti di Banca d’Italia e Consob con i banchieri;

se non abbia il dovere di verificare le affermazioni riportate nell’intervista in merito alla Banca Popolare di Vicenza, in particolare del dottor Zonin;

se non si debbano accertare gli autori di collusioni, complicità, violazioni, forse ipotesi di corruzione avvenuti a Vicenza almeno a partire dal 18 marzo 2008, in merito ad una banca già “decotta”, il cui valore stratosferico, e gonfiato da perizie compiacenti delle azioni illiquide, ed i metodi estorsivi per diventare azionisti, pena la mancata concessione di crediti, mutui, fidi e prestiti personali, erano ben noti;

se, alla luce del crac di BPVi, nell’ambito del quale si sono viste assunzioni nella banca di ex funzionari deputati alla vigilanza bancaria, non intenda attivarsi, per quanto di competenza, per vietare il meccanismo delle “porte girevoli” tra autorità e banche vigilate in un tempo di almeno 7 anni;

se intenda attivarsi, per prevenire truffe, abusi e soprusi di banchieri e collusi controllori, smantellando “Edufin“, il programma di educazione finanziaria sostenuto dalla Banca d’Italia, dalla Consob e dall’Ivass, che l’interrogante ritiene offensivo per i risparmiatori