Agid, chi dopo Samaritani? Fatti, indiscrezioni e nomi sui vertici dell’Agenzia Digitale

Michele Arnese startmag.it 3.7.18

Cambio in vista ai vertici dell’Agid, l’Agenzia per l’Italia Digitale. Il ricambio è nei fatti visto che l’attuale direttore generale, Antonio Samaritani, nominato dal governo Renzi dopo la breve e contrastata esperienza di Alessandra Poggiani, non sarebbe stato confermato dall’attuale governo, come ha scritto ieri il Corriere delle Comunicazioni, visto che scadeva il 9 giugno scorso. Il termine previsto per la nomina del nuovo direttore generale è il 31 luglio.

NOMI E RUMORS SULL’AGENZIA DIGITALE

Secondo lo statuto dell’Agenzia, dovrebbe esserci un bando per selezionare nominare il nuovo direttore generale. Indiscrezioni giornalistiche accreditano l’ipotesi che possa essere l’avvocato milanese Massimo Melica il successore di Samaritani, che fino ad allora era responsabile ICT della Regione Lombardia.

LA NOMINA DI SAMARITANI

“La scelta di Samaritani – scrisse Alessandro Longo su Wired il 20 aprile del 2015 – sembra venire direttamente dalla ministra alla Pubblica Amministrazione Marianna Madia (Pd). Lo si può considerare anche come un “ripescaggio”, dato che Samaritani correva alla stessa poltrona anche nella precedente candidatura, quella poi vinta da Poggiani. Madia ha sottolineato che il Governo ha scelto Samaritani per dare continuità al lavoro fatto da Poggiani”.

I RUMORS SU MELICA NON SMENTITI DA MELICA

E’ stato lo stesso Melica a non smentire di fatto le voci che lo riguardano. Ieri su Facebook ha infatti scritto: “Ho appreso dall’attenta giornalista Federica Meta un mio eventuale coinvolgimento in Agid (Agenzia per l’Italia Digitale), vedremo all’atto della scadenza del bando, l’indirizzo che il Governo del cambiamento vorrà dare”. La nomina è appannaggio del dicastero della Pubblica amministrazione retto da Giulia Buongiorno (Lega).

IL PROGRAMMA DI MELICA

Melica ha anche aggiunto, anticipando una sorta di suo programma: “Vorrei un’Agenzia senza scheletri nell’armadio, senza “sorelle politiche”, mascherate da squadre digitali che ne impoveriscono la portata, senza fanatismo che ne depauperi la concretezza. Insomma, un ruolo di equilibrio tra la politica e le esigenze di innovazione, tra la norma e il mercato, tra il sogno e la fattibilità. Mi piacerebbe un’Agenzia che controlli la crescita digitale sul territorio e intervenga affinché l’accesso ai servizi digitali sia uguale dal Nord, in cui funziona di più, al Sud in cui ancora stenta a raggiungere livelli ottimali.

Conclusione di Melica: “Parafrasando il Capitano: “se posso essere al servizio del cambiamento, io ci sono””.

CHI E’ MELICA

Ecco la biografia di Melica che si può leggere sul sito dello studio Melica-Scandelin specializzato in “diritto delle tecnologie informatiche” di cui è managing partner:

“Avvocato cassazionista del Foro di Milano, collabora con riviste telematiche sui fenomeni sociali legati ad Internet. Presidente del Centro Studi di Informatica Giuridica Italia nonché di Innovatori. Componente della “Commissione europea IT Law” presso il “Council of the Bars and Law Societies of the European Union” (CCBE) Bruxelles”.

LA PASSIONE POLITICA

Un tecnico e un professionista dalla robusta passione politica. Non a caso Melica è stato tra i relatori alla scuola di formazione politica della Lega tenuta il 14 aprile scorso. Sul suo blog personale, l’avvocato nelle settimane scorse ha preso ad esempio le difese dell’economista Paolo Savona, quando il capo dello Stato di fatto disse di no alla nomina di Savona al ministero dell’Economia: “In un Paese in cui: ex terroristi scrivono libri e partecipano a talk show, vengono intitolate piazze a delinquenti, capitani di crociera fanno lezioni all’università, si annunciano dimissioni a tempo, dove il Ministro dell’Istruzione ha la terza media e quello della Sanità è diplomata al classico, quest’uomo fa paura per le sue idee, per i suoi studi, per essere una voce fuori dal coro”.

Nei mesi scorsi, Melica ha rimbrottato tra gli altri l’allora ministro della Difesa, Roberta Pinotti (Pd) e scritto: “Facebook e la censura pro-gay è lo strumento migliore per aumentare il razzismo, l’intolleranza l’omofobia”. Pochi giorni fa, postando su Facebook la foto della copertina di Panorama su Salvini (“Lo sceriffo”) ha scritto: “Il primo aspetto è come oggi Matteo sappia coniugare il ruolo politico con la comunicazione social, rendendo tutti partecipi del suo lavoro; il secondo, è come realmente si possa lavorare, ogni minuto della giornata, per il bene di tutti; il terzo, è che ti svegli al mattino più sereno perché sai che l’Italia sta cambiando”.

CHI E’ MELICA SECONDO MELICA

Ecco che cosa si legge sul profilo di Melica sul suo blog personale.

Sono nato due volte: la prima nel 1964 nel mondo analogico e la seconda nel 1990 nel pianeta digitale.

In entrambi i mondi svolgo la professione di avvocato, adesso cassazionista ed iscritto presso l’Ordine degli Avvocati di Milano. Dicono che sia esperto di diritto applicato alle nuove tecnologie della comunicazione ma come si può essere esperti per ciò che si sente come passione? In realtà mi è facile studiare, analizzare e riportare i fenomeni sociali legati ad internet e all’uso delle nuove tecnologie.

Mi guadagno da vivere come managing partner dello Studio Melica | Scandelin | Partners® e accumulo punti premio nelle trasferte ferroviarie tra una sede e l’altra dello Studio. Promuovo la cultura digitale attraverso la razionalità, ossia la concretezza delle idee e delle proposte.

Il mio peggior nemico è il fanatismo digitale, il voler credere che la tecnologia possa sostituirsi all’Uomo, il generare tra i giovani false aspettative legate al web.

Ho avuto la fortuna di iniziare ad occuparmi nel 1992 di diritto applicato alle nuove tecnologie con forme di consulenza per la gestione bancaria delle carte di credito e bancomat, di conseguenza le successive tematiche giuridiche legate ad internet e all’innovazione sono diventate, prima ancora del mio core business, la mia passione.

Ho insegnato “Informatica Giuridica” per il corso di laurea in giurisprudenza sino al 2013, da luglio 2011 e per un anno, ho scritto su Fanpage.it, in cui mi sono occupato di internet, politica e attualità. Ho collaborato con BlogLive.it per la rubrica Diritto & Byte e quando posso mi piace condividere le mie riflessioni attraverso Internet