Olimpiadi, il dossier Appendino “Migliore” candidatura perdente

http://www.lospiffero.com Oscar Serra 4.7.18

Presentato in Città Metropolitana lo studio redatto dall’architetto Sasso: “Nessuna nuova infrastruttura né investimenti degli enti locali”. La sindaca smentisce un asse con Milano e sui dissidenti afferma: “Mai chiesto la testa di nessuno” – DOCUMENTO

“Non ho chiesto l’epurazione di nessuno del gruppo consiliare. Credo che il territorio si sia espresso sulla volontà di procedere, ci sono delle preoccupazioni legittime e la responsabilità di un amministratore è creare consenso attorno a una proposta. Continueremo a lavorare affinché i punti più difficili possano essere superati”. Chiara Appendino smentisce l’ipotesi di un suo intervento presso i vertici del Movimento 5 stelle per ottenere provvedimenti nei confronti dei tre consiglieri dissidenti della sua maggioranza che nell’ultimo Consiglio comunale si sono espressi contro la candidatura olimpica di Torino vanificando, nei fatti, i tentativi di mediazione messi in atto dalla sindaca e dal capo politico dei pentastellati Luigi Di Maio, negli incontri avvenuti la scorsa settimana.

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Nel giorno della presentazione ufficiale del pre dossier, inviato ieri al Coni e al Governo, la prima cittadina ha ribadito le linee guida di una candidatura low cost e pure parecchio low profile: zero investimenti, zero spesa degli enti locali, zero nuove infrastrutture, zero debiti. Al 15° piano del palazzo della Città Metropolitana, assieme ai sindaci dei Comuni olimpici e all’architetto Alberto Sasso, professionista amico di Beppe Grillo e già candidato (trombato dei Inquestelle alle scorse politiche, che ha redatto il pre dossier la sindaca ha rivendicato il lavoro svolto: “Torino 2026 è una candidatura unica – ha spiegato – un modello nuovo che si basa sulle potenzialità che il territorio ha, una proposta vincente che supera le debolezze delle altre candidature e le preoccupazioni che ci sono attorno al dossier”. Poi aggiunge: “Nel documento c’è una spinta molto forte a lasciare un’eredità materiale e immateriale alla città anche per il post evento” un concetto già più volte ripetuto, seppur nella sua vaghezza. Il costo complessivo per l’evento è di 2,2 miliardi, di cui un miliardo e 178 milioni per l’organizzazione e 959 milioni per il restyling di impianti e infrastrutture. Sarà tutto pronto entro il 2024, ha assicurato la sindaca, e “questo ci permette di iniziare subito a lavorare sul dopo”.

 

Infine Appendino ha ribadito che “non esiste un dossier Torino-Milano, perché ciascuno giustamente propone il suo territorio e il suo modello e sono certa che il nostro sia il migliore”. Secondo la prima cittadina “non si deve decidere in base a logiche politiche ma in base ad analisi oggettive della credibilità dei dossier, dei costi-benefici, delle ricadute. Sono certa che così sarà”. Una convinzione messa a dura prova dalla realtà. A partire dalle gaffe diplomatiche rimediate nelle ultime ore. I concorrenti, sia il sindaco di Milano Beppe Sala con il governatore lombardo Attilio Fontana e sia il presidente veneto Luca Zaia, avranno la possibilità oggi pomeriggio di illustrare le loro proposte direttamente al numero uno del Coni, Giovanni Malagò, mentre la Appendino ieri è riuscita solo a vedere Diana Bianchedi avendo raggiunto in ritardo gli uffici di Foro Italico.