Leonardo-Finmeccanica, che cosa si agita dopo Biraghi sul caso cyber

 startmag.it 9.7.18

sicurezza online hacker

C’è o non c’è un’indagine della Procura sul caso Biraghi in Leonardo-Finmeccanica? Il gruppo quotato e partecipato dal Tesoro ha fatto un esposto o no ai magistrati sui fatti evidenziati nell’audit interno che ha condotto al siluramento dell’ex capo della cyber-security della società presieduta da Gianni De Gennaro e guidata dall’amministratore delegato, Alessandro Profumo? E ci saranno ulteriori sviluppi interni o esterni (per il coinvolgimento, chissà, anche di politici) dopo la sostituzione di Biraghi e Orlandini con Bone e Marra in casa di Leonardo?

Sono queste alcune delle domande che angosciano addetti ai lavori, dipendenti e politici dopo le ultime vicende connesse alle dimissioni (non spontanee, ma “spintanee”) di Andrea Biraghi

CHE COSA E’ SUCCESSO A BIRAGHI DI LEONARDO-FINMECCANICA

Formalmente, dunque, Biraghi si è dimesso la scorsa settimana dal gruppo Leonardo (ex Finmeccanica). Biraghi era il capo della divisione Cyber-security (Sistemi per la sicurezza e le informazioni del gruppo aerospaziale), gestiva i rapporti anche con i Servizi segreti, settore seguito in passato da Gianni De Gennaro, attuale presidente di Leonardo-Finmeccanica.

IL PLAUSO DI TOFALO (M5S) A PROFUMO

Un plauso all’operato di Profumo – che di fatto ha silurato Biraghi – è arrivato dal Movimento 5 Stelle. Il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, già membro del Copasir, in un post su Facebook ha scritto: “Iniziative censurabili hanno portato all’adozione di provvedimenti draconiani sintomo di una trasparenza indispensabile in un contesto storico di così evidente fragilità. Condivido pienamente la scelta di fare pulizia nel ramo cybersecurity di Leonardo dopo tutti i sospetti e le ombre emerse sui rapporti con i fornitori”. Tofalo ha poi auspicato “che siano fatte approfondite verifiche anche relativamente i contatti e le frequentazioni con appartenenti ai servizi di intelligence italiani. Risulta imprescindibile conoscere, nelle opportune sedi istituzionali, la verità”.

PERCHE’ LA SOSPENSIONE DI BIRAGHI

Biraghi era stato sospeso per le contestazioni che gli erano state mosse da un’indagine interna. Oggetto dell’audit di Leonardo: presunte irregolarità nei rapporti con fornitori e altre operazioni.

LA DIFESA DI BIRAGHI

Biraghi si era difeso scaricando le responsabilità sui collaboratori, ai quali sono state estese le contestazioni. Una settimana fa è stato licenziato Stefano Orlandini, capo degli acquisti della divisione «cyber».

LA NOMINA DI PROFUMO

Alessandro Profumo ha scelto Norman Bone, il capo della divisione Sistemi avionici e spaziali del gruppo, per affidargli ad interim anche la responsabilità della divisione Sistemi per la sicurezza e le informazioni. L’ordine del servizio è stato firmato il 2 luglio da Profumo, come ha svelato Gianni Dragoni del Sole 24 Ore sul suo blog Poteri Deboli.

CHE COSA FARA’ BONE

Bone raddoppia così le sue responsabilità, perché “conserva le attuali responsabilità”, come precisa l’ordine di servizio firmato dal capo azienda. Su sette divisioni in cui il gruppo è articolato, Bone ne guida due. L’incarico di capo della divisione “cyber” è ad interim, in teoria provvisorio, ma è una provvisorietà che potrebbe durare a lungo, secondo Dragoni, che conosce da tempo e a fondo la galassia dell’ex Finmeccanica.

L’ALTRA SOSTITUZIONE

L’ordine di servizio firmato da Profumo assegna anche la posizione di nuovo responsabile acquisti della divisione “cyber”, è Manuele Marra, nominato capo dell’”unità organizzativa acquisti e supply chain”, cioè la catena dei fornitori. Marra ora è capo degli acquisti di informatica della Lgs, la controllata di Leonardo che gestisce servizi centralizzati e immobiliare.

SCENARI, INTERROGATIVI E INDISCREZIONI

Resta da capire se ci saranno ulteriori sviluppi interni ed esterni a Leonardo. La rimozione disposta da Profumo sta assumendo anche connotazioni politiche, come ha fatto balenare un trafiletto del Corriere Economia della scorsa settimana: un modo di Profumo per ingraziarsi M5S e Lega visti anche gli addentellati “renziani” che emergerebbero dall’audit interno di Leonardo sul caso Biraghi? Fantapolitica o indiscrezioni malevole? Si vedrà.

Ma c’è anche un’altra domanda che circola in ambienti di Leonardo: con un diverso governo, Profumo avrebbe lasciato i “topi nel formaggio”? Magari aspettando che arrivi la magistratura, così poi si sarebbe esaltato il solito “ruolo supplente” delle toghe italiane? C’è chi dice – in piazza Monte Grappa – Profumo ha saputo, ha preso un po’ di tempo per assicurarsi sulla fondatezza della materia e ha proceduto con il bisturi, prima di eventuali inchieste giudiziarie.

C’è comunque chi vocifera che nelle carte spunterebbero i nomi di alcuni politici. Mentre nei palazzi della politica e della finanza ci si interroga: ma Leonardo ha inviato un fascicolo ai magistrati? E ci sono sommovimenti simili in vista su Mbda, come si mormora? Domande alle quali al momento non ci sono risposte.

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