Diamanti, Adiconsum chiede il rimborso totale: incontro a Bergamo il 12 luglio

Bergamonews.it 9.7.18

Sul caso diamanti aumenta di giorno in giorno il numero dei risparmiatori coinvolti e che escono allo scoperto. “Abbiamo incontrato oltre 150 persone – dice Mina Busi di Adiconsum Bergamo -: molte hanno chiesto la nostra assistenza mentre ad altre abbiamo consegnato copia della lettera da inviare alla Banca e ad IDB. Molte altre ancora ci stanno di nuovo coinvolgendo in questi giorni avendo letto notizie sui giornali”.

Nei giorni scorsi si sono svolti degli incontri con il Banco Popolare BPM sulla vicenda. Le parti, in questa prima fase “sperimentale”, hanno fissato alcuni incontri nelle realtà maggiormente coinvolte nella “truffa”. A Bergamo il prossimo incontro è fissato per giovedì 12 luglio. “Al termine – informa Busi -, avremo modo di verificare la coerenza del Banco Popolare BPM tra la disponibilità affermata al tavolo ed il risultato concreto di ristoro ai clienti. Come è noto altre realtà come Banca Intesa San Paolo e Unicredit hanno rimborsato i propri clienti delle somme investite, ora tocca a Banco Popolare BPM dare una risposta concreta nella stessa logica degli altri Istituti”.

In provincia di Bergamo sono coinvolte altre banche, ma a giudicare dalle richieste di assistenza ricevute finora agli sportelli Adiconsum, le persone coinvolte in questi Sportelli dovrebbero essere meno: “La nostra richiesta è finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo di rimborsare i risparmiatori dall’investimento effettuato. Questo obiettivo, a nostro parere, dovrà concretizzarsi con la definizione di una procedura che attraverso criteri oggettivi, trasparenti e modalità condivise possa soddisfare le giuste aspettative dei risparmiatori coinvolti nella vicenda “diamanti”, sponsorizzati e venduti come bene rifugio e senza rischi di sorta”.

Tra le “vittime” dell’investimento, ci sono casi di persone che hanno collocato gran parte dei loro risparmi provenienti da eredità, liquidazione, addirittura da rimborsi assicurativi per infortuni, persone giovani ma anche molti pensionati che si sono fidati del loro referente bancario che ha proposto questo “investimento”: “Le valorizzazioni “fasulle” che venivano rilasciate e che rassegnavano sempre incrementi di valore, hanno indotto poi molti ad acquistare altre tranche e molto spesso l’investimento ha riguardato più familiari, con un danno notevole al patrimonio familiare. Il nostro obiettivo – conclude Busi – è risolvere quanto prima la situazione, ma prepariamoci alla battaglia finale tra settembre e ottobre”.

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